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Costas Voyatzis: Il segreto del cool hunting è nella propria pancia

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Il blog più cool in tema di creatività a tutto tondo? È greco e se l’è inventato un interior designer che ha mollato tutto per amore della curatela d’autore. Una chiacchierata con Costas Voyatzis, fondatore e direttore di Yatzer. E, secondo AD e il Financial Times, una delle personalità più influente del web, in tema di design.

Sei un interior designer, hai lavorato per anni nell’editoria di settore, ti occupi anche di ricerca sulle tendenze. Il sapere è quello che ti rende unico davanti ai tuoi clienti. Perché allora hai deciso di condividerlo con il mondo creando Yatzer?

Perché prima di qualsiasi altro cappello, mi sento un curatore. E, come tale, vivo secondo il motto “il design è una cultura da condividere”: da quando ho fondato Yatzer, nel 2007, non faccio altro che viaggiare per il mondo e lasciarmi incantare da progetti che ritengo valga la pena comunicare al mondo. Solo vorrei chiarire una cosa, visto che a un certo punto qualcuno ha fatto girare in rete questa voce: non ho mai pubblicato alcun mio lavoro. Tutto quello che posto non ha alcuna relazione con me.

print-screenPuoi svelarci i numeri di Yatzer?

Yatzer ha circa 350.000 lettori intenzionali al mese che generano approssimatamente 1.200.000 pageviews: un numero che rende il mio magazine paragonabile a una rivista cartacea di successo.

Perché così tante persone apprezzano Yatzer e si fidano del suo giudizio sui progetti?

Quello che mi stai chiedendo, di fatto, è se ci sia una ricetta per il trend-hunting, la ricerca delle tendenze. Purtroppo non c’è. Può sembrare un po’ borioso ma in realtà l’unica cosa che seguo sono le mie intuizioni e penso che sia questo il segreto: ascoltare la propria ‘pancia’ e crederle. Un e-zine allora diventa come un banco di prova per il proprio gusto: se alla gente piacciono le vostre intuizioni vi seguiranno. Per me è stato così.

In percentuale rispetto al pubblicato, quanti progetti scovi da solo e quanti ti vengono proposti dai creativi?

Ricevo ogni giorno più di 700 e-mail da parte di designer che vogliono che pubblichi il loro lavoro su Yatzer. Solo la metà di quello che pubblico, però, viene da candidature spontanee. Il resto sono cose che trovo io stesso. Mi piace infatti avere delle esclusive, proprio come succede sulle riviste cartacee. Anche se, ovviamente, l’esclusività online non dura molto: dopo qualche giorno tutti copiano tutto. Il che va bene, anche se il più delle volte altri blogger evitano accuratamente di menzionare la fonte.

Quanto tempo ti occupa la gestione di Yatzer e quanto invece le tue collaborazioni più ‘tradizionali’ (penso ai progetti di design o ai cahiers de tendences)?

In realtà Yatzer è la mia vita. Quando mi viene commissionato un progetto di direzione artistica, ad esempio, mi rivolgo comunque sempre a Yatzer per ispirarmi a livello contenutistico: forme, sapori, pensieri. Mi considero una persona baciata dalla fortuna! Fare un lavoro che è anche la propria passione è una gioia immensa! E ti confesso un’altra cosa: menzionare Yatzer è un passaporto che ti porta ovunque, molto più lontano certamente del mio passaporto cartaceo!

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Svelaci un segreto. Riesci a sbarcare il lunario solo grazie a Yatzer?

Ebbene sì. Negli ultimi due anni è successo! Sono riuscito a guadagnare abbastanza con Yatzer da mantenermi. Le entrate consistono soprattutto in campagne pubblicitarie e sponsorizazioni, la maggior parte delle quali sono progettate esclusivamente per Yatzer.

Ma Yatzer sei solo tu?

Dal 2009 ho iniziato a lavorare con dei giornalisti freelance di tutto il mondo che prestavano la loro opera volontariamente. Ma la cosa non ha funzionato a lungo perché perdevo progressivamente il controllo: in realtà sono solo io ad avere in mano la gestione del sito solo io posso mettere i post online. E commissiono personalmente tutte le storie: è raro che i collaboratori mi facciano proposte perché sanno che sono così difficile nella scelta, hanno praticamente rinunciato automaticamente!

Tre errori che i blogger non dovrebbero MAI fare.

> Evitare di attribuirsi un credito che non è il loro: ad esempio ‘rubando’ immagini o testi da altri sito. A un certo punto ho smesso di correre dietro a queste cose: sarebbe un lavoro a tempo pieno. Ma è facile, in rete, farsi una nommea di ‘ladro’ e non lo consiglio.

> Guai a ‘dimenticarsi’ di RINGRAZIARE chi ha loro suggerito una storia, dopo averla pubblicata. La gentilezza ripaga. Il web è basato sulla condivisione amichevole, non è una corsa ad arrivare primi.

> Mai essere impazienti. Pensate al traffico in rete come a un muro potenzialmente enorme che si costruisce mattone su mattone. Ci vuole costanza, e un focus continuo sulla qualità più che sulla quantità. E non scordate mai che in rete c’è spazio per tutti!

Scrivi così tante storie sul nostro paese, l’Italia. C’è una ragione particolare?

“Io Sono Innamorato!” Che altro dire della Mecca mondiale del design?

Costas Voyatzis Humor Chic by aleXsandro PalomboAleXandro (lo stilista-caricaturista che ritrae i potenti del mondo della moda) ti ha dedicato un’illustrazione. Significa che sei un uomo arrivato?

Sono un grande ammiratore delle illustrazioni di AleXandro – divertenti e cordialmente ironiche come null’altro! – da quando le ho viste per la prima volta nel 2009 e le ho pubblicate, insieme a un’intervista con lo stilista, proprio su Yatzer. Malgrado ciò non mi sarei mai aspettato che Mr. Surrealist Realist (è così che AleXandro si fa chiamare) avrebbe fatto una caricatura di Mr. Yatzer! Forse non significa che sono un uomo arrivato ma certo la dice lunga su quanto sia difficile essere pubblicati su Yatzer e su come anche uno come AleXandro lo abbia considerato un privilegio!

http://humorchic.blogspot.com/2011/06/humor-chic-costas-voyatzis-clear-vision.html

Il Financial Times e AD ti hanno definito uno dei blogger più influenti nel settore del design. Che impatto hanno avuto questi riconoscimenti su Yatzer?

A dire il vero, quando mi viene chiesto “cosa fai nella vita?” la mia risposta è sempre “gestisco un sito”. Diciamo che sono uno terra terra e che come tale forse non sono molto bravo a capitalizzare su tutti questi risultati dal mondo non-digitale. Sarà perché non sono un esperto di marketing ma solo un curatore di belle cose. Niente di più e niente di meno. Magari mi perdo qualcosa, ma mi piace così. www.yatzer.com

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