Design, Progetti
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Il 2011 in 12 (sedie)

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Il design va ben oltre il saper progettare una sedia. Ma farlo bene non è cosa da tutti. Per iniziare l’anno ecco le mie 12 sedute preferite del 2011 e perché vale la pena ricordarsele. In ordine rigorosamente alfabetico…

ALESSI_Piana

ALESSI_Piana di David Chipperfield: perché è realizzata al 100% in plastica riciclata e il suo sistema di apertura, che ruota su due viti, la rende facilissima da aprire, chiudere e impirale. Pratica! www.alessi.com


BARK

BARK_Beacon chair di Lakshmi Bhaskaran e Jonathan Walter: per il piacevole mix di legno e tessuto, e lo sfoggio non nostalgico di un look vintage. Super British! www.barkfurniture.com

DANESE FACCIN stratos-big

DANESE_Stratos, di Francesco Faccin: perché malgrado il multistrato utilizzato sembri come tanti, è stato realizzato in strati sottilissimi posati l’uno sull’altro fino ad ottenere extra densità e resistenza. E che dire di quel bellissimo look da trattoria d’altri tempi che in Italia, dalla Superleggera di Cassina in poi, non smette mai di piacere? Italianissimo. www.danesemilano.com

DE PADOVA_Florinda_big_1

DE PADOVA_ Florinda, di Monica Förster; perché propone un nuovo modo di sposare plastica e legno, binomio molto in voga da qualche anno a questa parte. Allegra. www.depadova.it

GARSNAS, Osterlen, Inga Sempé

GARSNAS, Osterlen, Inga Sempé

GARSNAS_Osterlen di Inga Sempé: perché gli intagli dello schienale, della seduta e delle gambe rendono la sedia morbida e permettono una soluzione aggraziata per il problema della giuntura tra le gambe e la seduta. Poetica. www.garsnas.se

MARUNI_LIGHTWOOD, JASPER MORRISON, MARUNI

MARUNI_Lightwood Chair di Jasper Morrison: perché è semplice, quasi basica, come ogni classico da cui non ci si separerebbe mail. Perfetta. www.maruni.com

MINIFORMS VALERIE GIOPATO & COOMBES

MINIFORMS_Valerie di Giopato & Coombes: perché sposa le forme ispirate alla natura della scocca con il sapore quasi da tessile della seduta in plastica. Armoniosa. www.miniforms.eu

PAULMENAND_TRIPLETTE

PAUL MENAND_Triplette: perché è davvero sul pezzo! Risponde, insomma, alle esigenze di che non ha spazio. Mai vista una sedia che ne racchiude tre senza farle vedere e che è utilizzabile anche quando è impilata! Utile. www.paulmenand.fr/ e non perdetevi il video: www.paulmenand.fr/index.php?/projets/emtriplette-videoem/

THONET_Chair-107-by-Robert-Stadler-for-Thonet_5

THONET_107 di Robert Stadler: perché riesce, rimettendo mano alla tradizionale sedia in legno curvato di Thonet, a trasformarne la realizzazione in un processo industriale permettendo quindi un’interpretazione contemporanea di un classico e, ci si aspetta, abbassando drasticamente i costi di produzione. Industrialmente furba. www.thonet.de

VERONIKA WILDGRUBER_softwood-cushion-chairs6

VERONIKA WILDGRUBER_Soft Wood: ok, non è super pratica né economica. Viene infatti realizzata tutta a mano. Ma il risultato finale – il look velluto e il tocco che vi assicuro è davvero straordinario e per accertarsi che sia davvero legno bisogna fare davvero attenzione – è di grande eleganza, senza essere spocchioso. Sorprendente. www.veronikawildgruber.com

VITRA_Tip-Ton-00012692-b

VITRA_TipTon Chair, BarberOsgerby: perché riproduce, in un oggetto a basso costo di produzione realizzato con stampo a iniezione, il movimento delle sedie ergonomiche da ufficio senza aggiunta di alcun elemento meccannico. Innovativa & abbordabile. www.vitra.com

VITRA_Standard_193450_00012B1E

VITRA, Standard, Jean Prouvé (coll. Prouvé Raw)

VITRA_, Standard, Prouvé-Raw collection: perché rimette mano a un

super classico senza rovinarlo. Anzi…Senza tempo. www.vitra.com, http://www.g-star.com/en/crossovers/raw_prouve/#/en-it/crossovers/raw_prouve/Vedi anche : designlarge-d.blogautore.repubblica.it/2011/12/13/371/

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