Year: 2012

È nella fotografia d’autore il futuro dell’immobiliare?

ENGLISH TEXT Arte e comunicazione low cost sono un binomio possibile. Ne sono convinti Filippo Pietranida e Roberto Prosdocimo, due giovani artisti che sono riusciti a convincere il network dell’immobiliare LaCasa Agency e Prelios a investire nel loro progetto: quello di portare l’arte in luoghi che non le appartengono. Come l’immobile in Corso Italia 13 a Milano, dove, fino al 20 dicembre, i due hanno allestito la loro mostra fotografica itinerante FRP2 Normal generic landscapes.

De Vecchi: sogni d’argento

ENGLISH TEXT Per realizzare una brocca, qui ci vuole come minimo una giornata intera. Per preparare il metallo con la torcia, prima dello stampo, è necessario un tempo preciso che solo l’occhio esperto sa valutare. Per saldare senza soluzione di continuità due sezioni bombate a specchio, serve un’expertise che si acquisisce con un apprendistato decennale. Siamo nel laboratorio di De Vecchi, a Milano. Un atelier di tre, quattro stanze in vecchio edificio sui Navigli, in cui si respira un’aria da bottega rinascimentale. Qui è  nato il primo candelabro senza braccia, nel lontano 1947; e qui sono stati realizzati i primi esperimenti i di design cinetico e multi-sensoriale, negli anni Sessanta con le famose caffettiere specchianti di Gabriele De Vecchi.

Firenze tra design, artigianato e high tech

ENGLISH TEXT Uso le belle immagini di Giuliano Koren per il progetto Edition of 9 di Something Good (di cui parlerò più sotto) per raccontare di un convegno potenzialmente molto interessante (viste le personalità che interverranno) che si tiene oggi a Firenze:  L’artigiano del XXI secolo: cultura, tecnologia, new media e manualità, promosso da Regione Toscana, Toscana Promozione, CNA Toscana e ARTEX.

Se l’interior diventa un palcoscenico emotivo

ENGLISH TEXT Ha aperto qualche giorno fa a Parigi, alla Galerie Clementine De La Ferronière una personale del fotografo Baudouin, famoso per i suoi scatti a donne parigine nelle loro case. L’occasione è la pubblicazione di un libro, 75 Parisiennes (ed. Snoeck, 36 euro). Mi piace segnalare questa mostra perché il fotografo utilizza gli interior in modo narrativo, trasformandoli in palcoscenici emotivi che fanno da supporto alle personalità che li abitano. Siamo lontani mille miglia dalla freddezza degli interni “progettati”, da catalogo e per questo ci sentiamo immediatamente incuriositi e attratti dai dettagli. È un effetto che mai alcun catalogo di arredamento, per quanto studiato, riesce a dare. Ecco, penso che come nella moda sempre più brand si raccontano con veri e propri film (vedi l’ultimo capitolo di Women’s Tales di Miu Miu presentato a Venezia, il corto It’s Getting Late), anche l’altra parte del made in Italy, quella del design, potrebbe davvero guadagnare rinunciando alla freddezza e all’algidità che spesso lo caratterizza in tema di comunicazione. Del resto, non è esattamente questo che ha …

Giulio Iacchetti: «Voglio un design felice»

ENGLISH TEXT Con la «fabbrica diffusa» di interno italiano Giulio Iacchetti propone il rilancio dell’artigianato come motore dell’economia. E una ricetta per la felicità. Non capita spesso che un saggio di economia diventi un best seller. È successo invece a Futuro Artigiano, di Stefano Micelli, Professore alla Ca’ Foscari di Venezia: in un anno è già alla terza edizione. Come mai? In Futuro Artigiano, Micelli parla del ruolo chiave dell’artigianato in quello che lui considera la vera new economy: quella del «saper fare» artigianale. Una ricchezza che ha portato le nostre aziende italiane a diventare leader mondiali nel settore del lusso e che, se sostenuta e rinnovata, potrebbe portare il nostro paese a un nuovo rinascimento (e a lavoro per tutti). Una teoria, quella del professore di economia, che ha entusiasmato molti in Italia, designers in primis. E che Giulio Iacchetti ha interpretato con un progetto concreto chiamato interno italiano, presentato oggi, 9 novembre, a Operae, il salone dell’autoproduzione di Torino: una collezione di arredi, progettati dal designer e realizzati da cinque diverse realtà artigianali. …

Paola Navone per Monoprix

ENGLISH TEXT Come nella moda, anche nel design è tutto un rincorrersi di capsule collection firmate dai grandi nomi del design per i marchi della distribuzione di massa. E Natale (come insegna l’esperienza del tutto esaurito per le decorazioni di Marcel Wanders per il colosso americano Target qualche anno fa) è l’occasione per sbizzarrirsi. Il 13 novembre, Monoprix presenta nel concept store Merci, la sua proposta festiva per la casa firmata Paola Navone. Arts de la table, cuscini, cestini, decori natalizi realizzati all’uncinetto, tavolini, mini-sedute, lampade: il tutto declinato con lo stile, inconfondibile, dell’interior designer più gettonata d’Italia, che mescola un look imperfetto, ispirato alla tradizionale lavorazione manuale artigianale, a un design essenziale e senza fronzoli. La collezione, dai prezzi decisamente accessibili, sarà distribuita prima attraverso Merci e poi negli store Monoprix. www.merci-merci.com

La luce tech (con tocco soft) di Astrid Krogh

ENGLISH TEXT Sono anni che la designer danese Astrid Krogh lavora con la luce, integrandola in svariati supporti. Ci sono state le tende che generavano energia, gli arazzi in legno con le fibre ottiche, le sculture con i neon e svariate installazioni, anche architettoniche. Il suo lavoro, che interpreta la tecnologia in chiave soft, è intrigante. Del resto uno dei momenti più eccitanti della carriera di Astrid è stata, per sua ammissione, la passeggiata nelle viuzze di Firenze che l’ha portata al Palazzo di Emilio Pucci per incontrare Laudomia Pucci, che “voleva vedere i miei progetti da vicino”. Una personale con le sue opere più recenti apre oggi, 25 ottobre, a Parigi, alla Galerie Maria Wettergren.