Fuorisalone 2018
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Tra pattern e Cenacolo: il Fuorisalone all’Appartamento Lago

Cosa c’entrano i pattern di 40 giovani creativi italiani e Leonardo Da Vinci? All’Appartamento Lago una piccola, interessante mostra curata da Italianism

Never Stop Looking Beyond è il tema scelto da Lago per il Fuorisalone 2018 (link ai biglietti per il party gratuito del 17 qui). Ma più che come uno slogan, va letto come un’esortazione: “Non smettere mai di guardare oltre”. Che poi è un approccio alla vita e non solo al design: parte dal desiderio di uscire dal seminato e porta a mescolare saperi, ascoltare e osservare con curiosità.

L’Umanesimo ieri, oggi e domani

In questo, noi italiani siamo bravissimi. Perché la multi-disciplinarità esiste dai tempi dell’Umanesimo, incarnata al meglio nella personalità poliedrica di Leonardo Da Vinci: artista, ingegnere, designer, architetto, filosofo. L’uomo che più di chiunque altro rappresenta l’opposto di quell’approccio verticale, a compartimenti stagni, tanto in voga dalla Rivoluzione Industriale in poi.

Il Cenacolo come esortazione

Non sorprende, quindi, l’iniziativa di Lago di sostenere le aperture straordinarie del Cenacolo di Leonardo durante la settimana del Salone del Mobile: più di 3000 persone saranno ammesse davanti al capolavoro (tutti i giorni, dalle 19 alle 22). Link Eventbrite

Cosa c’entra Leonardo con i Pattern?

Né stupisce che a questa iniziativa ne siano associate altre, all’Appartamento Lago e alla Casa Lago (per il palinsesto clicca qui: Casa LAGOAppartamento LAGO). Tra cui una mostra che mette in scena 40 pattern di giovani creativi selezionati da Italianism e ha un titolo che finisce con un punto interrogativo: Come si dice Pattern in italiano?

I pattern: non solo visual art

Per affrontarla, però, si  potrebbe partire da un’altra domanda: e cioè, perché i pattern ci stregano? Come mai veniamo catturati dall’iterabilità dei loro moduli, stregati dalla percezione della logica sfuggente, inebriati da colori e forme? Sono domande a cui questa mostra, ideata da Renato Fontana di Italianism e curata da Andrea Cadorin, tenta di rispondere in modo intelligente e molto contemporaneo.

Il mix tra discipline

E cioè raccontando cosa la ripetizione di moduli identici rappresenta nelle scienze, come anima la musica, l’architettura, come è parte del nostro corpo quando si entra nella biologia… Lo fa attraverso dei brevi saggi, che interpellano esperti di discipline diverse dal design (la curatela è di Paolo Casicci, giornalista di Repubblica, e Cieloeterradesign).

Diversi livelli di lettura

Ci sono quindi più livelli di lettura in Come si dice pattern in italiano? C’è quello estetico. Perché i pattern, accuratamente selezionati, sicuramente daranno vita a un ambiente ad alto impatto emozionale. E c’è quello storico-artistico. Perché le opere sono state realizzate su richiesta di Italianism da visual artists considerati rappresentativi della nuova generazione. Fotografi, artisti materici, appassionati di tessile ed esperti di 3D o digital processing, tattoo artist, creativi dai pianeti più distanti. E c’è infine quello multi-disciplinare. Cioè l’inserimento del pattern in altre discipline con lo scopo di avvicinarle tutte, promuovendo quel Never Stop Looking Beyond che è il tema portante delle attività di Lago.

Never Stop Looking Beyond

Che è sempre più necessario. Bisogna saper vedere oltre, come faceva Leonardo da Vinci. E come l’uomo da sempre tende a fare quando vuole creare il nuovo: nella musica, nell’architettura, nelle scienze. Perché ritrovare il filo conduttore, quel “pattern” che rappresenta l’incipit o la ragion d’essere dell’inizio di un movimento, è spesso l’origine della vera innovazione.

Come si dice pattern in italiano? Appartamento Lago, via Brera 30.

Nel catalogo, testi di Virginio Briatore, Silvia Bencivelli, Alfonso Femia, Riccardo Meggiato e Gianni Santoro.

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