Fuorisalone 2018
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Il Fuorisalone 2018 alle 5 Vie Art + Design

Curatele d’autore ed economia circolare: è il focus degli eventi Fuorisalone 2018 del circuito 5 Vie Art + Design, il distretto che coniuga progetto e vocazione artigianale.

Ci sono due ingredienti che riassumono gli eventi di punta che il circuito 5 Vie Art + Design presenta in occasione del Fuorisalone 2018: qualità e sostenibilità. Parole abusatissime ma, in questo caso, spiegate e riempite di contenuti dagli organizzatori, ormai giunti alla loro quinta design week.

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La curatela come punto di forza

Qualità alle 5 Vie significa infatti curatela. Cioè dar mano libera a curatori di riconosciuta capacità perché mettano in scena racconti di design diversi e colleghino oggetti e narrazioni, artefatti e pensiero. Lo scopo è chiaro: aprirsi a un pubblico di non addetti ai lavori con contenuti all’avanguardia ma non ermetici. Fornire, insomma, quelle interpretazioni che spesso mancano quando si passeggia sul confine sottile tra design, artigianato e arte.

Perché più curatela fa bene al Fuorisalone

La rinnovata attenzione alla curatela sembra essere il filo rosso del Fuorisalone 2018. Anche Ventura Future, infatti, è nata per ridare spazio all’interpretazione più che alla mera esposizione. E non è un caso. La sfida, infatti, è riconfermare la leadership della Milano Design Week sulle iniziative nate in giro per il mondo e diventate sempre più sofisticate. Perché la forza di Milano è avere il Salone del Mobile, spina dorsale commerciale a un Fuorisalone dedicato a cultura, sperimentazione, ricerca, intrattenimento. Ma è su queste tematiche che, in mancanza di un Salone, le altre città spingono. Città come Londra, Parigi, Eindhoven, persino Dubai ci prova. Quindi Milano ha tutto da guadagnare nel posizionare il Fuorisalone come luogo di incontro, stimolo intellettuale e progettuale. E dal fare – quanto più possibile – tabula rasa degli eventi più commerciali e privi di contenuti culturali.

Opere di Valentina Cameranesi, alle 5 Vie con Panorama, a cura di Annalisa Rosso

I curatori delle 5 Vie: Annalisa Rosso

Ecco quindi la logica dietro la scelta del circuito delle 5 Vie Art + Design: affidare le mostre sostenute dal distretto a quattro curatori provati, in grado di spiegare il perché delle loro scelte culturali. Come Annalisa Rosso che metterà in scena Panorama, una personale della designer Valentina Cameranesi all’ex ferramenta Meazza. «Valentina è in quella fase temporanea nella vita di un designer che trovo interessantissima», ha spiegato Annalisa Rosso a designatlarge. «Perché è un’emergente ma sta varcando una soglia, sta diventando più grande, matura e consapevole. È, questo, il momento in cui il progettista ha quella voglia forte di fare ricerca e di definire il proprio potenziale. Un attimo che ho cercato di cogliere realizzando una specie di studio visit, con 5 vetrine che portano nel mondo di questa designer dall’immaginario fortissimo. E ancora capace di esprimerlo».

I curatori delle 5 Vie: Maria Cristina Didero

Ingegnosità e inventiva sono invece le caratteristiche del lavoro del giovane designer israeliano Erez Nevi Pana, presente con la mostra Vegan Design, or The Art of Reduction, curata da Maria Cristina Didero. Nevi Pana, vegano, realizza oggetti senza alcun elemento animale. «Una sedia ha bisogno di proteine? Mi ha chiesto. E io ho detto ovviamente no», ricorda Didero. «Ma non usare prodotti con residui di derivazione animale significa rinunciare a tessuti (lana, pelli), gomme, vernici, plastiche, resine, colle. Quella di Nevi Pana è quindi un’operazione di sperimentazione per perfezionare materiali adatti per creare oggetti che non intaccano la natura e ostentano eleganza e bellezza. Non è un progetto realistico. O, forse, non lo è per noi. Ma lui ci crede. Come chi nella storia ha creduto alla fine dell’apartheid, alla conquista del divorzo, ai diritti delle donne. E per questo io – non vegana – lo rispetto». (foto di copertina)

