Opinioni
comments 2

Design & artigianato. Dov’è il (vero) nuovo?

526128_301945456546100_124023497671631_741547_845099807_n

ENGLISH TEXT

Ieri sera a Design Circle (il circuito di conferenze aperte organizzato da Patrizia Coggiola ospitato da Skitsch) si è parlato di artigianato e design. Un argomento che, solitamente di questi tempi, mette tutti d’accordo: il lavoro manuale va rispettato e promosso. Per fortuna, però, invece della solita presentazione di oggetti bellissimi progettati da designer e realizzati da artigiani votati alla ‘riscoperta del territorio’, la discussione è stata portata abbastanza velocemente su tematiche più ampie su cui i partecipanti avevano opinioni contrastanti. Ecco i temi emersi…

Chi è l’artigiano? La persona che lavora a mano i materiali, come nella notte dei tempi oppure il fornitore che non disdegna le nuove tecnologie, anzi le utilizza con estrema competenza?

Come va letta la “grande riscoperta” dell’artigianato da parte di aziende e designer (visto che nel Made in Italy il rapporto c’è sempre stato e non è certo una novità)? È un moto intellettuale davanti alla globalizzazione, alla perdita del senso di qualità? Oppure qualcosa di più sinistro: l’effetto di una situazione di grande crisi delle aziende che sta portando i designer e aspiranti tali a utilizzare gli artigiani come mini-produttori?

Le collezioni ‘di design’ realizzate da aziende che producono nel mass market sono operazioni di marketing (leggesi, fatte non tanto per vendere le collezioni stesse ma per ‘fare immagine’ e ottenere ricadute commerciali sulle linee tradizionali) oppure opportunità per traghettare il significato della parola qualità all’interno dell’industria dei grandi numeri?

All’anno in Europa ci sono 140.000 nuovi designer ma scarseggiano gli apprendisti artigiani. Come si può sciogliere questo nodo?

La vera novità, in tema di artigianato e design, non sta forse nella definizione di un nuovo modello di business, stoccaggio, distribuzione, vendita e comunicazione?

La vera sfida che si trovano davanti i designer e gli artigiani è ancora quella di fare cose belle oppure più prosaisticamente di riuscire effettivamente a venderle?

Visto che non è pensabile che lo facciano seguendo il modello tradizionale, come possono farlo?

Hanno partecipato: i designer Francesco Faccin, Giulio Iacchetti, Lorenzo Longo, Chiara Moreschi, Andrea Radice, Harry Thaler; Stefano Maffei (Politecnico di Milano, curatore e ideatore di Subalterno1); Mario Sampietro di Sampietro 1927; Kuno Prey (Preside della Facoltà di Design & Arti della Libera Università di Bolzano).

2 Comments

  1. Pingback: futuroartigiano.com » Design e artigianato: un dialogo fra Laura Trealdi e Stefano Maffei

  2. Johnb414 says

    I really like your blog.. very nice colors &amp theme. Did you make this website yourself or did you hire someone to do it for you? Plz respond as I’m looking to construct my own blog and would like to know where u got this from. thank you eckebdgdgeee

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *