Fuorisalone 2018
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Fun (and stress). Il gioco del Fuorisalone promette adrenalina da Design Week tutto l’anno

Decidere dove andare e quando per perdersi il meno possibile, il bisogno di dire “c’ero”, l’adrenalina della scoperta. Fuorisalone.it festeggia i suoi 15 anni con un board game: il gioco del Fuorisalone. Perché fun e stress durino tutto l’anno

Il gioco del Fuorisalone è appena stato inventato (lo potete comprare qui, codice promozionale SORPRESA) ma, per molti, esiste da anni e si ripete ogni aprile. Consiste nel riuscire a incastrare la più grande quantità di eventi nel minor tempo possibile, convincendosi che si riuscirà a spostarsi da una parte all’altra sfidando le leggi della fisica e della logica (oltre che l’immancabile sciopero). Si vince evitando i viaggi a vuoto, dribblando i logorroici, stando alla larga da chi dice “carino e di design”, seguendo le voci alternative. E si finisce crollando sul divano a tarda notte, spesso con più liquidi che solidi in corpo. Un’esperienza esilarante? O un incubo da non augurare a nessuno? La risposta a questa domanda, anche per i veri aficionados, varia a seconda del giorno (e dell’ora, soprattutto) in cui viene formulata.

Una cosa è però certa. «Per chi si occupa di design, Il Fuorisalone è uno stress ma quando ci siamo in mezzo diciamo tutti “fosse così tutto l’anno”». Chi parla è Cristian Confalonieri di StudioLabo. Che 15 anni fa ha inventato con il socio Paolo Casati la piattaforma digitale che aggrega gli eventi della Milano Design Week Fuorisalone.it e che ha deciso di festeggiarli non con il solito evento ma con un gioco. Di società, da tavolo, da usare in compagnia.

Il gioco del Fuorisalone è già in vendita (a 34.95 euro, ma c’è il 30% di sconto fino al 27 febbraio inserendo il codice promozionale SORPRESA ) ed è stato inventato da Confalonieri (su di lui anche qui) con Lorenzo Tucci Sorrentino, CEO e Game Designer di Cranio Creations, mentre Silvia Gherra si è occupata delle illustrazioni e Giuliano Acquati della stesura delle regole.

Decidere cosa inserire nel tabellone – il chi sta dentro e chi sta fuori – deve essere stato un incubo…

«Come portare a termine un puzzle di 10mila pezzi…»

Un gioco analogico per festeggiare il compleanno di una piattaforma digitale. Come mai?

«Ci siamo occupati molto di giochi negli ultimi mesi (nrd: StudioLabo fa parte della mostra 999 domande sull’abitare alla triennale per la parte Play e ha affronato il tema del  gioco ai Brera Design Days e allo scorso Brera Design District). E ci siamo resi conto, studiando alcuni board games, che alcune meccaniche erano simili a quelle di creazione delle agende del Fuorisalone. La ragione per cui abbiamo preferito un gioco da tavolo a uno digitale è che i board games stanno vivendo un vero e proprio rinascimento: piacciono, è un settore in grande crescita e fermento creativo».

Un gioco del Fuorisalone. Non è un po’ troppo milanese?

«Il brand Fuorisalone è famoso in tutto il mondo. Il gioco verrà spedito a giornalisti internazionali e con la casa editrice Cranio Creations che ci ha supportato nello sviluppo delle meccaniche e nella produzione. Abbiamo anche iniziato un processo di internalizzazione. Il gioco del Fuorisalone è stato presentato allo Spielwarenmesse di Norimberga, la fiera B2B del giocattolo più importante del mondo e ha avuto numerosi interessamenti da rivenditori giapponesi, francesi, cinesi, inglesi. Inoltre tra qualche settimana sarà disponibile su Amazon Usa».

Come funziona il gioco del Fuorisalone?

«Ci sono 18 turni suddivisi in 6 giorni e per ogni giorno tre momenti: mattina, pomeriggio, sera. Ad ogni momento corrispondo 4 location all’interno del quale viene ospitato un evento. Ogni giocatore si muove sulla plancia comprensiva di 68 location più rappresentative della storia del Fuorisalone e deve raggiungere l’evento/location nel momento in cui si svolge. Una volta giunto sul posto riceve la carta evento corrispondente, con un’icona del design (collezionandole, ottengo punti che mi serviranno per vincere)».

Come si sposta il giocatore?

«A ogni turno può: stare fermo nella location in cui si trova, muoversi da una location a un’altra se le due sono collegate da una strada (non si può saltare da una all’altra). Oppure prendere la metropolitana (e, in questo caso, compiere tragitti anche molto lunghi). Ma il giocatore può anche decidere di fare più di una mossa. La prima è gratuita ma le successive si pagano: 3 gettoni l’una. I gettoni si guadagnano arrivando agli eventi prima degli altri. Vince chi raccoglie più punti, tra icone del design, gettoni etc.»

Mi assale lo stress solo a sentirlo raccontare…

«Si ha sempre la sensazione di perdersi qualcosa mentre si gioca ed è importante programmare le mosse a lungo termine per non trovarsi di notte in una zona senza eventi! Come nella realtà. Lo stress fa parte del gioco».

Cosa lega gioco e design?

«Il gioco da tavolo è sicuramente un progetto di design. Anzi, un progetto complesso e sempre in divenire, che si forma attraverso la prova sul campo (i play test). È un oggetto che si deve vendere: quindi il suo sviluppo richiede attenzione per il mercato di riferimento. E deve avere non solo una presenza scenica sullo scaffale o online (perché chi lo compra lo fa guardando la scatola) ma anche un’interfaccia chiara e immediata. Chi apre il gioco per usarlo la prima volta dovrebbe capire intuitivamente cosa fare»

Il Fuorisalone cambia di continuo. Il vostro è un gioco a espansione?

«Sì, e una sarà presente fin da subito, scaricabile gratuitamente dal sito. Il gioco ha dei qrcode al suo interno, e accedendo al sito si potranno scaricare carte in più e regole aggiuntive. Ci sarà un anche un workshop durante il Fuorisalone in cui studenti del politecnico hackereranno il game, inserendo la Bovisa (che nella versione ufficiale non è una delle zone presenti sulla plancia) e tante altre novità»

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