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Alessandro Stabile

racconta Have a Good Tie.

Have a Good Tie è nata per far riscoprire all’uomo contemporaneo il piacere di indossare la cravatta. Have a Good Tie parla all’uomo della nuova generazione, un uomo per il quale i contorni tra vita lavorativa e tempo libero sono sfumati ed indefiniti, che non vuole rinunciare all’eleganza ma la vuole disinvolta perché si muove in un mondo in cui protocolli, rigidità e uniformi hanno lasciato spazio alla libertà di espressione e alla valorizzazione dell’individualità. Per lui, Have A Good Tie – un nome che non a caso gioca per assonanza con l’inglese “have a good time” – ha ridefinito l’eleganza rendendola contemporanea grazie a contenuti innovativi.

Insieme a Dario Gaudio e Fabrizia Parisi, co-fondatori del brand insieme a me abbiamo ripensato le cravatte da zero, applicando un approccio progettuale tipico del mondo del design a un accessorio moda. L’innovazione formale è stata tutta all’insegna della riduzione, per portare l’oggetto alla sua essenzialità estetica. Senza anima e senza fodera, le cravatte di Have a Good Tie nascono da un unico taglio di tessuto piegato come un origami: una tecnica resa possibile grazie all’esperienza e alla volontà di sperimentazione degli artigiani italiani con cui collaboriamo. L’innovazione a livello di materiali, invece, ha portato alla selezione di una serie di tessuti con caratteristiche tecniche ed estetiche uniche come la lavabilità in lavatrice o la cangianza. Anche il packaging è stato ovviamente pensato per comunicare in modo immediato i valori del brand, diventando così un oggetto funzionale e fortemente riconocibile: protegge la cravatta che si conserva enza pieghe al suo interno, è una gift box e un comodo contenitore per il viaggio. Abbiamo infine strutturato il brand, con l’aiuto di Federico Poccobelli, per non essere una sperimentazione o un’autoproduzione, ma con l’ambizione di diventare un riferimento del settore.

ALESSANDRO STABILE, designer. «Cerco di portare bellezza ed intelligenza negli oggetti che ci circondano nella vita di ogni giorno».

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