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La luce tech (con tocco soft) di Astrid Krogh

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Sono anni che la designer danese Astrid Krogh lavora con la luce, integrandola in svariati supporti. Ci sono state le tende che generavano energia, gli arazzi in legno con le fibre ottiche, le sculture con i neon e svariate installazioni, anche architettoniche. Il suo lavoro, che interpreta la tecnologia in chiave soft, è intrigante. Del resto uno dei momenti più eccitanti della carriera di Astrid è stata, per sua ammissione, la passeggiata nelle viuzze di Firenze che l’ha portata al Palazzo di Emilio Pucci per incontrare Laudomia Pucci, che “voleva vedere i miei progetti da vicino”. Una personale con le sue opere più recenti apre oggi, 25 ottobre, a Parigi, alla Galerie Maria Wettergren.

Qui saranno esposti i tessuti di Astrid, quelli che si illuminano e cambiano di colore ma che hanno un look high tech: a guardarli da vicino si scopre infatti che sono stati realizzati a mano. Per alcuni, Astrid ha impiegato l’antica tecnica di tintura indonesiana Ikat che consiste nel proteggere porzioni dei filati con una legatura perché il colore non penetri, creando così dei decori.

Per vedere i tessuti di Astrid in azione, ecco un video e qui un altro.

Utilizzi una tecnica antica per lavorare con materiali high tech. Come mai? La tecnica Ikat richiede un altissimo livello di precisione nella filatura ed era proprio quello che volevo per i miei tessuti: volevo essere obbligata a realizzarli a mano per evitare il rischio della standardizzazione che, quando è accoppiata con una tecnologia misteriosa ai più suona un po’ aliena. Ho cercato appositamente tutte quelle imperfezioni che si notano al tatto e alla vista, per ottenere un effetto di accoglienza, contrario allo straniamento. Del resto, anche l’effetto propriamente tecnologico dei filati è molto soft. I passaggi di luce e colore avvengono senza soluzione di continuità. La serie Ikat è fatta di filati di carta ed è decorata com pattern in fibre ottiche. La tecnologia, cioè la luce, ha quindi preso il posto del colore tradizionale. Il suo continuo cambiamento produce un effetto quasi ipnotico, magico… .

Per la maggior parte delle persone tutto ciò è estremamente sperimentale. Pensi che vedremo a breve applicazioni concrete nelle nostre case? Penso di sì. Credo che questo sia il futuro delle arti applicate che non scompariranno nella loro forma attuale ma accoglieranno anche la tecnologia. Del resto, la ricerca su come integrare la luce negli ambienti domestici procede a passi da gigante…

Tutto questo rende le nostre case più piacevoli da vivere? c’è chi ti dirà no. Io dico sì. Mi piace moltissimo il modo in cui la luce che viene dai miei tessuti cambia l’atmosfera della stanza in cui si trovano. È una cosa che mi lascia sempre perplessa, stupita. E qualsiasi cosa che alimenti i dubbi più che le certezze per me è sinonimo di qualità della vita.

www.astridkrogh.com

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