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Jasper Morrison

BASTA UN OGGETTO PER CREARE ATMOSFERA DI UN AMBIENTE?

«Penso che per farlo un oggetto debba avere una naturalezza intrinseca: un certo equilibrio tra forma e carattere, tensione ed espressione. Passo molto tempo a osservare i luoghi in cui si respira un’atmosfera spontanea e le cose di uso comune progettate da autori senza nome. Restandone immerso cerco di cogliere cosa genera questo senso di comunione tra le cose e gli ambienti e di capire come ricreare lo stesso effetto. Per questo sono convinto che non ci possa essere alcuna obiezione morale quando un oggetto ne ricorda visivamente un altro (se il risultato contiene qualcosa che non esisteva prima). Ho una serie di bicchieri, per esempio, che ho comprato da un rigattiere parigino: li ho usati per anni e solo quando mi è stato richiesto di progettare una collezione di calici mi sono reso conto che l’atmosfera che volevo ricreare era quella che essi mettevano in scena sulla mia tavola ogni giorno: senza pretese, sinonimo di casa. Partire da questa constatazione mi è venuto naturale quando ho iniziato a progettare il bicchiere che avrebbe dovuto accompagnarsi a una collezione di tableware in porcellana di Alessi. Quello che ho disegnato, alla fine, era leggermente diverso rispetto a quello del rigattiere ma certamente molto legato a esso: la sua forma aveva meno dettagli ma anche al tempo stesso era esteticamente più incisiva per sostituire lo charme perduto nel processo di resa contemporanea. Trovare l’ingrediente che riporta alla luce un’atmosfera non è un approccio che funziona sempre ma di certo è uno che aiuta a mantere il lavoro del designer ancorato alla realtà. E impedisce la creazione di quel “cattivo odore” che a mio parere emettono gli oggetti troppo disegnati».

JASPER MORRISON, designer.  Questa domanda è stata estratta da una lunga conversazione con lui, pubblicata qui.

».

 

 

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