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LucidiPevere: ecco cos’ha di speciale la poltrona Poncho

C’è outdoor e outdoor. «Il più delle volte, le aziende dicono esterni ma intendono sottoportico: fate attenzione», avverte il duo LucidiPevere. La loro nuova poltrona Poncho, disegnata per LivingDivani, non lascia invece il minimo dubbio. «Si può usare dove pare e piace, è davvero per l’outdoor», dicono. Poncho mi piace non solo perché è bella, comoda e colorata come se fosse nata per gli interior ma anche perché è fabbricata in modo intelligente.

Cos’ha Poncho di speciale?

«Poncho non è un imbottito per esterni tradizionale. La struttura è infatti in tubolare metallico, zincata o verniciata, ed è rivestita da un tessuto autoportante messo in tensione grazie a dei lacci in kevlar, un materiale resistentissimo. Questo tessuto ben teso sulla struttura e privo di imbottiture determina la forma della poltrona, diventando la sua pelle esterna e interna. Quest’ultima è poi resa più confortevole grazie a due cuscini di appoggio. I cordini intrecciati, che si vedono lungo tutto il perimetro della struttura, sono quindi sia un decoro che l’elemento portante, che fissa il tessuto.

 

Poncho vista da dietro. Il filo increcciato in kavlar si ispira a quello dei teloni dei camion.

Poncho vista da dietro. Il filo increcciato in kavlar si ispira a quello dei teloni dei camion.

Poncho vista da dietro. Il filo increcciato in kavlar si ispira a quello dei teloni dei camion.Quali sono quindi i vantaggi per chi la usa? Leggerezza e maneggevolezza. E solidità, durabilità e funzionalità, grazie alla struttura zincata, tessuto auto portante in PVC, cordino kevlar e occhielli in alluminio anodizzato. Oltre che, ovviamente, un look da interior anche per gli esterni.

Come è nata l’idea?
Osservando i teloni dei camion che incrociamo in autostrada. Eravamo affascinati dal decoro che queste corde creavano sul volume del mezzo, dai tipi di intreccio, dai sistemi di aggancio al rimorchio stesso. Abbiamo pensato di applicare lo stesso concetto su un arredo per esterni in cui l’aspetto funzionale e costruttivo diventasse centrale e al contempo anche decorativo.

Ed è stato facile? La sfida più importante è stata ovviamente quella della resa del comfort. Dovevamo rendere l’oggetto comodo con un sistema di costruzione che non prevedeva parti schiumate o imbottite. Poi abbiamo dovuto trovate il giusto compromesso tra elasticità del tessuto, forma desiderata e portanza; uno dei principali problemi infatti erano le deformazioni e i difetti che si venivano a creare mentre si portava il tessuto in tensione. Dovevamo, insomma, trovare quello giusto, che “cedesse” il giusto…
L’outdoor sta diventando sempre di più un’estensione degli interni. Come prevedete che si evolverà questa tendenza già consolidata? In questi ultimi anni c’è stata un’evoluzione interessante dei materiali da esterni, specialmente nel campo degli imbottiti. Prima i tessuti erano pochi e avevano un aspetto più grossolano. Oggi si sono decisamente moltiplicati e raffinati avvicinandosi alla qualità e alla tattilità di quelli da interno. Se fino ad ora l’outdoor era riconoscibile perché connotato da un ristretto numero di materiali, la direzione oggi è quella di una maggiore eterogeneità che avvicinerà sempre più l’estetica degli esterni a quella degli interni.

Attenzione, però. Questo sviluppo tecnico ha generato una grande bolla in cui si stanno buttando tutti, dalla piccola azienda alle meglio posizionate. Anche coloro che fabbricano i semilavorati si adoperano per fornire materiali su cui apporre la dicitura “per esterno”. In realtà prodotti realmente da outdoor, realizzati con materiali resistenti all’esterno, sono pochi e i consumatori dovrebbero leggere attentamente le etichette prima di comprare qualcosa. Del resto, il timore dei resi e delle contestazioni è sempre nell’aria per non aver specificato che, in realtà, il termine “ per esterno” era inteso come “sottoportico”. Pensiamo che in futuro ci sarà un drastico ridimensionamento e sopravvivranno solo quelle aziende nate in questo settore e quelle che hanno fatto della qualità il proprio DNA e che affrontano in modo consapevole questa nicchia di mercato con test specifici interni, certificazioni, ricerche sui materiali ad hoc.

Poncho 01b low

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