Ospite
Leave a comment

MARC SADLER

«Il prezzo è una scelta di design». Marc Sadler sulla cucina Sei per Euromobil

A chi si avvicinava per toccare la cucina Sei di Marc Sadler allo stand Euromobil di Eurocucina, qualcuno sussurrava: costa davvero poco, lo sa? Eppure, con le sue elegantissime finiture (splendida quella bordeaux, opaca). Con il suo lavabo a filo, su cui si tuffa un rubinetto nero. Con la lastra in legno che percorre lateralmente tutto il piano di lavoro. E con il suo tavolo alto, connesso al blocco principale, e da utilizzare con degli sgabelli. Con tutto questo, la cucina Sei ha tutto per sembrare una cucina di lusso.

Marc Sadler, come credere che per acquistare la cucina Sei non sia necessario accendere un mutuo?

«C’è un legamente strettissimo tra design e prezzo. E se la discriminante progettuale è la possibilità di contenere i costi, sta a progettista ingegnarsi perché questo avvenga. In questo caso, ci siamo riusciti lavorando con macchinari e tecniche di avanguardia e personale altamente qualificato in ogni fase della filiera. Ma soprattutto scegliendo il laminato come materiale a prezzo contenuto ma grande effetto scenico».

LEGGI GLI INTERVENTI DI ALTRI “OSPITI” SU DESIGN@LARGE

È contro-corrente, questa scelta del laminato?

«Non dire che il laminato è una scelta controcorrente. Però si tratta di un prodotto popolare, percepito come entry level anche perché di costo nettamente inferiore ad altri materiali da rivestimento. Invece è un materiale straordinario, altamente resistente e performante, disponibile in un’infinità di textures e colori. Per contrasto, accanto al laminato che garantisce prestazioni e prezzo, sono stati utilizzati materiali più snob e costosi (marmi, legni masselli, acciai trattati, Fenix, etc.). Queste contrapposizioni di valori in termini di materiali si ritrovano nello stile delle nuove generazioni: abiti eleganti con le sneakers…»

In termini di design, che cosa rende la cucina Sei un prodotto apparentemente di lusso?

«Le soluzioni di design che abbiamo scelto per la cucina Sei sono quelle che normalmente si utilizzano per le fasce alte di prezzo. Mi spiego. Le proporzioni generali e le dimensioni delle ante e dei cassettoni sono ampie e generose per i contenitori e minimal per gli spessori (i sei millimetri da cui prende nome la cucina). Anche la cura del dettaglio è quella tradizionalmente dedicata alle cucine di lusso. Basti guardare la qualità della luce usata nei cassetti, gli equilibro bilanciati e funzionali tra la “cucina professionale” e quella per ricevere. O le guide, che sono le migliori sul mercato».

Laminato a parte, in che modo le scelte progettuali hanno contenuto i costi della cucina Sei?

«È stato soprattutto il confronto e il dialogo fra i “titolari” del progetto e della produzione, molto stretto e costruttivo sin dagli albori, a fare la differenza. Ciò ha consentito di controllare i costi di ogni fase di lavorazione, adattando o modificando i processi laddove verificati fuori budget. Fermo restando ovviamente l’ottenimento del risultato estetico e funzionale desiderato».

Un esempio?

«La cucina prevede un sipario scorrevole dal basso verso l’alto a chiusura del vano di fondo. In fase di industrializzazione c’è stato un battibecco con i tecnici che volevano aggiungere due guide laterali per risolvere rapidamente il problema funzionale. Nonostante la mia contrarietà hanno fatto un prototipo davanti al quale tutti hanno convenuto sul risultato: orrendo. La soluzione del problema è diventata quindi una questione di puntiglio. E, alla fine, sono riusciti a realizzare un meccanismo di scorrimento senza guide, molto elegante, perfettamente funzionante e a costi industriali».

Cosa ti rende particolarmente felice di questo progetto?

«Direi il risultato. È la prima cucina che realizzo con Euromobil e sono grato mi sia stata data l’opportunità e la libertà di intervenire in maniera così importante rispetto alle consuetudini. Abbiamo realizzato una nuova iconografia di prodotto che permetterà d’ora in poi al brand di essere percepito come trend setter e non più come follower».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *