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Ida Laerke: come si diventa una Instagram star

È possibile guadagnarsi da vivere sfruttando il proprio account Instagram senza essere pop star, socialite o fashion blogger? La danese Ida Laerke – che fotografa le piccole cose della vita quotidiana – ce l’ha fatta. Il suo segreto? Degli occhi capaci di cogliere l’incanto, uno stile tutto suo. E una certezza: la reputazione online vale un patrimonio; se ce l’avete, non svendetela al primo che passa…

Ore 8 del mattino. Sono nella lobby di un albergo di Copenhagen e ho in mano un iPhone. Posto un’immagine su Instagram, senza hashtag. «Non penso avremo molti like, è un po’ presto». Come non detto…Vedere il numero che sale da 0 a 1000 “Mi Piace” e poi su su su mi fa sentire come se fossi a Las Vegas e avessi appena vinto un jackpot. Alla fine – tempo 10 minuti – i Like sono circa 9mila e io sono senza fiato, come se raccogliere tutto quel ben di dio mi fosse costato una fatica fisica enorme. Il fatto che l’account che sto usando non sia il mio (ovviamente) non toglie molto all’esilarante esperienza.

Ida Laerke, invece, a tutto questo è abituata. Ida è una star di Instagram: i suoi post hanno in media il doppio dei like di una celebrity della moda globale come Anna Dello Russo. E, al contrario di tante fashion blogger, Ida è arrivata ai suoi 550mila followers senza occuparsi di temi notoriamente “virali” come fashion, party del jet set, sfilate o vacanze di lusso in paesi esotici e senza postare nemmeno un selfie indossando abiti da mille e una notte. I suoi scatti sono costruiti con oggetti, situazioni e persone della sua vita di tutti i giorni: una bambina che mangia una pannocchia, uno scorcio di un interno, un frutto.

Per questo, quando la incontro, non riconosco il suo viso ma solo il suo nome. Succede in una piccola via di Copenhagen che sto attraversando in bicicletta insieme a un gruppo di giornalisti invitati qui in occasione della 3daysofdesign, la kermesse che ogni anno apre le porte di decine e decine di showroom al grande pubblico, trasformando la capitale danese in un hub internazionale su misura di architetti, designer e imprenditori del design. Ida fa parte del gruppo. Si occuperà scattare foto e postarle sull’account Instagram della manifestazione (@3daysofdesign e di metterne tre sul suo @idalaerke)

La prima cosa colpisce incontrando Ida è che una ragazza normalissima. Una che non solo non se la tira per niente (se lo facesse potrei anche perdonarla, visto che dopotutto ha ovviamente talento da vendere) ma che ha anche quel pizzico di insicurezza che rende una persona vera, interessante, autentica. «È incredibile», mi dice mentre pedaliamo fianco a fianco, «la gente pensa che abbia una vita straordinaria e non mi crede quando dico che è davvero normalissima». Dopo la laurea in storia Ida si è sposata ed è diventata mamma quasi subito. Nel 2013 ha ottenuto il suo master con una tesi dedicata all’educazione sessuale delle donne dal 1890 al 1950. Niente carriera glamour, insomma, niente network di contatti da urlo. «Quattro anni fa mi hanno regalato il mio primo iPhone e una mia amica mi ha fatto vedere Instagram», racconta. «Ero appena diventata mamma e ho iniziato a fare foto nel mio appartamento, cercando qualcosa di speciale da immortalare. Sperimentavo con le inquadrature e con le luci ma i soggetti erano sempre gli stessi: le cose che mi circondano, i miei bambini, la mia città, Copenhagen».

Ma nelle mani di Ida, il quotidiano diventa magico. Un fiore, una banana tagliata a pezzi, lo sguardo di un bambino. Non è il soggetto che conta ma lo sguardo che lo osserva. «Amo guardare il mondo e lasciarmi affascinare. C’è qualcosa di bello in quasi tutto se si aprono gli occhi. E la magia di uno scatto nasce prima di tutto da uno sguardo incantato».

Qualche “segreto” in realtà c’è. «Uso solo la luce naturale e faccio qualche e ritocco con i filtri VSCO», spiega Ida. «Ma niente hashtags, non li ho mai usati».

L’ingrediente principale è però senz’altro il talento che è stato presto notato dagli scout di Instagram. «Ho aperto il mio account a settembre 2011 e ad aprile dell’anno dopo ho ricevuto una mail in cui Instagram mi informava che stava “suggerendo” il mio profilo agli iscritti. Lo aveva scelto perché rappresentativo di un certo tipo di estetica, tipicamente scandinava. Non avevo idea che facessero quel genere di cose ma da quel momento il numero di followers ha iniziato a crescere a dismisura». E non si è ancora formato. Nel 2013, erano 300mila, oggi più di 550mila. Una celebrity.

