All posts filed under: Curatori

Deyan Sudjic: il nuovo London Design Museum parlerà di futuro

«Rischiare è l’unico modo per andare avanti, quando si fa cultura», dice il Direttore del Design Museum di Londra Deyan Sudjic in questa intervista esclusiva pubblicata su DLui la Repubblica. Ecco perché, per raccontare cos’è il progetto oggi, il suo nuovo museo – che dal 24 novembre, con il cambio di sede a Kensington e la ristrutturazione di John Pawson, sarà il più grande al mondo – metterà in scena non solo oggetti ma contesti, processi, modi di pensare.

Ida Laerke: come si diventa una Instagram star

È possibile guadagnarsi da vivere sfruttando il proprio account Instagram senza essere pop star, socialite o fashion blogger? La danese Ida Laerke – che fotografa le piccole cose della vita quotidiana – ce l’ha fatta. Il suo segreto? Degli occhi capaci di cogliere l’incanto, uno stile tutto suo. E una certezza: la reputazione online vale un patrimonio; se ce l’avete, non svendetela al primo che passa…

Alexandre de Betak: ecco come disegno sogni (in passerella)

Da 25 anni crea ambienti da sogno per Dior, Michael Kors, Viktor & Rolf: Alexandre de Betak, produttore cult, racconta perché le sfilate sono ancora eventi d’eccezione. E, soprattutto, perché raccontano sempre il nuovo (ben oltre le collezioni di moda).     Ci si chiede spesso se le sfilate di moda abbiano ancora un senso nell’era dello streaming – quando ormai tutti i fashionisti possono godersi lo spettacolo come se fossero nell’ambitissima front row. Ovviamente la risposta è sì, hanno ancora un senso e la ragione è semplice: le sfilate sono spettacoli progettati come esperienze da vivere in prima persona, come episodi che immergono l’individuo in spazi di sogno, impossibili da comunicare con la tecnologia (almeno per il momento), in tutta la loro intensità. Ma, soprattutto, solo i luoghi in cui spesso viene espresso il meglio della creatività a tutto tondo. La magia di una sfilata, infatti, dipende solo in parte dalla moda. La passerella, negli anni, è diventata un luogo di ispirazione, un evento che nasce dalla multi-disciplinarità più spinta. Non è un caso …

Alberto Cavalli, Fondazione Cologni: i mestieri dell’arte e il lusso made in Italy

«Moda e design si nutrono della stessa passione: quella del saper creare e del saper fare». Sono nella sede della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte con Alberto Cavalli, direttore di questa istituzione che da vent’anni promuove l’alto artigianato. La cornice è meravigliosa: siamo in uno splendido appartamento d’epoca in cui ogni cosa è testimonial un lusso vero, silenzioso e senza tempo: quello fatto di una bellezza sottile che si insinua nel quotidiano rendendo ogni momento un attimo da ricordare. «La plissettatura di un tessuto. La doratura di un gioiello. La precisione di una giuntura nel legno, di un taglio al laser, di un oggetto stampato in 3D: finché c’è spazio per una bellezza fatta bene e fatta a mano, l’Italia ha un futuro», dice Cavalli. «Questo futuro, però, va sostenuto». È proprio quello che fa la Fondazione, voluta da Franco Cologni, l’uomo del lusso, già Presidente di Cartier e amministratore esecutivo della Compagnie Financière Richemont e iniziatore della Creative Academy che ogni anno forma 20 designer specializzati nel settore del lusso. «La Fondazione promuove e …

Paolo Priolo, direttore di Klat: Prendiamo posizione

ENGLISH TEXT Quando è nata, nel 2009, la rivista Klat è stata un piccolo caso editoriale: un magazine cartaceo, pubblicato da un editore indipendente, che palesemente rifiutava ogni logica commerciale (nessuna concessione a chi vi faceva pubblicità) e che andava orgogliosamente controcorrente in termini di contenuti (solo lunghissime interviste, poche foto), look (stampata su una bellissima carta, grande formato) e prezzo (importante, 9 euro). Una rivista-libro, insomma, che nella mente del suo creatore avrebbe dovuto sostenere se stessa, finanziariamente parlando, solo attraverso la vendita. Oggi Klat nella versione cartacea non esiste più, purtroppo. Ma non è morto con lei lo spirito che l’ha originata. È stato infatti il grande successo del sito internet del magazine a convincere il direttore, Paolo Priolo, e sua moglie, Emanuela Carelli (le due menti dietro Klat) a decidarsi principalmente all’online. Avete appena rimesso mano al sito di Klat. Cosa è cambiato? Siamo passati da una homepage a mosaico a una timeline molto più ariosa, dinamica e immediata. Abbiamo distribuito in modo più chiaro e funzionale i post e i vari …