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Nendo: la leggerezza prima di tutto

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Non amo particolarmente i superlativi. Eppure ogni volta che lo studio Nendo (www.nendo.jp) manda immagini del loro lavoro non posso fare altro che stupirmi, sempre. Non solo perché lo studio giapponese di Oki Sato riesce a sfornare una quantità eccezionale di progetti industriali (per aziende sempre top) ma anche perché, in parallelo, paiono riuscire quasi miracolosamente a trovare il tempo per sperimentare a tutto tondo e a regalare agli amanti del design pezzi interessantissimi sia dal punto di vista estetico che da quello della comprensione di materiali e tecnologie produttive.

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Con questi progetti, disegnati per la Carpenters Workshop Gallery (www.cwgdesign.com li vedremo a Parigi in occasione di Maison Objet) Nendo ha interpretato con la stessa poesia e forza un materiale nobile come il vetro e uno umile come le banali reti utilizzate in agricoltura.

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Innerblown è una collezione di tavoli formati da una struttura in metallo che accoglie un elemento in vetro soffiato a bocca, strategicamente posizionato, durante la fase di indurimento, su una superficie piatta, e quindi trasformato nel piano del tavolo stesso.

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Se in questo caso il vetro è stato appositamente ‘contenuto’, con l’altro progetto dedicato a questo materiale, Overflown, Nendo ha sperimentato con la possibilità di far scorrere liberamente il vetro che è stato prima lasciato indurire in una struttura piatta metallica e poi di nuovo sciolto e fatto uscire a formare delle ‘escrescenze’, sempre diverse, come delle gocce d’acqua che fluttuano nel vuoto.

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Ma il progetto che amo di più è la serie Farming-Net, la cui semplicità è disarmante. I designer giapponesi hanno formato a caldo una serie di reti normalmente utilizzate in agricoltura, trasformandole il vasi, piccoli piani d’appoggio, lampade; membrane eteree, abbastanza solide da poter essere autoportanti ma allo stesso tempo così leggere da spostarsi ad ogni alito di vento, “come il tradizionale tessuto Furoshiki che si usa in Giappone per avvolgere gli oggetti”. Tutte le foto sono di Hiroshi Iwasaki.

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