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Nendo e lo spazio di mezzo

Foto di Ayao Yamazaki

Foto di Ayao Yamazaki

Una linea sempre più sottile divide il reale dall’illusione nella produzione di Nendo. Una volta, Oki Sato – il creatore del gruppo giapponese da qualche anno sulla cresta dell’onda – mi ha parlato del suo amore per il “ma”, una parola che nella sua lingua indica lo spazio “di mezzo”, la pausa tra cose, parole, eventi, sentimenti. Una specie di battuta d’arresto forzata, insomma, un respiro obbligatorio che ci permette di lasciare vagare la nostra stessa coscienza.
Penso spesso a queste parole: quando sono troppo di fretta e vorrei non esserlo, quando mi sento inghiottita dalle notizie incessanti, dagli stimoli invadenti, dalle esortazioni a fare piano che vengono però da un mondo dove il posto per chi va piano davvero non c’è. E, devo dire, guardare alcuni degli oggetti che Nendo ha disegnato nella sua carriera davvero prolifica (lui piano sicuramente non va) mi fa sentire spesso meglio.
Adoro quella sua intelligenza semplice ma che colpisce come un guizzo: mi regala spesso una felicità pacifica e un’ammirazione per un’armonia che – chissà perché – mi riporta sempre a quella delle architetture romaniche, con i loro misteri che si svelano all’occhio attento.
Come in questo puzzle, creato per la rivista giapponese Pen, con elementi di carta che però sembrano in 3D: perfetti per costruire mondi meravigliosi ma pazzi che però non crollano mai. In questo video, Oki Sato fa vedere cosa è possibile fare. Vale davvero la pena guardarlo. Anche solo per vedere se vi dà lo stesso effetto relax…

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