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Se le case (e le cose) parlano

Dal 9 al 12 ottobre arriva il Milano Design Film Festival: un week end progettato per aprire gli occhi, la mente e il cuore di chi ama l’architettura e il design e vuole capire il perché. 

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Quando si parla di design o architettura le conversazioni rimangano spesso vaghe, ancorate su commenti estetici personali. Dietro ogni oggetto o edificio progettato, però, ci sono storie, pensieri e processi che sono almeno tanto interessanti quanto il risultato finale. C’è spesso una ragione per cui ci innamoriamo di un oggetto piuttosto che di un altro o ci sentiamo a nostro agio in un particolare spazio abitativo o pubblico. Capire in cosa consiste quel “qualcosa di magico” che ci seduce irrimediabilmente non è però facile, soprattutto perché nel mondo dell’architettura e del design si dà spesso molto per scontato e si tende a comunicare con il grande pubblico come si fa con gli addetti ai lavori.

Il Milano Design Film Festival (a Milano, Anteo spazioCinema, dal 9 al 12 ottobre) è un’occasione per aprire gli occhi, la mente e il cuore di chi ama l’architettura e il design e vuole capire perché.
Questo grande evento, unico in Italia e giunto alla sua seconda edizione, permette infatti al grande pubblico di vedere film accuratamente selezionati per il loro potere evocativo, narrativo ed espressivo e di entrare in prima persona nel cuore e nella mente di chi progetta il nostro mondo, «dal cucchiaio alla città».

«Un film permette di raccontare la genesi di oggetti e spazi in modo empatico», dice Silvia Robertazzi, che insieme ad Antonella Dedini cura il MDFF. «Rispetto a un libro o a un articolo, è un mezzo di comunicazione con meno filtri tra la realtà e il pubblico. Non è perfetto come una foto ritoccata, ma è onesto. Non è nemmeno obiettivo come un buon articolo di giornale: l’audiovisivo, infatti, per sua stessa natura, è un’opera a sé stante, quindi un’interpretazione. Ma proprio per questo tocca il cuore, prima del cervello».

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Quando le case parlano
Un esempio? «La serie dedicata alle “cattedrali della cultura” Cathedrals of Culture che aprirà il festival», spiega Antonella Dedini. Ideata da Wim Wenders, comprende sei movies diretti da sei registi (lo stesso Wenders, Robert Redford, Michael Glawogger, Michael Madsen (uno dei attori quasi onnipresenti nei film di Tarantino, Margreth Olin, Karim Ainouz) e realizzati in 3D. «La particolarità è che saranno proprio gli edifici a parlare, in prima persona: un espediente perfetto per creare un legame emozionale con il pubblico pur non rinunciando alla funzione didattica». Il pubblico si troverà immerso negli spazi della Berliner Philharmonie, nei silenzi della Russische Nationalbibliothek di San Pietroburgo, nei segreti del carcere modello norvegese Haftanstalt Halden. E ancora a camminare tra gli edifici del Salk Institute in California e a passare un’intera giornata al Centre Pompidou di Parigi.

«L’empatia è l’elemento chiave di questa cinematografia, scelta appositamente per sedurre un pubblico di non addetti ai lavori, di gente interessata al bello e alla creatività, curiosa di sapere di più ma non necessariamente già educata nel settore», dice Silvia Robertazzi. «Nel film di Daniel Schwartz e Markus Kneer sulla Torre David c’è un bambino vestito di stracci che corre su un triciclo al piano più alto di questo grattacielo mai finito e abbandonato di Caracas. La sua corsa spensierata, a pochi metri dal vuoto, è una bellissima metafora sulla vita dei tanti squatters che hanno occupato quest’edificio fatiscente, rendendogli una certa dignità di vita».

Ampio spazio verrà ovviamente dato anche al design italiano con i numerosi cortometraggi realizzati da giovani film-maker. I racconti spaziano dalla nascita del disegno industriale alla trasformazione di case e ambienti domestici. «Anche in questo caso, la narrazione si concentra sull’emozione», dice Antonella Dedini. «Il film Design is one. Lella e Massimo Vignelli di Kathy Brew e Roberto Guerra, per esempio, è una storia di progetti e amore». Tra gli altri, Love till I die di Michele Bonechi (sul mondo di Fabio Novembre), A casa di Carla e Un interno italiano sul lavoro di Giulio Iacchetti entrambi di Max Rommel. E una vera “chicca” da appassionati: una ripresa amatoriale di una conferenza di Achille Castiglioni all’International Design Conference di Aspen nel 1989.

A scuola di audiovisivi
«Il programma cinematografico inizierà alle 13 da venerdì 10 a domenica 12», dice Antonella Didini. «Ma tutte le mattine avremo dei workshop dedicati al mondo dell’audiovisivo e in particolare al suo rinnovato rapporto con l’architettura. I corsi saranno tenuti da insegnanti e consulenti dell’Accademia di architettura di Mendrisio – Universita? della Svizzera italiana, di Image di Marco Brizzi, del Sae Institute, di Sky Arte HD e Ultrafragola».

«L’audiovisivo sta diventando un linguaggio sempre più importante per raccontare il mondo del design, dell’architettura e degli interior», spiega Silvia Robertazzi. «È un mondo tutto da esplorare a cui sono dedicati i nostri workshop, pensati per informare i giovani su questo universo poco conosciuto ma affascinante».

A chiudere il Festival (che prevede anche l’assegnazione di un premio a una sceneggiatura per uno short movie dedicato al tema del food), una serata di musica con Lorenzo Palmeri, designer e musicista, che presenterà il suo ultimo album erbamatta, con un’anteprima del video di Memorie Selettive, singolo realizzato con Pacifico, e un set live.

 

INFORMAZIONI PRATICHE:
Registrazione (necessaria): su www.milanodesignfilmfestival.com o Anteo spazioCinema (via Milazzo 9, Milano. La tessera di accredito dell’evento e? di 5€, valida per tutta la durata del festival.

WORKSHOP (gratuiti, registrazione richiesta)
Venerdi? 10, alle ore 10.30 – Dal web al satellite, comunicare con i video. Di Ultrafragola e Sky Arte HD Intervengono: Didi Gnocchi e Dino Vannini
Sabato 11 alle ore 10.30 – Filmare l’architettura. Dell’Accademia di architettura di Mendrisio – Universita? della Svizzara Italiana. Intervengono: Marco Muller, Stan Neumann e Marco Della Torre.

Domenica 12, ore 10.30 – Design by video di Image. Intervengono: Marco Brizzi, Franco Raggi, Alessandro Scandurra e Filippo Romano // Creare un documentario con smartphone e tablet, di Sae Institute Titolo dell’incontro: Intervengono: Giulio Fiorito e Daniele Raina.

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