Fuorisalone
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MDW17 Gli eventi – Porta Venezia In Design

Dov’é: si tratta di una zona che comprende grossomodo l’area che ha al suo centro Porta Venezia e via Melzo. Alla quale per facilità d’uso ho aggiunto anche eventi che pur non facendo ufficialmente parte del circuito si trovano nei paraggi (zona Palestro, Giardini Pubblici). MM1 e Passante Ferroviario Porta Venezia, MM1 Palestro.

Perché andarci: perché propone non solo eventi legati al design ma anche percorsi architettonici (indicati in rosso nella mappa) ed eno-gastronomici (in ocra), perfetti per chi non è un addetto ai lavori ma ha voglia di respirare l’aria del Fuorisalone. Scarica qui l’elenco completo delle realtà coinvolte.

Da non perdere:

* Superfollies, c/o Giardino delle Arti, via Palestro 8: val la pena andare  a vedere cosa si è inventato lo Studio Toogood (praticamente onnipresenti a questo Fuorisalone, vedi anche qui) per ricreare quelle piccole strutture architettoniche (dette appunto “follies”) che occupavano gli spazi verti pubblici in epoca vittoriana: lei li ha usati invece nel Giardino delle Arti per mostrare poetici ed eclettici arredi.

* Elle Decor Italia Concept Store, Palazzo Bovara, Corso Venezia 51: La descrizione del progetto parte con una citazione di Forbes: “shops are out, experiences are in”. Un concetto di cui si parla dal ’98, quando Pine & Gilmour hanno previsto la rivoluzione economica che avrebbe portato l’esperienza al centro (leggi qui un articolo su questo classico del marketing). È quindi intrigante il compito che Elle Decor, insieme al Future Concept Lab si è data, con il contributo del landscape design di Marco Bay (quello delle palme in piazza Duomo, per intendersi – che a me piacciono). L’installazione di GamFratesi si prefigge infatti l’obiettivo di raccontare un nuovo rapporto tra visitatore, spazi e prodotti per il retail, ovviamente grazie a interazioni digitali all’avanguardia (di AKQA). Non sarà facile andare oltre il già visto e l’elemento wow dato dalla tecnologia ma l’anno scorso il team è riuscito nell’impresa (quando il tema era altrettanto discusso e complesso, la smart home, leggi qui). Confidiamo in un’esposizione altrettanto elettrizzante.

* The essential taste of design, Casello Ovest di Porta Venezia, Piazza Oberdan: il tema è il food design, anche in questo caso decisamente già esplorato, ma il focus sul pane è interessante, perfetto in un momento in cui l’alimento base della tavola italiana, nella sua versione fresca e non pre-congelata, è diventato una rarità. Ci sarà Azure magazine con progetti in vendita (il ricavato andrà a Pane Quotidiano), la Scuola Politecnica di Design (con i prototipi degli studenti, sempre interessanti) e i 100 taglieri d’autore personalizzati con texture da Matteo Ragni.

* Gli Oggetti Raccontano (in The essential taste of design), Casello Ovest, Piazza Oberdan: Un discorso a parte all’interno di The essential taste of design si merita la piccola mostra curata da Virginio Briatore che è, nella sua idea di partenza, un gioiello dell’understatement raffinato: il celebre filosofo e critico del design ha infatti selezionato 21 oggetti provenienti da casa sua e ne racconta la storia, cioè la ragione per la quale essi si trovano ancora vicino a lui e per la quale ci rimarranno sempre. Si tratta di un curioso mix tra forma, funzione e soprattutto esperienza, memoria, ricerca di significato. Un’adorabile rivincita soft dell’analogico sul digitale.

* Doppia Firma, Galleria d’Arte Moderna, via Palestro 16: quindici designer e artigiani, insieme, producono oggetti in grado di mostrare il più alto livello di maestria nella lavorazione dei materiali più svariati. Una mostra che mette in evidenza il saper fare italiano e il ruolo del progetto nella sperimentazione, come nella più pura tradizione del Made in Italy. Co-prodotta dal magazine Living, dalla Fondazione Cologni e dalla Michelangelo Foundation, l’anno scorso è stata un bella sorpresa. (Leggi qui la mia intervista ad Alberto Cavalli della Fondazione Cologni sull’edizione 2016).

* Senso 80, Albergo Diurno, Piazza Oberdan ang. Buenos Aires: ospita opere site specific dell’artista Flavio Favelli, sculture ispirate gli arredi originali di questo albergo rimasto segreto per decenni (si trova sottoterra ed è decisamente affascinante). (Leggi qui cosa è successo l’anno scorso in questa splendida location)

* Jannelli & Volpi, via Melzo 7: una visita per vedere lo scenografico allestimento Wallpaper Rhapsody, dello studio Martinelli Venezia, che ha creato una pinacoteca caleidoscopica, ma anche per dilettarsi nel design store: adoro i quaderni fatti con gli scarti delle tappezzerie. (altro su Jannelli&Volpi)

 

 

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