Year: 2014

Il sole in salotto

Una lampada che riproduce esattamente la luce solare non è mai esistita. Fino a oggi. La prima volta che ho visto CoeLux®, un’invenzione tutta italiana, è stato a Venezia, alla Biennale di Architettura. L’effetto mi ha colpita come una magia. Bastavano due di questi apparecchi invisibili (nel senso che prendono la forma della struttura edilizia che li ospita) per illuminare a  giorno, con un calore visivo che solo il sole può dare, una stanza. È bellissimo che un’invenzione utile e anche emotivamente ed esteticamente molto accattivante sia nata in Italia. Questo progetto tecnologico è infatti stato sviluppato negli ultimi dieci anni dal professor Paolo Di Trapani, docente di fisica presso il Dipartimento di Scienze ed Alta Tecnologia dell’Università dell’Insubria a Como, e del suo team. Come funziona? CoeLux® ricrea la luce del sole negli interior combinando tre elementi: un proiettore LED sviluppato ad hoc (che riproduce le caratteristiche spettrali della luce solare), dei sistemi ottici che impartiscono la direzionalità dovuta alla distanza tra cielo e sole e materiali nano-strutturati capaci di realizzare i processi diffusivi …

Se il progetto è rispetto

In un articolo su La Repubblica di oggi, Renzo Piano parla della necessità di occuparsi – con amore, rispetto e dedizione – delle periferie per far prosperare le città. Nel suo scritto, di cui consiglio la lettura, il senatore a vita chiarifica anche in modo inequivocabile quello che intende: portare nei quartieri lontani la stessa qualità di vita che c’è in centro, renderli più belli, funzionali, puliti e umani recuperando in modo intelligente quello che già c’è ed evitando accuratamente di costruire il nuovo. È una lezione importantissima. Non perché sia nuova (non lo è, Piano parla di queste cose da anni) ma perché richiede un cambio di mentalità che sempre più persone oggi sono disposte a mettere in atto (si spera che tra questi ci siano anche politici, amministratori e tutti coloro che hanno fatto del cemento il loro business). Questa mentalità nuova parte dall’amore vero e il rispetto onesto per le cose e gli ambienti in cui viviamo e sogna di creare qualcosa di sempre più bello e significativo partendo dalle ceneri di …

Bagno e design: tra piastrelle e parquet

Esagoni e marmi. Decori esagerati o concerto di grigi. I colori? Giallo o blu, altrimenti meglio la sobrietà del greige. E ancora piastrelle che sembrano tappeti, parquet o pietre: tutto tranne che ceramiche. Dopo una visita (breve) al Cersaie di Bologna, la più grande fiera della ceramica e dell’arredo-bagno del mondo (anche se a dire il vero c’erano così tanti parquettisti che – come ha detto un celebre designer – sembrava di essere in Val di Fiemme), ecco gli oggetti, i decori, le soluzioni che, quando chiudo gli occhi, continuo a ricordare. Che poi è il modo che uso per capire quello che davvero mi è piaciuto … Molto empirico ma utilissimo!                          

«Il giardiniere come mestiere d’arte»: i maestri del paesaggio

È bellissimo quando una città ha un sogno. E lo è ancora di più – soprattutto se si è in Italia – quando fa qualcosa di concreto per realizzarlo. Bergamo aveva un sogno: diventare la città del paesaggio. E, dopo la quarta edizione de I Maestri del Paesaggio, conclusasi ieri, si può dire che, senza dubbio, lo ha realizzato. C’ero anch’io, sabato e domenica, all’International Meeting che ogni anno porta nella cittadina lombarda i migliori paesaggisti del mondo (e, al seguito, centinaia di stranieri) e chiude la kermesse di 16 giorni che trasforma la Piazza Vecchia in un polo di attività all’insegna del verde. Pochi dei relatori, a dire il vero, hanno effettivamente affrontato il tema della manifestazione – healing landscapes (cioè il paesaggio terapeutico, inteso anche in senso lato). Solo il professor Giulio Senes, che insegna proprio questa tematica alla Facoltà di Agraria di Milano, lo ha fatto. Questo, un po’, mi ha delusa, perché trovo che – una volta appurato che il verde ha un contributo fondamentale nel nostro benessere fisico e psichico …

