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Parole in libertà

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Chi non ha mai giochicchiato con le font del computer per vedere, scrivendo una parolina, selezionandola e poi cliccando sui vari Simboli, cosa veniva fuori? Il giovane designer koreano Kyuhyung Cho (www.kyuhyungcho.com, lo trovate anche sulla copertina di Wallpaper di gennaio www.wallpaper.com//print ma, indovinate? Il primo a notarlo mesi fa è stato il trend hunter italiano Marco Tabasso, della scuderia di Rossana Orlandi a Milano, www.rossanaorlandi.com) lo ha fatto per anni ma poi ha deciso di fare il salto. Di inventarsi, cioé, un sistema che trasformi qualsiasi parola in una vera e propria opera grafica. Cosicché anche la frase più squallida acquisterà un che di magico (e il più delle volte non potrà nemmeno più essere letta ma forse non ci importa più di tanto). La poesia di questo progetto sta infatti nell’attingere a piene mani dall’ancestrale attrazione verso il simbolismo e (forse anche) il misticismo: il trovarsi davanti uno splendido disegno e immaginare che anche il messaggio che cela sia di altrettanta bellezza. Un progetto che apre un mondo di possibilità, che Kyuhyung Cho sta già esplorando applicando i suoi disegni generati da parole scritte su uno schermo in accessori moda molto déco. Per vedere le font in azione, ecco il video: www.kyuhyungcho.com/index.php?/worksonmyown/pictograph-fonts-video/

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