Design, Fuorisalone, Progetti
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Semplicità, ironia, ingegno. Ed è subito design (italiano)

Il divano modulare Meda di Giulio Iacchetti per internoitaliano con Berto Salotti è l’essenza del design made in Italy. Ecco perché.

Ai divani che diventano i padroni di casa (occupando gran parte del salotto e così bassi, lunghi e larghi da convincerci che sia bello e normale passare la serata sdraiati guardando la tv) Giulio Iacchetti ha dichiarato guerra un paio d’anni fa, progettando per Casamania il sofà Summit, nato per la conversazione, che si apriva diventando due o tre poltrone distanziate l’una dall’altra ma unite da un meccanismo alla base.

Ma è solo ora, con il suo divano Meda, presentato al FuoriSalone per InternoItaliano, che Iacchetti ha iniziato a fare davvero sul serio. Perché l’idea di Summit conteneva tutto il desiderio di usare il design per facilitare interazioni sociali diverse da quelle più tradizionali (paradossalmente il nuovo è ora conversare e il vecchio guardare la tv o l’iPad), ma la sua realizzazione e trasformazione rimaneva comunque in qualche modo macchinosa (per la necessità di lavorare sulla struttura per ottenere le diverse configurazioni).

Il suo nuovo divano Meda per internoitaliano invece è davvero una boccata d’aria fresca. GUARDA QUI IL VIDEO. Descriverlo è semplice: una base di legno rettangolare su cui si adagiano cuscini da spostare liberamente, ottenendo non solo il classico letto in più per gli ospiti ma anche due sedute affiancate (con un supporto centrale che funge da tavolino) o incrociate (con i braccioli al centro), una chaise longue (con un pouf su cui adagiare i piedi), una seduta lunga da lettura con supporto per la schiena (e un comparto porta-oggetti ai piedi). E i più piccini possono spostare i cuscini come vogliono per farlo diventare un castello in cui giocare.

Schermata 2017-04-08 alle 20.24.55Il tutto è reso possibile dalla mancanza totale di supporti esterni: non ci sono schienali, braccioli, niente. Tutto è stato inglobato all’interno dei cuscini senza che la presenza degli elementi che ne garantiscono la stabilità siano percepibili dall’esterno, né durante l’appoggio.

Realizzato, come tutti i prodotti di internoitaliano, con artigiani italiani (in questo caso, Berto Salotti, a cui si deve la comodità dei cuscini a diverse densità), Meda ha un look “da casa giovane” ma la qualità di un divano importante (seppur dal prezzo contenuto: 2900 euro).

Ricorda i maestri del design italiano per la semplicità, l’ironia e l’ingegno. Non il segno.

Di divani trasformisti è pieno il mondo. Tom Dixon, per esempio, ne ha presentato uno per Ikea ma sviluppato in modo molto più tradizionale: sulla struttura rettangolare di metallo, i cuscini si spostano creando diverse configurazioni ma limitate dalla presenza dello schienale e dei braccioli. La trovata vincente di Meda, insomma, è l’estrema pulizia del disegno, ottenuta grazie alla struttura interna.

Meda è quindi un simbolo del design italiano come ci piace ricordarlo: un progettare in cui l’estetica non è dominante ma è la conseguenza naturale di un’idea nuova, che porta qualità all’esperienza del vivere quotidiano attraverso una semplicità immediata e quasi infantile. Che ricorda i grandi maestri del design ricalcandone l’ingegno progettuale senza copiarne il segno.

 

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  1. Evviva il made in Italy! Conversare al posto di perdersi dietro schermi luminosi, è una riflessione tanto semplice quanto innovativa che si spera prenda piedi. Intanto il divano è bellissimo. Grazie per questo approfondimento!
    Alice

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