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TOMMASO CALDERA

Una seduta formato XS che ambisce al comfort di una seduta di dimensioni normali. Ecco come è nata Mina, l’ultima nata di internoitaliano. Testo di Tommaso Caldera

Mina di internoitaliano è nata da una constatazione. Le sedie mini servono: a bar e ristoranti, per i quali qualche centimetro di spazio diventa molto significativo, ma anche ai privati, che spesso hanno case molto piccole, soprattutto nelle città.

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Contro il sacrificio estetico

Ma questo genere si sedute ha spesso un’estetica “risicata”: non invogliano all’uso, la questione dimensionale è risolta in modo asciutto e a scapito della comodità. Con Mina volevamo provare ad ottenere una sedia che entrasse in quel segmento portandosi dietro i dettagli, la piacevolezza formale e la comodità delle sedie più “ingombranti”.

Formato XS vs comodità

Per disegnare Mina siamo andati a ritroso partendo dalla “gabbia” dimensionale nella quale avrebbe dovuto essere contenuta. Questa era definita dagli ingombri massimi da non superare e dall’inclinazione tra seduta e schienale (fondamentale per la comodità). Gli elementi che la compongono sono stati poi ridotti al minimo e il grande lavoro è stato farli dialogare e alternare tra di loro cercando di limare gli ingombri al millimetro. “Annegare” lo schienale nello spessore della gamba, per esempio, ha fatto guadagnare centimetri riuscendo a mantenere l’inclinazione, il disegno delle gambe posteriori alleggerisce visivamente la sedia senza rubare spazio.

Design e lavorazione artigianale

Ma il nostro scopo era anche comunicare il valore aggiunto tipico di internoitaliano. E cioè il connubio tra design e artigianato di alta qualità. Per coglierlo serve guardare il punto di incontro tra lo schienale in massello curvato e le gambe posteriori che lo sostengono. Uno snodo di non semplice soluzione perché fare stare lo schienale nello spessore della gamba posteriore richiede una cura progettuale non indifferente.

La cura del dettaglio

Inoltre, i profili dei due elementi si “inseguono” senza sovrapporsi nella vista frontale, ammorbidendosi invece in quella posteriore. Mentre per le gambe abbiamo scelto una sezione a U. più morbida rispetto a quelle più secche e spigolose che vengono tradizionalmente scelte per sedute di servizio. È una lavorazione più complicata ma dà valore aggiunto in termini di invito all’uso e al contatto.

TOMMASO CALDERA, designer, 32 anni. Dopo aver lavorato negli studi di Odoardo Fioravanti e Jonathan Olivares ha aperto il suo studio nel 2012. Si occupa di design del prodotto e di direzione artistica.

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