Comunicatori, Interviste
Leave a comment

Costas Voyatzis: i segreti di un blogger

Secondo il Financial Times è tra i 15 siti di design e interior più influenti al mondo. AleXsandro, il caricaturista delle celebrity della moda (da Anna Wintour a Karl Lagerfeld) gli ha fatto un ritratto in esclusiva. E, dopo soli tre anni di presenza online, è riuscito a trasformare il suo blog da una passione a un vero e proprio lavoro. Passaporto greco, 32 anni, grande amore per i viaggi, Costas Voyatzis è tra i pochi ateniesi, oggi, a non avere nulla di cui lamentarsi.

Professione blogger: ti piace, come biglietto da visita?
«Sì, anche se mi sento più un curatore: uno che viaggia guardandosi intorno e condivide il meglio di quello che vede con il pubblico».

Questa è l’ambizione di tutti i coolhunter. Eppure Yatzer è una
delle destinazioni online preferite per chi cerca il nuovo. Come mai?
«Penso alle tendenze come a dei bambini capricciosi: di quelli che vogliono la nostra attenzione e la esigono subito. Tendono ad accecarci, invadere il nostro spazio vitale, influenzare il nostro gusto. Il ruolo di un buon curatore sta nel saper mettere una certa distanza rispetto a questo mirabolante mondo che sembra non fermarsi mai: quanto basta per saper distinguere tra quello che ha un significato e quello che finirà presto nel dimenticatoio, tra ciò che colpisce perché ci urla addosso e l’innovazione destinata a durare. Credere nel proprio giudizio è quindi
un imperativo categorico».

Avrai pure un metodo.
«Restare curiosi, sempre, e non lasciare nulla di inesplorato. Il post che ha ricevuto più “like” nel 2011, dedicato a una vecchia fabbrica di
cemento oggi utilizzata come studio da Ricardo Bofill a Barcellona, è nato mentre sfogliavo il catalogo di uno store greco che l’aveva utilizzato come location. Occhi sempre spalancati, insomma, alla ricerca dell’immagine giusta. E orecchie
attente, per capire se la storia vale davvero la pena. L’approfondimento costa tempo e fatica ma ripaga».

Ma internet non è il luogo dove la gente vuole leggere poco e velocemente?
«Viviamo nell’era dell’immagine e le statistiche dimostrano che le persone preferiscono guardare piuttosto che leggere. Però se a una scelta oculata di foto si aggiungono contenuti originali, ecco che il mix funziona, anche online. Dir ei, anzi, che questo è alla base del successo di Yatzer.
Del resto, con un passato nel gior nalismo di design su carta stampata, anch’io vengo sempre colpito prima dall’immagine: solo dopo approfondisco la storia. Ma quando mi accorgo che dietro non c’è nulla, lascio perdere».

Pubblicare per primi. Quanto conta?
«Molto, ma non per molto. Dopo un giorno le storie vengono immediatamente riprese, e spesso anche copiate senza la fonte».

Come è cambiata la tua vita dopo che il Financial Times (ma non solo) ti ha indicato come blogger da seguire?
«Forse sono troppo ingenuo. Non credo di aver capitalizzato benissimo l’opportunità. Non voglio farmene una colpa però, non sono un esperto di marketing».

Però adesso riesci a mantenerti grazie a Yatzer.

«In realtà già da prima della menzione sul FT. La pubblicità è una grande occasione per un blog, ma anche un rischio. Fortunatamente ho trovato una formula che funziona: delle ads appositamente pensate per Yatzer, sfondi progettati dai marchi del lusso, illustrazioni esclusive. Guai ad abbassar
e la guardia sulla qualità».

Su Yatzer parla spesso dell’Italia.

Cosa la lega al nostro paese?
«L’amore! Per il design, ovviamente».

Tre talenti italiani da tenere d’occhio.
«Harry Thaler, Paolo Cappello, Odoardo Fioravanti».

Come è nato il nome Yatzer?
«Era il mio soprannome da bambino. E quando l’ho digitato per la prima
volta su Google non ho trovato alcun risultato. La ricerca più vicina dava Yasser Arafat! Poi tre anni fa qualcuno mi ha detto che in ebraico yatzer
è quella particolare sensazione di indovinare quello che una persona sta per dire prima che apra bocca. Perfetto per un blog di tendenze, no?».

Pubblicato su DCasa, la Repubblica, il 17 marzo 2012. Scarica il PDF qui:

YATZER

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *