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Baby di Netflix. I perché di una storia molto romana

In conversazione con Kelly Luegenbiehl, vice president International Originals di Netflix, in occasione del lancio di Baby, la nuova serie TV italiana, ambientata a Roma, con sceneggiatura del Collettivo *grams

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È online dal 30 novembre Baby, la seconda serie originale Netflix Made in Italy. Scritta dal giovanissimo collettivo romano *grams (cinque autori tra i 22 e i 29 anni, alla prima esperienza come sceneggiatori). è ispirata allo scandalo delle ragazzine squillo del quartiere romano Parioli.

Ce ne ha parlato la vice president International originals di Netflix, Kelly Luegenbiehl.

Perché questa storia?

«Volevamo realizzare una serie tv per giovani adulti che li avesse come protagonisti, raccontata
con la loro voce. Il collettivo *grams ci ha permesso di trovare tutti gli ingredienti in una sola sceneggiatura. Hanno conferito un’autenticità (nel linguaggio, nell’uso dei social, nello sguardo sulla vita) che non avremmo mai trovato con autori più adulti. Per questo Baby, al di là della trama, è un viaggio alla scoperta della vita segreta dei teen».

E così la vicenda “locale”, romana, diventa universale …

«Apre finestre sull’universo degli adolescenti. Ma anche su Roma. Perché i giovani sono spesso molto curiosi dei luoghi che non conoscono. E ne vengono affascinati grazie alla capacità dei personaggi di farli entrare nel loro perimetro di esistenza».

Che cosa distingue le serie italiane?

«Lo spessore dei personaggi. Come già in Suburra, gli sceneggiatori hanno riempito i caratteri di luci e ombre, a intermittenza. In entrambe le serie l’italianità che emerge è l’opposto dello stereotipo tradizionale e racconta di una cultura in cuic’è ancora spazio per le passioni
e le emozioni dell’individuo».

Dove verrà apprezzata Baby?

«Direi in tutta Europa, sempre più avida di serie prodotte nel continente. Un cambiamento epocale visto che, pre-streaming, le serie nazionali non venivano esportate in più di due paesi.
Mi aspetto anche un buon risultato in America Latina, dove non ci sono altre serie per giovani adulti».

Baby ci aiuterà a capire i nostri figli?

«Più che dare risposte porrà delle domande. Su quanto li conosciamo veramente».

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