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XXII Triennale: la sfida progettuale (ed etica) di Broken Nature

Broken Nature, la XXII Triennale a cura di Paola Antonelli, metterà in scena i modi in cui il design può risanare la spaccatura tra uomo e ambiente. E quella tra gli esseri umani e i valori che li rendono tali. La sfida? Rendere contenuti complesi chiari a tutti e dichiarare apertamente i modelli etici ai quali si farà riferimento

La poesia della macchina

Sembrerebbero non avere nulla in comune. Eppure l’universo delle macchine per la produzione industriale (il settore del made in Italy meno glamour ma in grado di registrare fatturati e crescite da record) è indissolubilmente legato al design e alla moda che molto gli deve in termini di realizzazione di oggetti di qualità altissima e di sperimentazione.

City After The City. Uno sguardo critico

Apre venerdì 27 maggio all’ex area Expo la mostra City After The City della XXI Triennale. Ottime le premesse, a partire dal concept (rilevante, attuale e visionario quanto basta) di Pierluigi Nicolin. Ma l’esperienza promessa al visitatore non si avvera perché i componenti del racconto non sono all’altezza dello storyboard. E non è una questione di sensorialità.

Giuseppe Maggiolini, ebanista. Una mostra a Parabiago

A duecento anni dalla morte del grande maestro ebanista del Settecento Giuseppe Maggiolini, la cittadina di Parabiago, in provincia di Milano, celebra la sua opera  con una mostra (aperta dal 20 settembre al 9 novembre) a Palazzo Maggi Corvini e alla Fondazione Museo Carla Musazzi.   I mobili di Maggiolini sono stati i primi a portare la Lombardia sulla mappa internazionale dell’arredamento europeo. A lui, infatti, figlio di un guardiaboschi e innamorato del legno fin da piccolissimo, si rivolgevano le corti di tutta Europa per avere comodini, cofanetti e scatole (i suoi prodotti più famosi) ma anche consolle, mobili giorno o pavimentazioni. Il suo successo è arrivato poco a poco, a suon di commissioni. Prima, nel 1765, quella di un cassettone per la Villa Litta di Lainate, poi le decorazoni della sala allestita in occasione delle nozze dell’Arciduca Ferdinando d’Austria con Maria Beatrice d’Este. Questa intruzione nella corte degli Asburgo portò Maggiolini ad altre eccellenti commissioni come quella dei pavimenti del Palazzo di Corte di Milano (insieme al Piermarini) e poi a quelle della Villa …

Design: istruzioni per l’uso

Harry Thaler & Max Frommeld presentano a Londra, alla Clerkenwell Gallery (dal 19 al 24 maggio) una piccola ma interessante mostra dedicata alle istruzioni per l’uso, curata da Mariah Nielson. Ai due designer è stato fornito un set di indicazioni ben precise (in stile Ikea) su come costruire dei particolari oggetti ma i risultati finali sono simili ma anche assolutamente diversi. Trovo questo concept molto interessante. For an English version of this article click here Innanzi tutto perché porta il pubblico direttamente nel cuore del mestiere del designer, che è molto più pieno di “limitazioni” di quanto non si immagini; e poi perché dimostra – risultati alla mano – che la creatività e l’espressione personale hanno spesso modo di emergere comunque, anche davanti a un set di regole apparentemente ferree e limitative. Niente più scuse, dunque, per non personalizzare quel mobile di Ikea (o quel vecchio arredo che vi trovate in casa ma vi ha annoiate). Da qualsiasi canovaccio può uscire una grande storia! Ce lo garantisce la curatrice della mostra, Mariah Nielson, in questa …

Luca Meda alla Triennale: il design e la felicità

Il nome di Luca Meda (a cui la Triennale di Milano dedica una retrospettiva, Luca Meda: la felicità del progetto, dall’8 maggio all’8 giugno) forse non dice molto al grande pubblico. Eppure la sua mano, il suo gusto e il suo modo di concepire il bello domestico come un mix di classicismo ed eclettismo ancora influenza il nostro sguardo – tutto italiano – quando cerchiamo visivamente l’armonia di un interior o di un oggetto inserito nello spazio. Luca Meda, infatti, grazie al suo particolarissimo stile (che mescolava archetipi architettonici tradizionali e nuovi linguaggi già negli anni 70) e a una lunghissima collaborazione con il Gruppo Molteni&C (per cui progettava non solo arredi ma anche spazi e comunicazioni) ha avuto un impatto profondo nell’evoluzione del gusto dell’arredo italiano degli ultimi 40 anni. Di lui e di questa mostra ci parla Francesca Molteni, curatrice dei progetti speciali di Molteni&C. È bello che si associ al design la parola felicità. Come mai questa scelta? Perché Luca Meda era un persona felice, che considerava il lavoro – da artigiano, …

La storia in un’immagine

Anche se Sarah Cooper & Nina Gorfer sono due ritrattiste, quello che le affascina non sono (soltanto) le persone ma la loro storia. Anzi, la Grande Storia, quella del loro popolo, fatta di leggende, racconti, parole e gesti che passano dalle madri alle figlie alle nipoti. Non è facile rappresentare la quarta dimensione, quella del tempo, in una superficie bidimensionale. Cooper & Gorfer ci riescono utilizzando una tecnica che mette insieme la pittura con il collage e che ha come minimo comune denominatore la fotografia. Per ogni immagine, le due utilizzano decine di scatti che de-costruiscono meticolosamente per poi riassemblare: in quelle foto ci sono le persone, certamente, ma anche abiti, parure, piante, paesaggi, luci. Avevo già scritto di loro sul D (qui c’è il link), intervistandole, quando hanno presentato il loro lavoro sul Kirghizistan, The Quiet of Gold: se vi interessa approfondire il discorso tecnico e anche quello antropologico (che è davvero affascinante). Ora una mostra (che apre oggi e dura fino al 30 marzo, alla Christian Larsen Gallery di Stoccolma) racconta delle loro …

Un mare di ricordi

Mentre la “grande cultura” ufficiale (quella delle mostre blockbuster) procede su binari sempre più vicini a quelli del marketing e del branding, fa piacere scoprire che, in Italia, ancora si investe in progetti che mettono il museo al centro della propria azione la funzione sociale e la partecipazione della comunità. L’8 febbraio apre a Palermo un nuovo ecomuseo dedicato al mare e al rapporto di osmosi che esiste, da sempre, tra la città siciliana e il Mediterraneo. Si chiama Mare Memoria Viva e racconterà molto la città che c’era, c’è e anche quella che potrebbe esserci. È nato da un progetto di un’organizzazione culturale, il CLAC, e realizzato grazie al contributo della Fondazione Con il Sud, è uno spazio che dà voce ai racconti, ai ricordi e alle speranze di tutto coloro che – abitando nella fascia costiera di Palermo – hanno partecipato alla raccolta dei materiali espositivi. Ci saranno foto, filmati, ricette. E i protagonisti sono gli esperti di “cose di mare” (come Pino Aiello e Silvano Riggio) ma anche bambini, turisti, casalinghe, pescatori. …