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E il copione dell’anno è…

PLAGIARUS

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Tra tutti i (sempre più numerosi e spesso francamente ridondanti) premi di design, eccone uno davvero utile. Eppure nessuno lo vorrebbe mai vincere e nemmeno un euro viene richiesto per la partecipazione: la giuria, infatti, dà letteralmente la caccia ai candidati. Si chiama Plagiarius Award (www.plagiarius.com) e viene organizzato ogni anno durante la fiera di Francoforte Ambiente. Si tratta, in poche parole, di un premio al copione dell’anno, a chi – senza nemmeno fingere di cambiare in qualche modo un progetto – banalmente riproduce. Guardare per credere (perdonate le orrende foto ma certo non parliamo di gente che spende in comunicazione, per ovvi motivi!).

PLAGIARUS 2

Dagli al cinese. Peccato che non si tratti solo di loro. Vedi la lista completa qui: www.plagiarius.com/e_awards_plag2012_2.html. E gli organizzatori del premio (Aktion Plagiarius) lo sanno bene: nelle didascalie che accompagnano il verdetto citano infatti non solo i produttori ma anche i nomi e i cognomi dei distributori (tutti rigorosamente europei!). Del resto, in Italia, lo sappiamo bene. Nella patria del design si copia tanto, tantissimo. E i “cinesi de noantri” sono bravissimi: si avvalgono di artigiani qualificati, il più delle volte italianissimi, giocano con la poca chiarezza delle leggi in tema di diritto d’autore rifiutando l’etichetta di ‘copioni’ e puntano al titolo di ‘democratici’ del design perché vendono prodotti a prezzo dimezzato e comunque Made in Italy. Ma perché – visto che le cose le sanno fare bene – non investire in creatività (magari, se proprio vogliono risparmiare, affidandosi a designer emergenti invece che alle star) piuttosto che scegliere una via così discutibile e border line? Forse un Plagiarus Award anche al Salone del Mobile potrebbe essere un’idea?

Per curiosità, ecco qualche dato (fonte):

– il 10% di ogni prodotto messo in commercio al mondo è un falso

– la perdita economica mondiale causata dai plagi si aggira tra i 200 e i 300 miliardi di euro

– i posti di lavoro persi ogni anno nel mondo sono circa 200.000

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