Comunicazione, Progetti
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Al posto della bionda, ci sono io!

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Gente normale, ambienti “imperfetti”, ironia e gusto del viaggio. Il nuovo catalogo di Dedon trasforma il modo di comunicare l’universo dell’outdoor. Finalmente.

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Poche pubblicazioni riescono a essere noiose come i cataloghi dei marchi di arredamento. Soprattutto quelli dell’outdoor. Le belle ragazze a bordo-piscina, le poltrone simil-troni massicce, le sedie di legno wengé, i cuscini bianchi e i tavolini in rattan intrecciato… dubito che, ancora oggi, questo genere di immagini sia in grado di suscitare il minimo interesse nel consumatore colto, quello verso il quale si indirizzano, necessariemente, i marchi di design. Eppure, quando si parla di outdoor, è ancora questo lo stile prevalente. Esistono, per fortuna, eccezioni.

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Già qualche anno fa, la tedesca Dedon aveva inaugurato un diverso modo di parlare di outdoor. Lo aveva fatto con un video di Bruce Weber, di fatto percorrendo una via, quella che lega lo stile a una narrazione, che da anni inseguono i marchi di moda più all’avanguardia.

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Il passaggio successivo è stato quello di trasportare la fiaba sul cartaceo. Scommessa vinta. Dopo il catalogo di Weber, quello del 2013, di Alex Wiederin con le foto di Steven Haberland, Oliver Helbig e Rainer Hosch, è un piacere per chi lo sfoglia. Le immagini sono vive e trasformano gli arredi da giardino in protagonisti di una storia che si svolge in un mondo rilassato e poetico che però non rinuncia mai all’ironia. Bello!

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