All posts filed under: Digital

A cosa serve la matematica?

Amata o detestata, è la matematica è la materia con cui tutti devono “fare i conti” perché permette di leggere comportamenti sociali dietro la miriade di dati che la rete raccoglie ogni giorno. Capirla (soprattutto nei suoi potenziali lati oscuri, vedi box con intervista a Cathy O’Neil) non è cosa da nerd ma una necessità anche per chi si occupa di politica, diritti umani, cambiamenti climatici, ecologia.

Ida Laerke: come si diventa una Instagram star

È possibile guadagnarsi da vivere sfruttando il proprio account Instagram senza essere pop star, socialite o fashion blogger? La danese Ida Laerke – che fotografa le piccole cose della vita quotidiana – ce l’ha fatta. Il suo segreto? Degli occhi capaci di cogliere l’incanto, uno stile tutto suo. E una certezza: la reputazione online vale un patrimonio; se ce l’avete, non svendetela al primo che passa…

Il futuro soft del media guru

Questa è davvero una nuova Milano ho pensato ieri sera quando – in occasione di Meet the Media Guru – mi sono seduta nel semi-emiciclo della Mediateca Santa Teresa nel Brera Design District. Intorno a me, decine di appassionati di tecnologia, blogger e fotografi: tutti con il naso all’insù, intenti a guardare il soffitto e le pareti di questo luogo antico, animate come per magia da decine colori, pattern, giochi di luce. Il vero immaginario cool made in techland. È il mondo da cui provengo – avendo lavorato per quasi dieci anni in Philips Design ai tempi in cui Stefano Marzano aveva carta bianca nella costruzione delle sue visioni del futuro – che incontra il mondo in cui abito adesso, quello del design e della creatività. Per questo non vedevo l’ora di incontrare Hiroshi Ishii, direttore del Tangible Media Group del Massachusetts Institute of Technology , l’uomo che – usando l’arte e l’high tech – promette di trasformare ogni byte di un computer in qualcosa da toccare con le mani. Non vedevo l’ora perché – …

Made.com e l’arroganza del web

Qualche tempo fa ho ricevuto una mail che aveva per titolo questa domanda: «Sei un giornalista, ami arredo e design? Made.com premia la tua rilevanza social». Il “come” era spiegato qualche riga sotto: «Ti basterà condividere sui tuoi blog e profili social i link delle campagne di Made.com e per ogni click che riceverai verrai remunerato con un minimo di 0,15 euro».   Premesso che so benissimo che non c’è niente di strano in una richiesta come questa e che nell’era della rete tutto è lecito, rimane il fatto che questa mail mi ha dato fastidio, anzi, mi ha quasi offesa. Per due ragioni. La prima è che mi ha ricordato che siamo ormai – anche nel design – schiavi di un’economia sbagliata; quella di cui (secondo un autore che ho già citato più volte, Jaron Lanier, che è stato uno dei padri della New Economy) un lavoro che un tempo sarebbe stato pagato il suo giusto prezzo (in questo caso, a un’agenzia di comunicazione o a delle testate giornaliste come pubblicità), viene invece svolto, …