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Gabriele Diamanti: ecco come purifico l’acqua in Africa

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Gabriele Diamanti è un designer generoso. Il suo progetto Eliodomestico, un oggetto realizzabile artigianalmente a poco prezzo che trasforma, sfruttando il calore del sole, l’acqua di mare in acqua potabile, è stato finalista per prestigioso Prix Emile Hermès per il design (www.prixemilehermes.com) e lui ha deciso di condividerlo col mondo con una licenza Creative Commons (www.creativecommons.org). Ho fatto quattro chiacchiere con lui.

L’anno scorso hai realizzato (con Lorenzo De Bartolomeis e Filippo Poli, tuoi partner in DDP studio www.ddpstudio.eu) un’installazione per Esterni (vedi sotto) che offriva acqua potabile a tutti durante il Fuori Salone. Adesso sei arrivato all’attenzione internazionale con un altro progetto sull’acqua. È una tua ossessione?

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Più che altro una necessità. Ma se mi chiedi perché mi sta così a cuore questo tema ti potrei rispondere con un’altra domanda: perché a molti non sta a cuore? Diciamo che sono molto vicino a medici e operatori che lavorano nei paesi in via di sviluppo dove ho anche viaggiato spesso, toccando questo tipo di problematiche con mano e il gioco è fatto. L’urgenza, ora, la sento sulla mia pelle. La mia posizione? Che dove esiste una gestione pubblica, essa va preservata, migliorata e difesa dalla privatizzazione (anche tramite campagne di sensibilizzazione); che dove non esiste venga creata; che dove non è possibile farlo per carenza di fondi o infrastrutture sia possibile a tutti provvedere all’approvvigionamento (che si tratti di estrazione, depurazione, o desalinizzazione), in maniera autonoma e svincolata da qualsiasi logica commerciale. E che sempre e comunque si riducano gli sprechi. Penso che il design, fatta eccezione la creazione di reti idriche, possa avere un  impatto in ciascuno di questi campi. Per questo mi sento in prima linea.

Come funziona Eliodomestico?

Di fatto funziona come una moka. Un recipiente a pressione viene riempito d’acqua marina di giorno ed esposto al sole. il calore fa aumentare la pressione del contenitore e produce vapore che poi scende nel recipiente posizionato sul fondo, dove condensa sotto forma di goccioline d’acqua dolce a questo punto bevibili.

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Il principio è noto ed esistono già altri distillatori solari. La differenza sta nel fatto che si tratta di oggetti da produrre quindi costosi mentre Eliodomestico è realizzato in terracotta e fogli di lamiera zincata e ha una forma perfettamente in linea con quella degli oggetti che qualsiasi artigiano sa realizzare. Il stimato prezzo di ogni pezzo è di circa 50 euro contro i 100 delle altre soluzioni esistenti oggi.

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Parlami della decisione di trasformarlo in un progetto open source, quindi disponibile gratuitamente per tutti.

Eliodomestico è un progetto rilasciato sotto licenza creative commons. È quindi riproducibile. Originariamente stavo per brevettarlo (era il 2005). Ma mentre preparavo i documenti per inoltrare la pratica, mi sono reso conto che non aveva senso. I brevetti hanno per definizione uno scopo commerciale e vista la tematica e il modo in cui ho affrontato il progetto sarebbe stata una contraddizione. Se io vendo un brevetto a un’azienda, questa a sua volta farà di tutto per ricavarne il massimo profitto a discapito dell’utente finale che di nuovo è schiavo di una dinamica commerciale per procurarsi un bicchiere d’acqua. Allora ho deciso di “far fuori” le aziende: se io regalo il progetto, lo diffondo in modo aperto e ne vieto lo sfruttamento a scopi commerciali, nessuno può avere l’interesse o la possibilità di lucrarci sopra. Se per di più, come ho fatto nell’ultimo anno, implemento il progetto in modo da poterlo realizzare in modo artigianale al 100% (mentre invece la prima versione prevedeva un componente prodotto ad-hoc su scala industriale), che senso ha passare per le aziende? Ora qualunque artigiano che sappia modellare la terracotta e/o saldare una lamiera può costruirselo da solo, il che è benefico per l’ambiente perché il prodotto diventa a chilometro zero, ed è benefico per le economie locali perché può dare lavoro agli artigiani e alle piccole cooperative. Resta una domanda: e io che ci guadagno? Solo visitatori sul mio sito? Beh, sinceramente a questa domanda non so ancora rispondere… 🙂

Eliodomestico non è la tua unica invenzione in tema di acqua.

È vero. Con il mio studio abbiamo appena vinto il premio Expo2015 al concorso Il Pensiero Della Mano indetto da Bosch e dal comitato Exponenti. Si chiama Rugiada e si tratta di un irrigatore da orto che in base all’umidità del terreno e dell’aria decide autonomamente se, quando, e come irrigare.

Progetti per il futuro?

Dopo l’acqua, il fuoco. Come vedi non ho una sola ossessione…

Rugiada di DDP Studio

Rugiada di DDP Studio

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