All posts filed under: Mostre

“A Castiglioni” alla Triennale: una mostra di design come inno alla vita

La retrospettiva che celebra il centenario della nascita di Achille Castiglioni alla Triennale è un inno non solo al design ma alla vita. Che è più bella se vissuta con intelligenza, leggerezza e curiosità. Per questo i veri protagonisti del percorso curato da Patricia Urquiola e Federica Sala non sono gli oggetti ma noi. Le persone che Achille Castiglioni non dimenticava mai quando disegnava il mondo intorno a lui.

Lorenzo Palmeri, Design Orchestra. Quando la musica è design

Non è facile raccontare il lavoro di Lorenzo Palmeri – architetto, designer, musicista, autore e docente. L’uomo a cui telefonò Lou Reed dicendo: «sono innamorato della tua chitarra». Ci prova ora Design Orchestra, una mostra al Museo del Lussemburgo a cura di Marco Sammicheli. Dove la ricerca del creativo italiano viene svelata nel suo carattere principale: la multidisciplinarità

Homo Faber: guida alla mostra anti-nostalgia sui mestieri d’arte in Europa

Non è facile parlare di artigianato senza cedere alla nostalgia. Ci riesce inveve benissimo Homo Faber (alla Fondazione Cini a Venezia fino al 30 settembre). Una mostra in cui la bellezza dei manufatti crea meno meraviglia della rilevanza contemporanea dei mestieri che li realizzano. In questo senso, Homo Faber è il manifesto di una nuova cultura del saper fare europeo. Una in cui si usa la tecnologia senza subirla. E dove talento, manualità e sperimentazione creano valore economico e sociale diffuso. A prova di intelligenza artificiale.

XXII Triennale: la sfida progettuale (ed etica) di Broken Nature

Broken Nature, la XXII Triennale a cura di Paola Antonelli, metterà in scena i modi in cui il design può risanare la spaccatura tra uomo e ambiente. E quella tra gli esseri umani e i valori che li rendono tali. La sfida? Rendere contenuti complesi chiari a tutti e dichiarare apertamente i modelli etici ai quali si farà riferimento

La poesia della macchina

Sembrerebbero non avere nulla in comune. Eppure l’universo delle macchine per la produzione industriale (il settore del made in Italy meno glamour ma in grado di registrare fatturati e crescite da record) è indissolubilmente legato al design e alla moda che molto gli deve in termini di realizzazione di oggetti di qualità altissima e di sperimentazione.

City After The City. Uno sguardo critico

Apre venerdì 27 maggio all’ex area Expo la mostra City After The City della XXI Triennale. Ottime le premesse, a partire dal concept (rilevante, attuale e visionario quanto basta) di Pierluigi Nicolin. Ma l’esperienza promessa al visitatore non si avvera perché i componenti del racconto non sono all’altezza dello storyboard. E non è una questione di sensorialità.

Giuseppe Maggiolini, ebanista. Una mostra a Parabiago

A duecento anni dalla morte del grande maestro ebanista del Settecento Giuseppe Maggiolini, la cittadina di Parabiago, in provincia di Milano, celebra la sua opera  con una mostra (aperta dal 20 settembre al 9 novembre) a Palazzo Maggi Corvini e alla Fondazione Museo Carla Musazzi.   I mobili di Maggiolini sono stati i primi a portare la Lombardia sulla mappa internazionale dell’arredamento europeo. A lui, infatti, figlio di un guardiaboschi e innamorato del legno fin da piccolissimo, si rivolgevano le corti di tutta Europa per avere comodini, cofanetti e scatole (i suoi prodotti più famosi) ma anche consolle, mobili giorno o pavimentazioni. Il suo successo è arrivato poco a poco, a suon di commissioni. Prima, nel 1765, quella di un cassettone per la Villa Litta di Lainate, poi le decorazoni della sala allestita in occasione delle nozze dell’Arciduca Ferdinando d’Austria con Maria Beatrice d’Este. Questa intruzione nella corte degli Asburgo portò Maggiolini ad altre eccellenti commissioni come quella dei pavimenti del Palazzo di Corte di Milano (insieme al Piermarini) e poi a quelle della Villa …

Design: istruzioni per l’uso

Harry Thaler & Max Frommeld presentano a Londra, alla Clerkenwell Gallery (dal 19 al 24 maggio) una piccola ma interessante mostra dedicata alle istruzioni per l’uso, curata da Mariah Nielson. Ai due designer è stato fornito un set di indicazioni ben precise (in stile Ikea) su come costruire dei particolari oggetti ma i risultati finali sono simili ma anche assolutamente diversi. Trovo questo concept molto interessante. For an English version of this article click here Innanzi tutto perché porta il pubblico direttamente nel cuore del mestiere del designer, che è molto più pieno di “limitazioni” di quanto non si immagini; e poi perché dimostra – risultati alla mano – che la creatività e l’espressione personale hanno spesso modo di emergere comunque, anche davanti a un set di regole apparentemente ferree e limitative. Niente più scuse, dunque, per non personalizzare quel mobile di Ikea (o quel vecchio arredo che vi trovate in casa ma vi ha annoiate). Da qualsiasi canovaccio può uscire una grande storia! Ce lo garantisce la curatrice della mostra, Mariah Nielson, in questa …