Design
Leave a comment

L’ufficio secondo Patricia. Urquiola vince il Best of NeoCon Award

Haworth Urquiola OpenestSono contenta che Patricia Urquiola abbia vinto Best Of NeoCon Award 2014 (un prestigioso premio di design americano dedicato al mondo dell’ufficio) affermandosi su 410 candidati e su 30 pre-selezionati per il Gold Award con  collezione Openest per Haworth. Interpreto infatti questa vittoria come una disfatta dell’open space tradizionale, quello in cui non è possibile isolarsi, pensare o semplicemente chiacchierare con i colleghi senza che tutti ascoltino e moltissime ricerche mostrano come essi siano controproducenti a livello di produttività e di condivisione di idee e contenuti. Un ufficio come quello che propone Urquiola (e tanti altri designer come lei, del resto, non è l’unica) è invece proprio quello che serve: un ambiente open ma adattabile, informale ma funzionale, accogliente quanto basta per far volare la creatività e il senso di benessere che è alla base di ogni lavoro ben fatto.

Il posto in cui lavoriamo deve essere come una seconda casa, secondo Patricia Urquiola.

Openest comprende sofa, pouf, tavoli e schermi trasformisti. Il design che la Urquiola promuove – come sempre – è un progetto che diventa paesaggio, fatto di elementi diversi e personalizzabili ma capaci di vivere insieme in armonia. La parola d’ordine (non proprio standard nel panorama dell’arredo per ufficio e forse per questo risultata vincente) è morbidezza – «Volevo ottenere un comfort percepibile alla prima occhiata e la possibilità di adattare gli elementi della collezione alle esigenze di chi le usa che, naturalmente, cambiano nel tempo. In ufficio si va per lavorare ma anche per parlare con i colleghi, per interagire in modo informale con gli altri». Le linee curve e le cuciture a vista – tipiche degli arredi domestici – contribuiscono a dare un look informale a questi arredi perché «derivati direttamente dalla tradizione artigianale e non industriale» (non dimentichiamo che Haworth ha appena assunto il controllo di Poltrona Frau e del suo gruppo, maestro proprio in questo tipo di lavorazioni).

Quello che affascina di più in questa collezione, oltre al look & feel domestico, è la possibilità di usare i singoli elementi per adattare gli ambienti di lavoro. Non parliamo solamente della possibilità di personalizzare – per dimensioni e finiture – divani e poltrone quanto dell’associazione di questi con gli schermi, progettati come loro complementi e perfetti per creare ambienti protetti o aperti, sempre flessibili. E della possibilità di interpretare la poltrona e la lounge chair come dei pouf: una trasformazione che, davvero, sa di salotto di casa.

È bello che un progetto del genere abbia vinto il Best of NeoCon, 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *