All posts filed under: Interviste in primo piano

Mariam Kamara: L’Africa ha un disperato bisogno di architettura. Ecco perché

Non è facile essere architetto in Africa. E lo è ancor meno se si è donna e si viene da uno stato musulmano come il Niger. Ma Mariam Kamara non ha mai abbandonato il suo sogno: «Usare l’architettura per ridare ai nigerini un senso di identità e di orgoglio nelle proprie radici pre-coloniali». La storia della 38enne vincitrice del premio Maestro e Allievo di Rolex che vuole scrivere un capitolo africano nella storia dell’architettura. Insieme a David Adjaye…

Dare voce al popolo senza essere populisti si può. Intervista a Francesca Bria, CTO di Barcellona Smart City

«Il controllo su dati, intelligenza artificiale e infrastrutture digitali determinerà la natura delle istituzioni del futuro. Per mantenere il modello sociale europeo e difendere valori e diritti acquisiti, i cittadini devono tenere le redini della tecnologia». La Smart City che Francesca Bria sta costruendo a Barcellona è una rivoluzione. Che dà voce e potere al popolo ma è aperta al mondo. Un’intervista alla Chief Technology Officer della città catalana

L’architettura è ascolto. Mario Cucinella sul padiglione Italia alla Biennale

Con Arcipelago Italia, il padiglione che ha curato per la Biennale di Architettura di Venezia 2018 (26 maggio-25 novembre), Mario Cucinella propone uno sguardo diverso sull’Italia. Ma anche un ruolo politico per l’architettura e un modello italiano di sviluppo alternativo a quello delle megalopoli

Ronan Bouroullec: il design, la lentezza e il fascino segreto delle cose

«Il mestiere del designer è creare oggetti che parlino alle persone, sprigionando un fascino fatto di serietà e leggerezza. Per trovarlo, senza cadere nel ridicolo, penso a Jacques Tati». Una conversazione con Ronan Bouroullec sull’origine dell’immaginario e la lentezza, sul senso del progetto e sul design made in Italy.

La dignità che le vittime si meritano. Gabriel Tallent su Mio Assoluto Amore

Alcuni libri sono un rischio. Perché l’emozione che suscitano è talmente forte da cambiarci mentre li leggiamo. Perché ci fanno provare attrazione e repulsione. Quando non possiamo non leggerli, anche se farlo ci fa stare male. È quello che succede con Mio Assoluto Amore (ed. Rizzoli): opera prima del 30enne Gabriel Tallent.