Fuorisalone
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MDW17 Gli eventi – in centro

Dov’è: La zona della moda, il quadrilatero che abbraccia via Montenapoleone, via Durini e Corso Monforte, nonché il corso Vittorio Emanuele. Ho incluso anche, trattandosi di spazi legati al fashion, anche lo spazio Krizia e Marni, seppur fisicamente distaccati. Non essendo una zona organizzata da un unico promotore, non esiste un mappa dedicata.

Perché andarci: gli eventi selezionati non sono semplici presenze, “pur di esserci al fuorisalone” e di sfruttarne il passaggio per motivi commerciali, ma mostre curate, in linea con il pensiero progettuale e il desiderio di fare cultura che dovrebbe essere segno distintivo del Fuorisalone. Per i veri amanti dell’arredo, da non perdere un giro tra via Durini, corso Monforte e via Manzoni tra gli showroom dei grandi marchi.

Da non perdere:

* I am tired of eating fish, installazione di Paola Pivi nelle vetrine de La Rinascente, corso Vittorio Emanuele: un’occasione per vedere le opere (site specific, quindi create appositamente) dell’artista italiana selezionata tra i finalisti per realizzare il plinto della High Line di New York. (leggi qui un bell’articolo di Art Tribune sulla mostra)

* Mask e Shields, showroom Kvadrat e Kinnasand, corso Monforte 15: due presenze per lo spazio del tessile di design targato Kvadrat e Kinnasand. Da un lato un’installazione di GamFratesi, con una trentina di maschere di grandi dimensioni, appese e freestanding, realizzate con i tessuto firmati da Giulio Ridolfo. E dall’altro Shileds, un’installazione di Wieki Somers (strutture circolari ricoperte da tessuti formeranno una foresta sospesa) con i tessuti e legno per pannelli modulabili di ispirazione giapponesi, sempre realizzati dalla designer olandese.

* Foundation, Spazio Krizia, via Manin. Il duo Formafantasma (conosciuto per il suo design che parte dal pensiero, definito spesso intimista e di ispirazione decisamente artistica) rianima lo spazio che in passato ha ospitato Ingo Maurer per anni. E anche i due italiani, con studio in Olanda, Andrea Trimarchi e Simone Farresin, lo usano per presentare loro opere sul tema della luce: oggetti luminosi disegnati per la Galleria Giustini/Stagetti, Galleria O. Roma, e studi sull’illuminazione sviluppati con Peep-Hole di Milano (per la prima volta si tratta di ricerche pensate per una possibile industrializzazione).

* Playland, spazio Marni, viale Umbria: come ogni anno, Marni presenta arredi realizzati da artigiani, sempre coloratissimi e piacevoli da vedere e usare. Quest’anno le autrici sono delle donne colombiane e i pezzi saranno presentati in un set
da spiaggia (saranno in vendita, e parte del ricavato andrà alla Only The Brave Foundation).

* Natural Talent, Museo Poldi Pezzoli, via Manzoni 12: gli studenti di Creative Academy, la scuola internazionale di design del Gruppo Richemont, presentano una collezione creata da studi sulla lavorazione del legno, sotto la guida di Alberto Nespoli e Domenico Rocca di Eligo.

* Codice di avviamento fantastico, Appartamento del Principe, Palazzo Reale: una mostra di opere d’arte site specific realizzate con il materiale per il fashion e l’arredo Alcantara. Su questo evento, leggi la recensione qui.

* Invisible Outlines by Nendo, showroom Jil Sanders, via Beltrami 5: per gli appassionati di design, Nendo è ormai un nome tra i più rinomati e conosciuti. Ma uno che riserva sempre meraviglia, soprattutto quando si tratta di installazioni. E questa, che riflette sui confini tra dentro e fuori, tra materiale e immateriale, tra contenitore e contenuto, si preannuncia spettacolare (ci saranno anche vasi che fluttiano in un acquario. (leggi qui altro sul mondo di Nendo, pubblicato anni fa sulla rivista Curve).

* Material-Immaterial by Interni, Università Statale di Milano (con distaccamenti all’Orto Botanico di Brera e al’Audi City Lab in Corso Venezia 11). Il mega evento della rivista diretta da Gilda Bojardi con il suo parterre di enormi installazioni che quest’anno indagato, accoppiando architetti di fama internazionale e aziende del settore, il rapporto tra la fase inventiva del progetto – partendo da materiali, digitalizzazione dei concept e fabbricazione high tech – e quella di realizzazione concreta.

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Una delle installazioni alla Statale

 

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