All posts filed under: Giovani designer

Se il progetto è rispetto

In un articolo su La Repubblica di oggi, Renzo Piano parla della necessità di occuparsi – con amore, rispetto e dedizione – delle periferie per far prosperare le città. Nel suo scritto, di cui consiglio la lettura, il senatore a vita chiarifica anche in modo inequivocabile quello che intende: portare nei quartieri lontani la stessa qualità di vita che c’è in centro, renderli più belli, funzionali, puliti e umani recuperando in modo intelligente quello che già c’è ed evitando accuratamente di costruire il nuovo. È una lezione importantissima. Non perché sia nuova (non lo è, Piano parla di queste cose da anni) ma perché richiede un cambio di mentalità che sempre più persone oggi sono disposte a mettere in atto (si spera che tra questi ci siano anche politici, amministratori e tutti coloro che hanno fatto del cemento il loro business). Questa mentalità nuova parte dall’amore vero e il rispetto onesto per le cose e gli ambienti in cui viviamo e sogna di creare qualcosa di sempre più bello e significativo partendo dalle ceneri di …

Design & magia. Parlano i prop designer di Harry Potter

Non sono una fan dei Parchi Divertimento. Ma quando, qualche tempo fa, ho visitato il Theme Park dedicato a Harry Potter agli Universal Studios di Londra (lo ammetto, spinta dai miei bambini!) sono rimasta affascinata. La ragione è semplice: è un luogo in cui lo spazio, gli oggetti, i suoni e i profumi sono stati progettati non tanto per creare le solite emozioni da ottovolante o da casa delle streghe ma per immergere il visitatore nel mondo che JK Rowling ha così accuratamente descritto nei suoi libri. E, soprattutto, per spiegare come dei professionisti dell’animazione siano riusciti a ricrearlo così fedelmente. Si tratta, insomma, di un posto in cui si può vedere come il design e la creatività possono essere applicati in un contesto diverso da quello del quotidiano ma non per questo meno affascinante. Due di questi professionisti sono i designer brasiliani Miraphora Mina e Eduardo Lima (alias MinaLima). Miraphore ed Eduardo hanno disegnato e poi realizzato tutti gli oggetti (i cosiddetti “props”) apparsi negli 8 film di Harry Potter (come la Marauder’s Map, …

Bloemi: una lampada “morbida”

La forma è piacevole: è quella di un tulipano, con i petali morbidi che si sovrappongono. Eppure non è solo l’estetica – sicuramente accattivante per i più – a rendere la lampada Bloemi di Mario Alessiani per Formabilio (che produce, lavorando con artigiani specializzati, progetti di giovani designer selezionati da un concorso online e li vende su un eshop) un progetto interessante. Bloemi è un oggetto che dimostra come sia possibile creare soluzioni anche esteticamente complesse pur mantenendo bassissimi i costi. L’accoppiata design+artigianato è circondata da un aura romantica. Il corollario fotografico che di solito accompagna le storie dedicate al tema è spesso fatto di immagini di persone che discutono intorno a un tavolo, in un ambiente piacevole, quasi domestico, o di mani che accarezzano amorevolmente un pezzo di legno. In realtà, l’artigianato 2.0 non rappresenta una rivincita della mano sulla macchina quanto dell’intelligenza progettuale sulla massificazione. Non è facile, infatti, per un designer, progettare un oggetto che va poi realizzato da una macchina (certo, le usano anche gli artigiani, e spesso di tratta di …

L’utilità dell’inutile

Il buon design dovrebbe essere, per sua stessa natura, utile. Eppure ci sono casi in cui l’utilità dell’inutile è non solo evidente ma anche squisitamente necessaria (leggete il bellissimo libro di Nuccio Ordine da cui ho copiato il titolo di questo post, se non ci credete). È  stata la prima cosa cui ho pensato quando ho visto il progetto Re-Fire di Francesco Faccin, un designer italiano (con un passato da ebanista e una lunga storia di lavoro accanto a Michele De Lucchi) che ha appena realizzato fa un accendi-fuoco. Non un accendino ma un vero e proprio set ispirato agli uomini delle caverne: due bastoncini fatti di essenze diverse di legno da frizionare tra loro su un materiale secco e infiammabile che trasforma il movimento in una combustione in pochi attimi. Non c’è niente di più inutile. Eppure l’ancestralità del gesto, la sua lentezza e forza mescolate insieme, toccano corde così profonde da rendere Re-Fire uno strumento quasi cataritico per la nostra salute mentale. E quindi, di riflesso, un prodotto più utile per l’uomo contemporaneo …

BarberOsgerby: storie di cose

Hanno disegnato la torcia olimpica e la nuova moneta da due sterline. E decine di splendidi mobili, oggetti e spazi che sono belli per sottrazione, pure senza mai arrivare a un minimalismo freddo e spietato. Il successo non ha però dato alla testa di BarberOsgerby : il duo inglese, infatti, ha deciso di impegnare le sue forze per realizzare una mostra che di mediatico ha pochissimo ma che, secondo me, è proprio quello di cui abbiamo bisogno oggi. In The Making, che apre oggi al Design Museum di Londra, non è infatti la solita retrospettiva o catalogo di prodotti sponsorizzati dalle aziende. Si tratta, invece, di un’opportunità data al grande pubblico di riaggangiarsi emotivamente agli oggetti: i due designer hanno infatti deciso di focalizzarsi non tanto sull’oggetto finito, quando sul processo industriale (e non solo quindi vagamente “creativo”) che lo sostiene. È un approccio che trovo significativo e soprattutto perfettamente calzante con il periodo in cui viviamo e con il non-rapporto con le cose che la cultura digitale ci ha portato ad avere (magistralmente riassunto …

La luce tech (con tocco soft) di Astrid Krogh

ENGLISH TEXT Sono anni che la designer danese Astrid Krogh lavora con la luce, integrandola in svariati supporti. Ci sono state le tende che generavano energia, gli arazzi in legno con le fibre ottiche, le sculture con i neon e svariate installazioni, anche architettoniche. Il suo lavoro, che interpreta la tecnologia in chiave soft, è intrigante. Del resto uno dei momenti più eccitanti della carriera di Astrid è stata, per sua ammissione, la passeggiata nelle viuzze di Firenze che l’ha portata al Palazzo di Emilio Pucci per incontrare Laudomia Pucci, che “voleva vedere i miei progetti da vicino”. Una personale con le sue opere più recenti apre oggi, 25 ottobre, a Parigi, alla Galerie Maria Wettergren.

Non il solito treno del futuro

ENGLISH TEXT Quando si parla del futuro, spesso ci si trova a confrontarsi con concept supertech: e, nel caso dei treni, con siluri ad alto tasso di testosterone pronti a stracciare record di velocità. Fa quindi piacere vedere che però c’è anche chi, pensando al domani, non scommette tanto su un ulteriore potenziamento delle performance, quanto sullo stile, riadattando (per ora solo nei loro sogni) veicoli esistenti.