Architettura, Design, Progetti
comment 1

Le architetture volanti di Janet

Porto_Echelman_PhotoEnriqueDiaz

Come si trasforma un filo di nylon in un’architettura ? L’artista Janet Echelman lo sa. Da 15 anni, infatti, crea enorme installazioni che, come reti colorate, fluttuano sui cieli delle città. In Europa, solo Amsterdam ha finora avuto l’onore di “esporre” una delle sue opere.

In occasione dei 30 anni del TED, il ciclo di conferenze dedicato alle “idee che vale la pena diffondere”, Echelman ha ora progettato la madre di tutte le sculture: un’enorme struttura che ricoprirà gran parte della città che ospiterà l’evento, Vancouver, illuminandosi di notte grazie a un gioco di luci.

Non si tratta soltanto di uno stunt. «C’è un messaggio forte che passa attraverso questa installazione», dice l’artista sul video che ha postato su Kickstarter, dove sta raccogliendo i fondi per trasformare il suo sogno in realtà: «una struttura che crea una connessione tra le diverse parti di un luogo abitato diventa una metafora della necessità di legarsi gli uni agli altri, di aprire un dialogo. Racconta del passaggio di informazioni come di una forza propulsiva unica, che ha forza e leggerezza insieme e che permette di volare in alto». Bellissimo progetto… Lo sarebbe anche per un evento come l’Expo a Milano, no?

1 Comment

  1. Certo che avere la possibilità di ospitare una di queste installazioni all’expo di Milano non sarebbe affatto male! Sono davvero molto belle.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *