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Design & magia. Parlano i prop designer di Harry Potter

WiDESHOT_DIAGONALLEY_NIGHT Non sono una fan dei Parchi Divertimento. Ma quando, qualche tempo fa, ho visitato il Theme Park dedicato a Harry Potter agli Universal Studios di Londra (lo ammetto, spinta dai miei bambini!) sono rimasta affascinata.

ENGLISH TEXT BLOCKLa ragione è semplice: è un luogo in cui lo spazio, gli oggetti, i suoni e i profumi sono stati progettati non tanto per creare le solite emozioni da ottovolante o da casa delle streghe ma per immergere il visitatore nel mondo che JK Rowling ha così accuratamente descritto nei suoi libri. E, soprattutto, per spiegare come dei professionisti dell’animazione siano riusciti a ricrearlo così fedelmente. Si tratta, insomma, di un posto in cui si può vedere come il design e la creatività possono essere applicati in un contesto diverso da quello del quotidiano ma non per questo meno affascinante. Due di questi professionisti sono i designer brasiliani Miraphora Mina e Eduardo Lima (alias MinaLima). Miraphore ed Eduardo hanno disegnato e poi realizzato tutti gli oggetti (i cosiddetti “props”) apparsi negli 8 film di Harry Potter (come la Marauder’s Map, il giornale the Daily Prophet, i trucchetti diabolici dei fratelli Weasley…) e poi nei vari parchi dedicati al maghetto. In occasione dell’apertura della loro Diagon Alley al  The Wizarding World of Harry Potter agli Universal Studio Orlando, in Florida (aperto la settimana scorsa), mi hanno raccontato in che modo il graphic design può contribuire nella creazione di un’esperienza totale, rigorosamente 3D… Il mondo di Harry Potter è un po’ anche il vostro… «In effetti….Abbiamo lavorato su tutti gli otto film di Harry Potter come Graphic designer. Eravamo responsabili per la realizzazione di qualsiasi oggetto, disegno o insegna grafica o ornamentale. Pensa a giornali, mappe, pacchetti, libri, arazzi, decori degli interior, pavimenti… persino le lapidi!». Il Wizarding World of Harry Potter agli Universal Studio Orlando (come l’Harry Potter Experience a Londra) è un’esperienza molto coinvolgente. Sembra di essere in un set di un film più, che in un theme park. Come avete fatto? «Si tratta di un nuovo modo di concepire i parchi di divertimento in cui lo sforzo creativo più imponente è quello che porta alla realizzazione delle ambientazioni. Tutto, insomma, deve essere credibile e coinvolgente. Nei theme park di Harry Potter ci siamo riusciti perché il team era lo stesso che ha lavorato sui set cinematografici (guidati da Stuart Craig) e il livello del dettaglio è esattamente lo stesso che il mondo ha già visto nei film. MinaLima Da grafic designer a creatori di esperienze 3D. Come può un’immagine diventare coinvolgente? «Il nostro lavoro come designer prop grafici consiste nel contribuire al racconto con i particolari. Anche se un oggetto si vede per soli 30 secondi sullo schermo, hai bisogno di credere immediatamente che sia vero, devi poter collegarti emotivamente alla sua storia o a quella del personaggio a cui appartiene. Per arrivare a un tale livello di precisione è necessario ricercare dettagli storici, analizzarli e replicarli meticolosamente. è quello che abbiamo fatto per il film The Imitation Game con Benedict Cumberbatch (uscirà nelle sale a breve): per ricreare centinaia di documenti di spionaggio della Seconda Guerra Mondiale abbiamo dovuto studiare decine di originali e poi replicarli. In altri casi, è anche necessario capire la motivazione di un personaggio in relazione a quell’oggetto (pensa al libro delle Pozioni di Snape in Harry Potter e il Principe Mezzosangue). Nel progettare la Diagon Alley abbiamo seguito lo stesso approccio. Era essenziale creare un ambiente totalmente coinvolgente, in cui la personalità di ogni negozio fosse completamente credibile. I Ghost Graphics, sorprendenti ma anche un po’ sbiaditi, sono un suggerimento al passato del luogo che il visitatore deve poter cogliere con un solo sguardo, sentendosi allo stesso modo onorato e sorpreso». è stato difficile trasformare le parole di JK Rowling in immagini e oggetti 3D? «C’è sempre un punto di partenza da cui partire per sviluppare un’idea, sia esso un riferimento storico o semplicemente un dettaglio visivo che dia una direttiva di progetto. Potrebbe essere una pergamena illustrata del XV secolo o un insolito pezzo di ferro battuto. Ma per noi, spesso tutto parte dai font, dai caratteri grafici. Ci piace che siano loro la forza trainante che trasforma le idee in immagini. I libri di Harry Potter sono molto elaborati e complessi, gli spazi sono spesso definiti in modo molto preciso. Non è però lo stesso per gli oggetti. In questo senso, la sfida è stata più che altro quella di far quadrare le cose con gli ambienti, la storia e i personaggi più che con la descrizione dell’autrice.» Qual è il futuro del graphic design? «Nonostante i progressi continui del design digitale e della tecnologia, ci sarà sempre una reazione contraria, una passione per il manufatto. Speriamo che ci siano ancora abbastanza entusiasmo ed energia per mantenere in vita le tecniche di stampa tradizionali e altri mestieri “in via di estinzione”». Su cosa state lavorando? «Su una serie di progetti diversi, come sempre. Si va dal packaging dei cosmetici Lush, alle illustrazioni per una nuova pubblicazione su Peter Pan per Harper Collins, al nuovo adattamento di Tarzan con il regista David Yates (autore degli ultimi quattro film di Harry Potter). Ci piacerebbe molto partecipare al prossimo progetto cinematografico di JK Rowling «Fantastic Beasts». Nel frattempo, continuiamo a sviluppare la nostra gamma di prodotti a www.minalima.com/store».

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