«Non ero abituata né pronta a una situazione del genere, non sapevo bene cosa fare. Quindi mi sono presa il mio tempo e ho riflettuto su cosa fare con il mio capitale di contatti».

Per Ida il viaggio è stato anche interiore. «Prima di Instagram non scattavo mai foto. Non avrei mai pensato di essere brava. Ci ho messo un po’ a capire che lo ero e anche a posizionare il mio talento davanti a me stessa. Una volta chiarite le idee con me stessa ho iniziato ad accettare le proposte che secondo me non “bruciavano” la mia reputazione».

Il lavoro che arriva sempre più spesso sul tavolo di Ida è l’Instagram Take-Over. «Si tratta di occuparsi dell’account di qualcuno per un tempo determinato, postando immagini relative a un particolare evento», spiega Ida che ha l’ha già fatto per Georg Jensen durante il Salone del Mobile a Milano e per la 3daysofdesign a Copenhagen la settimana scorsa. Ma ci sono anche i servizi fotografici pubblicati poi sui siti dei marchi (come quello della collezione di gioielli LoveGold per Georg Jensen – http://www.lovegold.com/features/georg-jensen ) o sull’account di Ida stessa (i suoi bambini Saxo e Saga, per esempio, sono stati ritratti indossando GapKids). «In questo caso, io mi occupo di tutto, dal soggetto allo styling, quindi mi sento perfettamente in linea con me stessa», dice Ida che ormai ha davvero le idee molto più chiare. «Penso di essere brava soprattutto a trovare il bello nelle situazioni, a cogliere gli attimi. Dallo styling allo scatto fino alla consulenza Instagram: è questo il mio raggio di azione. Ma ho anche capito che tante aziende accedono ai social network un po’ per dovere e non capiscono il vero valore di una online reputation. Alcune proposte sono davvero indecenti: marchi che pensano di farmi un regalo dandomi un abito da indossare o un arredo da mettermi in casa che io dovrei poi postare gratuitamente. Ma io so benissimo che il valore dell’esposizione che hanno sul mio account è molto, molto più alto. E so anche che il mio valore rimane alto se il mio pubblico continua a fidarsi di me. Per questo io lavoro prima di tutto per i miei Followers e in base a loro e a me stessa soltanto decido cosa sia giusto o non giusto fare». Una lezione da tenere presente per tutti gli aspiranti Digital Creatives del mondo… Prima di lasciare Ida, dò un’ultima occhiata alla foto di sua figlia Saga appena postata… i Like, adesso, sono 13mila, i commenti più di 200…Keep posting.

 

 

 

0 Comments

  1. Ciao Laura, grazie davvero per la segnalazione, il mondo di Instagram mi affascina molto e ho fatto anche un corso interessante con Gianpiero Riva (@giariv), uno dei fondatori di Instagramers Italia. Solo una piccola aggiunta: Ida Laerke ha sicuramente un occhio ai dettagli particolare, ma il suo profilo è bello come lo sono moltissimi altri che hanno molti meno followersi: insomma ci vuole anche un pizzico do fortuna per essere selezionati da Instagram. In più, dal 2011 a oggi i metodi di selezione, visto l’aumento esponenziale del numero di account, sono molto cambiati. Ecco, solo per dire che non è così automatico che basti essere molto bravi per diventare delle star su Instagram (alle persone normali ovviamente!). Buona giornata, Elena

  2. designlarge-d says

    Ciao Elena… verissimo… Infatti me l’ha detto anche Ida che se avesse iniziato più tardi non sarebbe stato per niente facile, soprattutto non usando gli hashtag… ma lo sai che il nuovo social network (superupcoming) è Periscope… perché non essere tra i primi su quello, sperando che il decollo non finisca poi in un atterraggio di fortuna? chi lo sa… buona fortuna!!! baci Laura

  3. Sono felice di aver trovato questa tua intervista, Ida e’ tra le persone che seguo da molto tempo e trovo i suoi scatti davvero poetici ed emozionanti. Il tuo racconto l’ha svelata anche sotto una luce piu’ imprenditoriale. In particolare trovo davvero affascinante la possibilità ancora oggi di emergere, tramite social network condividendo una propria visione estetica.

  4. designlarge-d says

    Grazie Francesca…. Ovviamente, come ho già scritto ad Elena, il talento ormai non serve da solo (su Instagram, ma sugli altri social non ancora così affollati chissà?)…. Ma certo la lezione sul valore della reputazione online è importante… ne avevo già scritto io stessa qui: http://bit.ly/1C6HJUJ
    buona continuazione, Laura

  5. stefania says

    Ciao Laura, grazie per avermi fatto scoprire questo sguardo vibrante. Ora i follower sono 554.001 😉

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