I curatori delle 5 Vie: Nicolas Bellavance-Lecompte

Alla mostra Unsighted, in via Cesare Correnti 14, il gallerista della Carwan di Beirut Nicolas Bellavance-Lecompte metterà in scena opere “anti site-specific”. Ovvero create senza conoscere il contesto espositivo o la loro destinazione finale. In questa ricerca “aperta” e contro-corrente si sono cimentati Roberto Sironi, Anton Alvarez, Bahraini Danish, Eric Schmitt, Niamh Barry, Omer Arbel e Seo Jeong Hwa Seo Jeonghwa. «L’attenzione sarà sull’oggetto in quanto agente autonomo», ha detto Bellavance-Lecompte.

I curatori delle 5 Vie: Alice Stori Lichtenstein

Sempre in via Cesare Correnti 14, andrà invece in scena Arcadia, di Sara Ricciardi e a cura di Alice Stori Lichtenstein. Il tema di questa mostra è lo studio del legame che gli oggetti creano tra passato e presente. La narrazione delle eredità non concrete ma spesso ideologiche o antropologiche con cui ci troviamo a convivere. La curatrice, che da anni promuove il design in residence nel castello di Schloss Hollenegg in Austria, ha affidato a Sara Ricciardi il compito di creare un’installazione sensoriale che illustri, affrontando queste tematiche, anche il lavoro portato avanti al castello.

Trashpresso, la piattaforma di riciclo mobile di MiniWiz sarà attiva in Piazza Vetra

L’economia circolare e Trashpresso

Ma si era parlato anche di economia circolare. Il circuito 5 Vie lo approfondirà con il forum It’s Circular presso la sede di ANCE (via San Maurilio, il 15 e il 16 aprile). E presenterà in Piazza Vetra la piattaforma Trashpresso, che trasforma plastica e tessuti in materiali utilizzabili per l’architettura. Già svelata all’Earth Day 2017 di Shangai e raccontata nella serie “Jackie Chan Green Hero” dal National Geographic, questa macchina-container mobile, alimentata grazie a pannelli solari, è stata anche utilizzata lo scorso luglio per ripulire la regione del ghiacciaio NianBao Yuze nel Plateau Tibetano, che alimenta le acque del Fiume Giallo, dello Yangtze e del Mekong. Sarà per la prima volta mostrata, in attività, in Italia.

Stanze Sospese

Mentre la curatrice Susanna Conte, in collaborazione con Franco Raggi, interpreterà il tema dell’economia circolare esplorandone le potenzialità in termini di qualità della vita nelle carceri. «Ci siamo posti una domanda», ha detto Conte.«Quanto può il design migliorare l’esistenza di chi deve convivere in spazi angusti con persone che non ha scelto?». La risposta è una collezione di arredi sospesi realizzati da falegnamerie sociali in plastica riciclata. Verranno esposti nelle cantine della Società di Incoraggiamento d’Arti e Mestieri (SIAM). Dove verrà ricostruita una cella del carcere di Opera (il titolo della mostra è Stanze Sospese).

Palazzo Litta e la Design Parade

Tra tutti gli altri appuntamenti, segnaliamo The Litta Variatons/4th movement a Palazzo Litta. Curato da DAMN magazine e MoscaPartners, presenterà un’installazione di Asif Khan e la presenza di scuole sempre all’avanguardia (ECAL e il Politecnico di Milano). Tantissimi i nomi: tra cui Limonta (con una collezione di carte da parati del bravissimo e poetico Vito Nesta) e De Castelli (che l’anno scorso ha presentato uno dei progetti più interessanti del Salone del Mobile 2017). Il Design Pride, la notte bianca del circuito, sarà il 18 aprile, dalle 18 alle 23.

Immagine di copertina: Vegan Design

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