All posts filed under: Non categorizzato

Daniele Lago: «Basta con le auto-celebrazioni: è ora di reinventare l’italianità»

ENGLISH TEXT Come rinnovare il rapporto tra aziende e territorio? Come trasformare i luoghi di produzione in fucine di creatività e innovazione? Come devono cambiare le città – ottimizzando servizi e formazione, piattaforme di mobilità per merci e persone – per trasformarsi in luogo dove questo nuovo tipo di impresa può fiorire? Sono alcuni dei temi – fondamentali per un paese come l’Italia – che verranno affrontati dal 2 al 6 maggio al Festival Città Impresa, di Vicenza, che quest’anno avrà come tema «Le fabbriche delle idee». Abbiamo fatto qualche domanda a Daniele Lago – 39 anni, imprenditore illuminato e proprietario di Lago Arredamenti, un’azienda che da anni ci ha abituati al binomio cultura-imprenditoria. Daniele è una persona con cui è bellissimo parlare: è uno che ispira, senza mai suonare saccente; che vuole cambiare le cose ma che evita accuratamente voli pindarici; che crede nella collettività e nello sharing (non solo sui social media ma nella vita reale). Sarà uno dei keynote speakers dell’evento… Quali sono le sfide per le aziende oggi? Sono portato a pensare …

Fuori Salone, consigli agli amici // HOMELESS

ENGLISH TEXT Cos’é. Ne abbiamo già parlato qui.  Si tratta di una piattaforma che mira a rinnovare il rapporto lavorativo e creativo tra designer e artigiani per eliminare tutti gli step intermedi tra creazione e acquisto. Perché andarci. Per vedere i vincitori dell’annunciato concorso, selezionati da Fernando e Humberto Campana. E, se valgono, per acquistare gli oggetti realizzati (sarà la prova del nove: davvero i prezzi saranno così interessanti come promesso?) A chi interessa. Agli amanti del binomio artigianato-design e a chi è caccia di prezzi interessanti. Da non perdere. La registrazione su  Homelessdesign.net e l’invio delle vostre proposte prodotto: se piacciono saranno pubblicati e possibilmente venduti successivamente  dopo il salone del mobile. Dove. Via Ciovasso 15, Brera

Perché apprezzo Giulio Iacchetti

  For someone who churns out dozens of products, has industrial patents on items that sell in the millions, and received the Compasso d’Oro at the age of 34, Giulio Iacchetti (now 46) is curiously anti-design. “I am work- ing on a lot of things, yes, but what I’m really excited about at this moment is the issue of destruction.” Such a statement doesn’t surprise me in the slightest. Iacchetti – acclaimed as one of the most talented Italian designers around (highly appreciated by brands like Foscarini, Alessi, Moleskine, Globo, Casamania,…) is someone who simply cannot stop engaging in activities that are somewhat related to design but stem from the willingness to support a principle rather than anything else. Throughout the years, these have included the democratisation of design (he initiated a collection of low-priced, quality items for supermarket chain Coop), the rebirth of Italian values (he conceived a book with Corraini on Italianity, underlining the value of nearly-forgotten cultural archetypes), and an interest in universal symbols (he staged an exhibition on the role of …

Homeless: un nuovo modo di fare design (e un concorso)

ENGLISH TEXT: http://wp.me/p239y2-ak Non vedo l’ora di visitare Homeless www.homelessdesign.net durante il Fuori Salone di Milano. Si tratta di una piattaforma che mira a rinnovare il rapporto lavorativo e creativo tra designer e artigiani: una sorta di nuovo (antico?) modello di business che permette di eliminare tutti gli step intermedi, tra creazione e acquisto – quindi di fatto la distribuzione e la struttura aziendale che di solito supporta la produzione. Che, come potete ben immaginare, sono anche quelli dove si concentra la maggior parte dei guadagni. Se un prodotto vi costa 100 euro in un negozio, all’azienda che l’ha prodotto di solito arrivano al massimo 50 euro lordi. Tolte le tasse, circa 25. Da questi vanno calcolati, in percentuale, i guadagni del designer, di solito il 3%. Non c’è, insomma, di che scialacquare. Un modello di business diverso, che taglia di fatto completamente la parte che smangia di più apportando il minor valore aggiunto, promette chiaramente guadagni maggiorati sia per il designer che per l’artigiano, di fatto mettendo in comunicazione il consumatore finale con il …

Cervelli d’importazione

Sono solo il 7,1% degli immigrati. Un’élite di stranieri altamente qualificati che, mentre molti nostri professionisti devono andare all’estero, scelgono il nostro Paese e ci aiutano a mettere in pari la bilancia dei talenti. Per chi lavorano? Cosa pensano di noi? Come possiamo attrarne di più? Servizio di Daniele Castellani Perelli e Laura Traldi. Foto di Giuliano Koren (www.giulianokoren.com). Pubblicato su D la Repubblica 778. Leggi tutto scaricando il PDF qui: talenti

Jean Nouvel. L’architettura è un atto umano

ENGLISH TEXT: http://wp.me/p239y2-a3 Ammetto. Ero alquanto nervosa all’idea di passare 15 minuti ‘da sola’ con Jean Nouvel. La proposta mi è arrivata da Bolon www.bolon.com, l’azienda di tappeti svedese per la quale il grandissimo dell’architettura ha creato un’installazione durante la Stockholm Furniture Fair. Come non sentirsi uno scricciolo di fianco a un uomo che Stefano Casciani su Domus ha definito l’unico sopravvissuto dell’era moderna? Uno che si è messo in tasca il Pritzker Price nel 2008, che ha realizzato edifici mozzafiato a Parigi come l’Institut du Monde Arabe, la Fondation Cartier e il Musée du quai Branly, e che – è stato appena annunciato – rimetterà mano alla Gare d’Austerlitz? A rendere più ‘distesa’ la situazione, uno stuolo di PR e fotografi superaffaccendati a cerchio intorno a noi e le due proprietarie dell’azienda ben piazzate in pole position per ascoltare la chiacchierata. Ma un grande si riconosce anche dall’atteggiamento in queste situazioni: lui, Jean Nouvel, era rilassatissimo, quasi divertito da tutto questo tran tran (dopotutto, per uno come lui, cosa sarà mai un’installazione in fiera?) …