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Da Rodari al design: Codice di Avviamento Fantastico

La mostra Codice di Avviamento Fantastico a Palazzo Reale mette in scena un materiale made in Italy (Alcantara) mostrando quanto sia bello raccontare il design attraverso diverse discipline artistiche

Spiegava Gianni Rodari nel suo Grammatica della Fantasia come sia possibile inventare storie partendo dai supporti più inaspettati. A lui, per esempio, era successo sfogliando un volumetto che più noioso di così non si può, un elenco dei codici postali di tutti i comuni italiani. Perché, sosteneva il grande scrittore, basta far viaggiare la fantasia, farla volare altrove prendendo qualsiasi cosa come trampolino di lancio.

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Reverie Vezzosi prima della performance nell’installazione di Starr

È quello che hanno fatto l’illustratrice Aki Kondo, l’artista Michael Lin, la performer Georgina Starr, il fotografo-scenografo Lorenzo Vitturi, la designer Nanda Vigo e i musicisti di Soundwalk Collective per il progetto espositivo di Alcantara Codice di Avviamento Fantastico, curata da Davide Quadrio e Massimo Torrigiani: una serie di opere site specific – prodotte appositamente in collaborazione con Sleva Barni e Ilaria Speri di Fantom – allestite nell’Appartamento del Principe a Palazzo Reale a Milano. Al posto dei codici postali di Rodari ci sono quindi i meravigliosi interni delll’ala sud-ovest del prestigioso palazzo: e sono le dieci stanze decorate sotto la direzione dell’architetto Giacomo Tazzini nel 1838 da fungere da trampolino di lancio per la creazione di mondi meravigliosi e paralleli, che partono dal reale per arrivare “oltre la soglia”.

La mostra è di deciso impatto estetico, preparata da una camera di decantazione progettata da Nanda Vigo in cui una serie di specchi e luci comincia a gettare il seme del dubbio – siamo nel reale o nella finzione ? – nel visitatore. Il viaggio è duplice: con ogni ambiente che porta altrove (nel futuro, nell’universo della produzione artistica, nel desiderio di decantazione, nel nostro stesso passato attraverso la meditazione in un pod animato da attori e performer) ma anche con lo stesso percorso che diventa un excursus di connotazione “altra” di un luogo fermo nel tempo e nello spazio, dinamizzandolo, attualizzandolo e permettendo a chiunque di viverlo a modo proprio. Come è compito dell’arte fare.

Ma la mostra è anche un modo intelligente di comunicare un materiale, l’Alcantara, utilizzata per produrre le opere, ricoprire gli spazi, allestire gli ambienti, in mille modalità possibili. Un esempio di come sia possibile raccontare un rivestimento utilizzato nell’arredo, nella moda e nell’automotive in modo sottile, lasciando che sia lo spettatore a realizzarne le grandi potenzialità espressive osservandolo in una sua applicazione non commerciale.

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I corridoi dell’Appartamento del Principe durante la preparazione della mostra

Da non perdere, l’installazione interattiva di Georgina Starr nell’ultima stanza, in cui sarà possibile adagiarsi in un pod (ispirato al film Je T’Aime, Je T’Aime di Alain Resnais, del 1968), una sorta di “macchina del tempo” in cui, con l’aiuto di una narrazione audio e della presenza di performer – come la bravissima Eloisa Reverie Vezzosi – catapultarsi nel proprio passato.

Codice di avviamento fantastico, Alcantara e 6 artisti in viaggio nell’Appartamento del Principe, Palazzo Reale di Milano, dal 28 marzo al 30 aprile, entrata libera.

 

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