La casa della polvere

Soffitti a volta, muri girevoli, sezione aurea. Una casa di Roma cerca l’eternità in chiave moderna. C’è qualcosa di strano ma allo stesso tempo familiare in questo appartamento di Roma, progettato dall’architetto Antonino Cardillo. L’area relax al centro del soggiorno riposa su un “tappeto di legno”, un rettangolo di parquet circondato da un pavimento di cemento. Quest’ultimo, color talco, prosegue sulla parete, fino a circa tre quarti dell’altezza; poi la sua superficie liscia e setosa lascia spazio a una volta corrugata e ruvida come terra cruda che diventa tutt’uno con il soffitto. I contrasti tra la parte bassa della zona giorno e quella alta sono così forti e le scelte estetiche così decisamente insolite che si ci aspetterebbe, entrando, una sensazione di straniamento. Invece, l’effetto finale, è di déjà vu, come se si fosse in presenza di una realtà fuori dal tempo. «I rapporti tra i vari elementi dello spazio sono stati definiti con la sezione aurea», spiega Cardillo. «La relazione tra le parti è sempre 1:0,618». Arredi inclusi. La libreria, per esempio, ha 5 …

Se le case (e le cose) parlano

Dal 9 al 12 ottobre arriva il Milano Design Film Festival: un week end progettato per aprire gli occhi, la mente e il cuore di chi ama l’architettura e il design e vuole capire il perché.  Quando si parla di design o architettura le conversazioni rimangano spesso vaghe, ancorate su commenti estetici personali. Dietro ogni oggetto o edificio progettato, però, ci sono storie, pensieri e processi che sono almeno tanto interessanti quanto il risultato finale. C’è spesso una ragione per cui ci innamoriamo di un oggetto piuttosto che di un altro o ci sentiamo a nostro agio in un particolare spazio abitativo o pubblico. Capire in cosa consiste quel “qualcosa di magico” che ci seduce irrimediabilmente non è però facile, soprattutto perché nel mondo dell’architettura e del design si dà spesso molto per scontato e si tende a comunicare con il grande pubblico come si fa con gli addetti ai lavori. Il Milano Design Film Festival (a Milano, Anteo spazioCinema, dal 9 al 12 ottobre) è un’occasione per aprire gli occhi, la mente e il …

Peggy Journal. Il fai-da-te Italian style

Il 15 settembre nasce il primo magazine per il fai-da-te italiano, Peggy Journal. La sua ambizione? Permettere a chiunque di personalizzare i propri interior, senza mai compromettere la qualità del design. E creare, partendo dalla carta stampata, una community di appassionati della decorazione.         È il momento della riscossa per i nostalgici del cartamodello, per le mamme che passano i week end piovosi a chiedersi come intrattenere i bambini in modo creativo e per chi sogna di personalizzare la propria casa da sé, invece di chiamare l’arredatore. Dal 15 settembre arriva in edicola Peggy Journal (5,90 euro), un magazine bimestrale di interior che insegna a fare: come dipingere una stanza, realizzare piccoli oggetti, recuperare arredi, realizzare decorazioni col tricot o l’uncinetto… Non si tratta del solito cahier d’inspiration che poi lascia a bocca asciutta. Perché i lavori sono troppo complicati, le spiegazioni poco chiare, i costi elevatissimi. Peggy Journal infatti è nato con l’ambizione di trasformare chiunque in un “maker”. E di permettere la realizzazione di solutioni “disegnate”, progettate, di qualità. Come …

Alexandre de Betak: ecco come disegno sogni (in passerella)

Da 25 anni crea ambienti da sogno per Dior, Michael Kors, Viktor & Rolf: Alexandre de Betak, produttore cult, racconta perché le sfilate sono ancora eventi d’eccezione. E, soprattutto, perché raccontano sempre il nuovo (ben oltre le collezioni di moda).     Ci si chiede spesso se le sfilate di moda abbiano ancora un senso nell’era dello streaming – quando ormai tutti i fashionisti possono godersi lo spettacolo come se fossero nell’ambitissima front row. Ovviamente la risposta è sì, hanno ancora un senso e la ragione è semplice: le sfilate sono spettacoli progettati come esperienze da vivere in prima persona, come episodi che immergono l’individuo in spazi di sogno, impossibili da comunicare con la tecnologia (almeno per il momento), in tutta la loro intensità. Ma, soprattutto, solo i luoghi in cui spesso viene espresso il meglio della creatività a tutto tondo. La magia di una sfilata, infatti, dipende solo in parte dalla moda. La passerella, negli anni, è diventata un luogo di ispirazione, un evento che nasce dalla multi-disciplinarità più spinta. Non è un caso …