Fuorisalone 2018
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Ventura Future e Ventura Centrale al Fuorisalone 2018

Più curatela e meno fuffa. Lo promettono un po’ tutti a ogni Design Week. Ma la ragioni per credere che a Ventura Future e Ventura Centrale saranno davvero eventi da non perdere al Fuorisalone 2018 ci sono. Eccole.

Ci sono ragioni per tenere d’occhio con grande curiosità la nuova impresa di Ventura Projects – che dopo l’abbandono di Lambrate (cosa è successo davvero è spiegato qui) si concentrerà per il Fuorisalone 2018 su Ventura Future, tre location in zona Loreto, e in Ventura Centrale, via Ferrante Aporti, alla sua seconda edizione.

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Cambio di passo

Perché la scelta di Organisation in Design, lo studio olandese che ha originato il progetto di respiro internazionale Ventura Projects, non è un semplice cambio di spazi ma soprattutto di passo: un movimento dal tuttismo alla curatela, dalla foga di riempire spazi al puntiglioso lavoro di selezione, dal concetto di distretto a quello di location in grado di dialogare significativamente con il suo contenuto.

HH, a Dutch Vision on Healthcare and Happiness a Ventura Future

Suona come un ritorno ai valori del Fuorisalone originale, di quelle di cui si riempiono la bocca un po’ tutti. Ma una ragione per credere che in questo caso non si tratti di una promessa a vuoto c’è: ed è da un lato il fatto che Ventura Projects ha dimostrato in passato di essere in grado di creare il nuovo al Fuorisalone (con lo sviluppo di Ventura Lambrate) e, dall’altro, che il loro profilo internazionale (oltre a New York è in arrivo anche Dubai) non permette una disattesa pubblica di aspettative proprio quando tutti i riflettori sono puntati su di loro.

Eventi da non perdere

E questo rende altissima la possibilità che Ventura Centrale e Ventura Future (al FuturDome in via Paisiello 6, casa-museo e ultimo ritrovo dei futuristi, luogo già attivissimo sul fronte della ricerca artistica grazie all’Isisuf , al Loft in via Donatello 36 e alla vecchia facoltà di farmacia in viale Abruzzi 42, che accoglierà le università) saranno eventi davvero da non perdere al Fuorisalone 2018.

Health and happiness

La rosa di progetti presentati in anteprima conferma questa ipotesi. È decisamente interessante, per esempio, HH: A Dutch vision on Health and Happiness (al FuturDome), curato dalla 26enne Alissa Rees, che ha scambiato un futuro da filosofa per uno da designer quando si è trovata inchiodata per due anni tra degenze in ospedale e terapie, come paziente oncologica. «Ho capito quante piccole cose avrebbero migliorato in modo sostanziale la vita dei pazienti», ha detto la giovane, laureata alla Design Academy di Eindhoven. La mobilità ridotta dall’uso perenne della flebo, la tristezza dei pasti sempre uguali, la mancanza di contatto con la natura: a tutte queste difficoltà, che chiunque abbia passato un certo periodo in ospedale conosce, Alissa ha risposto con progetti concreti che vedremo al FuturDome (tra cui il IV Walk, uno zainetto che sostituisce l’asta per la flebo e permette ai pazienti di fare esercizio, lavarsi, muoversi liberamente, premio di Accenture Innovation 2017 e presentato al CES di Las Vegas e il pacchetto Hospichic, un kit che contiene il necessario per dare un sapore chic alle tristi cene in ospedale).

Mingardo a Ventura Future

 

 

Digitale e analogico

È anche promettente il connubio tra design d’arredo e realtà virtuale messo in scena da Don’t Treat Me Like an Object che vedrà gli oggetti progettati dall’artista Federico Pepe e dalla designer Patricia Urquiola animarsi in ambienti creati da Proxima Milano (studio di effetti speciali e specializzato nel machine learning). Lo scopo, ha detto Andrea Masera, partner e general manager di Proxima Milano, è arricchire di una carica emotiva l’esperienza del contatto con ambiente e oggetti, creando un legame di appartenenza e una meccanica dei movimenti alternativa nel rapporto tra uomo e ambiente circostante. Oltre alla realizzazione dell’intera esperienza di RV Interattiva, la grande sfida sarà creare una rete neurale capace di imparare dai movimenti umani e decidere quindi come reagire in base al comportamento dell’utente».

Essere e apparire

Incuriosisce anche la presenza di Jelle Mastenbroek al Loft di cui non sono stati forniti dettagli ma il cui curriculum fa ben sperare. Il designer di Eindhoven ha in passato fatto riflettere il pubblico su problematiche di scottante attualità, come la racconta dati da parte dei big del tech o la relazione tra essere e apparire, attraverso la creazione di installazioni attivare, come vending machines, con una monetina, in cui il suono ha sempre un ruolo fondamentale.

Are you ready to play?

Alla ex facoltà di Farmacia, la Design School Kolding presenterà Are You Ready to Play?, un’installazione in cui il visitatore verrà guidato attraverso uno spazio riempito di bolle sospese da toccare, spostare, manipolare. E a ogni interazione corrisponderà un cambio nell’atmosfera dell’ambiente e una conseguente sorpresa e motivazione a continuare nel gioco. Fino a un climax, quando il calore arriverà al punto di bollitura.

The Diner a Ventura Centrale

 

Ma al FuturDome ci sarà anche spazio per progetti di design d’arredo. Come quelli di Mingardo, con la direzione artistica della giovanissima Federica Biasi (di lei abbiamo parlato qui), di Editions Milano che presenterà una collezione di lampade a sospensione, ispirate al Bauhaus, di Federico Peri, e di Philipp Aduatz, che sperimenterà con il cemento stampato in 3D.

Ventura Centrale

A Ventura Centrale, dove verranno ospitati Nitto, Asashi Glass (con un progetto di soundscape), Stephan Hürlemann e horgenglarus, Editamateria con Antonio Aricò, Baars & Bloemhoff, EILEEN FISHER presenta DesignWork (a cura di Li Edelkoort), si preannunciano interessanti l’installazione The Diner, di David Rockwell per Surface Magazine (un allestimento ispirato al ristorante americano d’eccellenza che ospiterà anche talk e feste notturne), e Paradigma, una mostra-installazione a cura di Fabrica. Mentre di fronte al Memoriale della Shoà, prenderà vita un’installazione inedita di Franco Mazzucchelli.

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