Giovani designer, Progetti
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Provaci ancora, Renato

Drifted stool_Lars Beller

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Per un capitano d’azienda, Renato Preti è solito navigare in acque tumultuose. E uscirne sempre indenne. Dopo l’esperienza maturata in Comit, come responsabile della finanza aziendale, è diventato famoso nel settore per aver partecipato all’acquisto, tramite il fondo Opera da lui fondato insieme a Bulgari, di Unopiù e B&B Italia. Dopo qualche anno, Bulgari si è poi dileguata (per focalizzarsi sul core business della gioielleria piuttosto che dell’arredo, vedi: A Bulgari non piace più l’ Opera). Dopo aver venduto la sua parte, Preti si è gettato in una nuova avventura, quella di Skitsch, il marchio del design sperimentale (con Direttore Artistico Cristina Morozzi).

Per esso, Preti aveva progetti in grande: apertura immediata di 13 vetrine in pieno centro (anche se, ammettiamolo, non esattamente in un luogo di grande passaggio), in via Monte di Pietà; grandi investimenti per e-commerce; store super glamour in location decisamente upmarket come nel Brompton Design District a Londra. A dicembre 2010, poi, la doccia fredda. Preti se ne deve andare, dice il consiglio di amministrazione. Ma, dice lui stesso, da piccolo lo chiamavano ‘trapano’. La presentazione di stamattina a Milano del suo nuovo marchio, DISCIPLINE, sembra quindi allo stesso tempo una rivincita e una nuova scommessa. Su sé stesso e il suo fiuto, innanzi tutto: la convinzione che il design – se ben progettato, realizzato e soprattutto distribuito – abbia enormi potenzialità economiche non l’ha abbandonato. E poi sull’anima del progetto. “Basta con il ‘famolo strano'” ha detto oggi, ammettendo allo stesso tempo di esser stato lui stesso un protagonista dell’era delle lampade a forma di cavallo. La gente, oggi, ha voglia di sobrietà, di forme che non invecchiano, di oggetti realizzati con materiali naturali non tanto perché eco è il nuovo mantra quando perché durano di più. Preti si è circondato di una rosa di designer di tutto rispetto, 13 in tutto, provenienti da 10 paesi – ai quali, promette, potrebbero aggiungersi prima del lancio al Salone di aprile, due superstar. L’unico prodotto presentato oggi, lo sgabello Drifted di Lars Beller, in frassino italiano e sughero, era una bellezza: essenziale, estremamente curato nella manifattura, evergreen fin dal primo vagito. Ci aspettiamo quindi grandi cose all’evento ufficiale di Discipline, che avverrà il 16 aprile in un giardino in via Piero Mascagni 4.

La collezione, che comprenderà tanti pezzi relativamente piccoli ma capaci di offrire abbastanza scelta in tutti i settore dell’arredo, viene tutta sviluppata in Italia: il centro ricerca e sviluppo di Discipline si affida infatti ad Andrea Galletti e al suo laboratorio di Cesano Maderno, apprezzatissimo da Preti per la sua maestria e knowhow nel settore.

E la ‘cura Monti’ – l’iniezione di sobrietà che sta cambiando (si spera!) l’Italia – forse ha fatto breccia anche nel cuore dell’imprenditore. Niente accelerazione, niente negozi enormi e feste in pompa magna ma tanto focus sull’e-commerce (il target è soprattutto l’estero) e un negozio che aprirà dopo l’estate probabilmente in zona Brera. Serietà (“ma sempre divertendosi”) e disciplina (“che indica anche il saper fare, non dimentichiamolo”) sembrano quindi gli ingredienti fondamentali del nuovo progetto di cui Renato Preti è per la prima volta non solo il finanziatore ma anche il direttore creativo. Buona fortuna!

I designer di Discipline: Lars Beller Fjetland, Pauline Deltour, Ding3000, Lars Frideen, Ichiro Iwasachi, Klaus & Carpenter, Claesson Koivisto Rune, Max Lamb, Luca Nichetto, Philippe Nigro, Marc Sadler, Sibylle Stoeckli, SmithMatthias.

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