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Ecco il Salone che verrà (ad aprile)

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Si respirava un’aria da grande capitale nel nuovo complesso in Piazza Gae Aulenti, davanti alla Stazione Garibaldi a Milano. Qui, in una gremitissima sala al settimo piano della torre Unicredit, è stato presentato ieri il concept del nuovo Salone del Mobile (9-14 aprile). La parola d’ordine sarà: concretezza.

C’è chi critica quest’area che, davvero, ha poco o nulla a che spartire con la vecchia Milano che la circonda: altissime torri in vetro e acciaio, fontane, giochi architettonici di pieni e vuoti. Però il suo fascino, squisitamente contemporaneo, è innegabile. «Non è con l’architettura che si trasformano le città ma accelerando i processi di mutazione culturali che partono dalle persone», ha detto Jean Nouvel, ospite d’onore della presentazione. Verissimo. E forse per questo il messaggio che gli organizzatori hanno voluto dare è che questa “mutazione” verrà favorita in tutti modi anche attraverso uno dei fiori all’occhiello nazionali: la settimana del design milanese.

Ci sono atti concreti volti ad aprire l’intera città verso le proposte culturali connesse al Salone del Mobile. Bella, a mio avviso, l’idea di aprire gratuitamente a tutti, dal 4 al 14 aprile, tutti i musei civici della città. E, per la prima volta, lo snellimento effettivo della burocrazia logistica: il biglietto della fiera sarà infatti integrato con quello dell’ATM. Al Salone Satellite (aperto a tutti gratuitamente), il pubblico avrà l’opportunità di vedere, oltre alla consueta carrellata di giovani designer, anche vere e proprie botteghe artigianali al lavoro: vetrai, falegnami e fabbri. Mentre dei video illustreranno come nascono le materie plastiche e i tessuti. Lo scopo è chiaro: avvicinare il mondo del design – spesso considerato dorato e glamour e quindi lontano dal quotidiano della gente – al grande pubblico, illustrandolo nella sua concretezza.
Lo slogan (“A Milano, il mondo che abiteremo”) riassume il desiderio della più grande fiera del design del mondo di ribadire il suo primato in termini di innovazione per ridare fiato all’economia e di farlo mettendo in mostra il meglio della produzione. Come ha detto Claudio Luti, neopresidente del Cosmit, «presentare prodotti nuovi non solo può emozionare il pubblico ma anche motivare la forza vendita». Un altro aiuto alle aziende viene dalla creazione di un servizio di supporto per gli espositori contro la contraffazione. Ci sarà uno sportello informativo per far conoscere le opportunità offerte dalla legge per la protezione della proprietà intellettuale dei lavori esposti, un servizio di accertamento delle prove raccolte anche durante la stessa fiera e uno di intervento: un collegio di esperti accerterà quindi la violazione in via sommaria e ordinerà, eventualmente, la rimozione del prodotto palesemente contraffatto.

Ci sarà, ovviamente, spazio per l’immaginazione. In occasione del ritorno del SaloneUfficio, l’architetto Jean Nouvel realizzerà, nel padiglione 24, una serie di scenari sul futuro degli spazi lavorativi. «Basta spazi clonati, chiusi e ripetitivi. Si può lavorare sempre di più in appartamenti. E quando saremo comunque costretti in un grattacielo, inventiamo spazi capaci di accogliere universi personalizzabili», ha detto. Nouvel chiama questo approccio «razionalismo generoso»: un modo di progettare che diventi di profitto perché reinstaura, a partire dallo spazio, un rapporto umano tra la persona e il suo lavoro.
Per chi non potrà partecipare, iSaloni saranno anche presenti online: con un blog, una pagina Facebook, un profilo Twitter (@iSaloniofficial, hashtag #iSalone, #Euroluce, #SaloneUfficio, #SaloneSatellite), Pinterest e LinkedIn, un canale dedicato su YouTube, una gallery su Flickr. La App Salone 2013 sarà disponibile gratuitamente da marzo.

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