Comunicazione, Progetti
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È nella fotografia d’autore il futuro dell’immobiliare?

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Arte e comunicazione low cost sono un binomio possibile. Ne sono convinti Filippo Pietranida e Roberto Prosdocimo, due giovani artisti che sono riusciti a convincere il network dell’immobiliare LaCasa Agency e Prelios a investire nel loro progetto: quello di portare l’arte in luoghi che non le appartengono. Come l’immobile in Corso Italia 13 a Milano, dove, fino al 20 dicembre, i due hanno allestito la loro mostra fotografica itinerante FRP2 Normal generic landscapes.

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Di cosa si tratta lo spiegano i due autori in una conversazione immaginaria con nientemeno che Albert Einstein, pubblicata nel catalogo al posto della tradizionale prefazione (da non perdere, è bellissima). Le loro sono immagini che «scompongono la realtà in diversi livelli percettivi, riflessioni sul paesaggio come porzione più o meno arbitraria dello spazio». Partendo da un’immagine di base, i due aggiungono o sottraggono elementi fotografati indipendentemente». Una tecnica che, seppur con risultati estetici diversissimi, mi ricorda Cooper&Gorfer di cui abbiamo già parlato in precedenza.

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Se parlo di questa bella iniziativa, non è però solo per la bellezza delle immagini realizzate dai due fotografi. Mi intriga infatti come un’agenzia immobiliare come La Casa Agency dedichi spazio a una comunicazione di stampo culturale, oltre che con questa iniziativa anche con la bella rivista che pubblicano, accuratamente no logo: Homepages.

Per questo ho fatto qualche domanda a Piero Capponi, Direttore Comunicazione & Marketing de La Casa Agency.

Come mai un’agenzia che si occupa di compravendite immobiliare ha deciso di creare un magazine?
«Il magazine nel settore è sempre esistito. Noi abbiamo voluto recuperare la funzione per cui era nato: trasferire i valori e la filosofia di chi lo realizza. Il nostro magazine, Homepages, deve spiegare chi siamo e cosa vogliamo dire quando parliamo di accoglienza, entrando in primo luogo in sintonia con il cliente. Quello che La Casa Agency ha fatto, è stato solo riscoprirlo come vero e “potente” strumento di comunicazione».

E come mai sostenete iniziative culturali come la mostra di FRP2?
«Uno degli aspetti fondamentali per una società di servizi rivolta a clienti retail è crescere assieme a loro, realizzare un percorso di affiancamento e svilupparlo, creando un dialogo continuo. La strada della cultura è una di quelle che preferiamo, ma questo discorso vale anche per altri settori, come ad esempio quello della ricerca, dello sviluppo tecnologico, della creatività, pilastri dell’innovazione e possibili direttrici che potremmo percorrere anche per la nostra crescita».

In Svezia è diventata famosa un’agenzia, Magic Frank, che fa fotografare le case che mette in vendita da fotografi professionisti dopo operazioni di styling. è questo secondo lei il futuro dell’immobiliare?
«È uno degli scenari, senza dubbio. Oggi non solo proporre un immobile in modo qualitativo è fondamentale, ma lo è anche vivere la professione con la stessa esigenza di qualità. La professionalità in senso assoluto è il vero futuro del retail».

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Come mai Homepages è praticamente no logo?
«È una scelta in linea con il nostro stile di comunicazione. Mantenere un profilo non roboante e allo stesso tempo trasparente è sia in linea con la situazione attuale del mercato, sia con il clima generale e con i valori de La Casa Agency.

Come avete scelto i due artisti di Unconventional?
Filippo Piantanida è un giovane artista con la grandissima capacità di trasmettere emozioni anche quando realizza delle fotografie di tipo tecnico, con soggetto gli immobili. Lo conosciamo bene perché collabora con il Gruppo da diversi anni, e quando gli abbiamo proposto di realizzare questo progetto itinerante, speravamo vivamente che accettasse. Per nostra fortuna ha fatto di più: con entusiasmo unico, non solo ha deciso di partecipare a Unconventional Place for Art, ma anche di curarlo assieme al suo socioamico Roberto Prosdocimo. Crediamo di aver fatto davvero la scelta giusta vista la passione, la dedizione e la sensibilità con cui questi ragazzi hanno realizzato mostre fotografiche, e soprattutto il risultato ottenuto: una mostra davvero bellissima, visitata (gratuitamente) da circa 300 persone per tappa».

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