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Dove vivono gli architetti

L'atmosfera della casa di Bijoy Jain di Studio Mumbai

L’atmosfera della casa di Bijoy Jain di Studio Mumbai

Non mi sono stupita più di tanto quando, il giorno dopo il mio post sulla conferenza stampa che annunciava il Salone del Mobile 2014, ho ricevuto una telefonata da Davide Pizzigoni. Il co-curatore, insieme a Francesca Molteni, di Dove Vivono Gli Architetti (al Pad 9), voleva invitarmi nel suo studio per raccontarmi la mostra in un modo più “consono” rispetto a quanto già fatto durante la presentazione ufficiale.

Lo ringrazio infinitamente di questa opportunità. Non solo perché mi era dispiaciuto non capire nulla di una mostra il cui concept – rappresentare, come dice il titolo, le abitazioni di 8 grandissimi dell’architettura, i nomi li trovate sotto – mi era parso, persino in conferenza stampa, molto interessante. Ma anche perché mi ha dato la possibilità di vedere da vicino il lavoro di questo architetto-scenografo-pittore, che (ignoranza mia) non conoscevo.

E così, nel suo piccolo laboratorio in corso Sempione, completamente ricoperto di piccoli che raffigurano spazi colorati (come quinte teatrali, cosa che spesso sono) e sormontato da una specie di monolite geometrico, dopo aver visto il suo lavoro per Bulgari (per cui ha creato un “mondo fiabesco” negli anni 90, poi articolato in pubblicità e tessuti) e per i più grandi teatri dell’opera europei, Pizzigoni mi ha detto della sua passione per il “vuoto tra le cose”. Il “ma”, insomma, di cui già abbiamo scritto e che rappresenta una pausa – di spazio e di riflessione – tra gli oggetti.

Vi racconto tutto questo perché, a mio avviso, questa è la chiave con cui leggere la mostra che Pizzigoni e Molteni hanno realizzato per il Salone.

Casa Chipperfield

Casa Chipperfield

Non si tratterà, infatti, di un percorso da voyeur, di un modo per osservare – come si potrebbe fare su una rivista – la sala da pranzo di Zaha Hadid piuttosto o il salotto di Daniel Libeskind. Dopo aver visitato le case degli architetti (chi conosce la specie dovrebbe già ammirare il coraggio di questo gesto in sé!) e in alcuni casi aver convissuto con loro la quotidianità per un breve periodo, Pizzigoni e Molteni hanno infatti identificato, per ognuno dei maestri, un’atmosfera che rende il suo spazio vitale unico e peculiare. Alla mostra, ritroveremo quindi ambienti che ci ripropongono quelle sensazioni, che ci immergono – grazie all’apporto di strumenti multimediali – nell’universo degli architetti-persone che per la prima volta ci appariranno meno archi-star e più gente come noi. Dei “vuoti-pieni”, dei “ma” da attraversare per arrivare altrove con le emozioni.

Ho molto apprezzato questo approccio, squisitamente curatoriale e appositamente anti-voyou, che chiaramente rappresenta un rischio: la proposta “guardona” certamente farebbe accorrere schiere di persone ma forse non aggiungerebbe nulla di nuovo per il visitatore attento.

E spero che, nella bolgia del Salone, sarà possibile davvero apprezzare quell’intimità che Pizzigoni e Molteni, raccontandomi le emozioni che hanno provato quando sono entrati nei nidi di queste persone, sono riusciti a comunicarmi: il calore “felice” di Bijoy Jain, che accoglie la gente del villaggio in cui vive intorno alla sua piscina-cisterna; il desiderio di Marcio Kogan di vivere nel cuore della San Paolo che tutti i ricchi sfuggono, circondato di piante; la necessità di Libeskind di abitare in un luogo “mai troppo morbido, perché la nostra casa ci deve interessare e stimolare continuamente”. Per chi conosce il lavoro di questi architetti, appare quindi chiaro come le atmosfere che Pizzigoni e Molteni hanno messo in evidenza con la loro mostra, rappresentino – oltre a una finestra di osservazione su modi di vivere così diversi, distribuiti in tutti i continenti – anche una chiave per leggere le loro opere.

Dove Vivono Gli Architetti è, insomma, una mostra complessa, ambiziosa e una vera e propria sfida comunicativa. Che davvero non vedo l’ora di vedere.

Pad 9, Fiera Rho-Pero, Dove Abitano Gli Architetti (Shigeru Ban, Mario Bellini, David Chipperfield, Massimiliano e Doriana Fuksas, Zaha Hadid, Marcio Kogan, Daniel Libeskind e Bijoy Jain/Studio Mumbai).

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