Fuorisalone
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MDW17 Gli eventi – 5 Vie

Dov’è: La zona che tradizionalmente si estendeva da Piazza Affari a Via della Zecca Vecchia includendo Via Santa Marta e Sant’Orsola, si è allargato fino a Piazza Gorani (e include anche Palazzo Litta e Palazzo Turati). Scarica qui la mappa stampabile della zona, con la lista di tutti gli eventi

Perché andarci: con le sue piccole vie e location-bijoux è il luogo perfetto per gli eventi raccolti (anche se sono presenti due grandi collettive, a Palazzo Litta e Turati). Percorrere il distretto in lungo e in largo permette anche piccole pause per lo shopping in boutique bellissime come Wait and See o Funky Table, entrambi in via Santa Marta. La grande festa del quartiere, il Design Pride, sarà mercoledì 5 aprile: la parata parte da Piazza Castello (angolo via Minghetti) alle 18 e si concluderà in Piazza Affari con un party (fino alle 24). L’appuntamento più pop del Fuorisalone.

Da non perdere:

* Creative Minds, Foyer Gorani, Piazza Gorani (tra via Brisa e via Gorani): una mostra interessante perché mostra quanto il design spesso si avvicini all’arte nella sua ricerca di significati e assoluti seppur mantenendo rispetto a essa la sua peculiarità, cioè il suo legame con la materia e con l’oggetto come presenza fisica. Attraverso il lavoro di quattro progettisti (Sigve Knutson, Sabine Marcelis, che è anche presente, sempre in zona nella mostra Marble Matters di Bloc Studios, vedi sotto, Philipp Weber e Matteo Cibic), la curatrice Federica Sala crea un racconto a episodi in cui entrano in scena il rapporto tra il disegno e la produzione, le indagini ottiche, il divenire degli oggetti quando si mettono in relazione con altri e la trasformazione del carbone (sì, il carbone).

* Linking Minds, Palazzo Litta, Corso Magenta 24: il tema di questa grande collettiva, che si snoda tra le splendide stanze del palazzo barocco, è l’affinità elettiva che avviene tra creativi, quel mix molto umano di amicizia, fiducia ed esperienza che da sempre è alla base delle iniziative più interessanti e innovative. Perfetta in questo senso la scelta di Diller Scofidio + Renfro (uno studio di architettura che da sempre mescola progetto, arte e performance) per la realizzazione dell’installazione al centro del cortile. La lista degli espositori è quasi infinita (per vederli tutti, clicca qui). Segnaliamo comunque il finlandese Ilkka Suppanen e l’italiana Raffaella Mangiarotti, la collaborazione tra i designer di Japan Creative o tra le collezioni di Studio Formafantasma, e tra Defne Koz e Tomas Kral per Nude. Mentre al Teatro Litta Michele De Lucchi, Andrea Branzi e Francesca B. Arista hanno indagato con gli studenti
del Politecnico l’estetica del fine vita. Non mancate una visita al Bistrot Litta ventiquattro allestito dalla sempre sorprendente stylist Elisa Ossino.

* Ladies & gentlemen, via Cesare Correnti 14: la seconda edizioni di quella che l’anno scorso è stata una delle collettive più belle del Fuorisalone (leggi qui, nella parte finale del post, sull’edizione 2016). Ci si va quindi sulla fiducia, visto che le curatrici sono le stesse (Michela Pelizzari e Federica Sala, insieme a SecondoMe), e anche per vedere lo splendido palazzo che funge da sfondo alle opere esposte (da non perdere, gli spendidi piatti decorati di Vito Nesta per Les Ottomans e la pop up home di Diesel Living).

* Waitomo by Marc Sadler, Galleria Rubin, via Sanra Marta 8: una mostra che mi incuriosisce perché il designer, Marc Sadler è sempre in grado di sorprendere. Il tema: And Light is Not The Opposite of Dark. (Leggi altro su Marc Sadler)

* Marble Matters di Bloc Studios, c/o Martina Gamboni, piano attico, via de Amicis 19: una mostra che – attraverso le opere del fotografo Carl Kleiner (leggi il testo di una mia intervista a Carl qui) e le sculture luminose di Sabine Marcelis (vedi anche sopra, in Creative Minds) – racconta le potenzialità del marmo. Dalle immagini distribuite per le preview, è lecito aspettarsi cose bellissime.

* Is ornament a crime if it is to do with light?, c/o studio Nerino, via Santa Marta 21: il duo GiopatoCoombes presenta tre nuovi progetti di luce. Come per Sadler, ci si va sulla fiducia, basandosi sul fatto che i loro oggetti sono sempre speciali.

 

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