Fuorisalone
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Salone e Fuorisalone: ciò che resta (2)

La seconda parte della mia rassegna su cosa mi sia rimasto nel cuore dopo il Salone e il Fuorisalone e perché… Leggi la prima puntata qui

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PALAZZO LITTA TRIMARCHIOggetti Smarriti: il design che diventa poesia

Mi hanno lasciato qualcosa dentro gli Oggetti Smarriti di Mario Trimarchi che il designer ha messo in mostra a Palazzo Litta, nella collettiva curata da Michele De Lucchi e Andrea Branzi. Queste micro-architetture da tavola mi sono infatti sembrate una specie di sublimazione del design inteso come atto che trasforma la funzione in forma: ognuna di esse, infatti, rispondeva in modo diverso a un problema reale anche se, obiettivamente, non di bruciante attualità o emergenza: quello della conservazione delle banane (che, come è noto, dovrebbero essere tenute sospese e non appoggiate a una superficie). Ognuno dei “portafrutta” creati da Trimarchi proponeva un modo diverso di preservare le banane ed esporle sulle nostre tavole, spesso proponendo soluzioni strutturalmente complesse quanto quelle di micro-architetture. Non si può dire che questo non sia design – esiste un problema e una soluzione allo stesso, proposta grazie all’uso intelligente di materiali e forme. Eppure la “trivialità” del problema e la sofisticatezza delle soluzioni proposte rendono l’intero progetto più un esercizio di alta logica e sofisticata estetica che una proposta industriale. Il rispetto con cui il designer ha affrontato il rapporto tra l’elemento vivente – il frutto –, gli oggetti contenitori e lo spazio circostante era del resto davvero toccante. E l’essenzialità delle forme memorabile.

CASAMANIA SUMMIT_2 CASAMANIA SUMMIT_1Casamania: il divano da conversazione

Quando passeggio per il Salone del Mobile, al quinto divano XL con le sedute profondissime, probabilmente beige, grigio o in pelle nera, di solito comincio a dare forfait. Distinguere tra le centinaia di modelli, tutti molto simili perché spesso firmati sempre dai soliti 3-4 nomi, è infatti un’impresa davvero ardua. In questo panorama quasi monocorde, Summit di Giulio Iacchetti per Casamania è apparso come una piacevole sorpresa. Questo divano dall’estetica precisa ma modesta e dalle forme contenute nasce infatti come strumento di conversazione: non solo le sue sedute sono meno profonde della maggior parte dei sofa di oggi (progettati per chi ama stare sdraiato e non seduto) ma anche, grazie a un meccanismo, si staccano l’una dall’altra, creando così un mini-salotto con due poltrone faccia a faccia, perfette per fare conversazione. È bello quando il design coglie una necessità nell’aria e la asseconda, permettendo al pubblico di vivere sulla propria pelle stili di vita non mainstream. Ed è altrettanto piacevole quando il rispetto per il passato non si traduce in forme vintage ma nella riscoperta di piaceri quotidiani – come quello della conversazione – spesso messi da parte dall’avvento della tecnologia diffusa.

IMG_6086 lowOutForSpace: il rattan riscoperto

Chi direbbe mai che questi piccoli oggetti colorati sono stati realizzati in rattan? L’esperimento sui materiali che mi ha più colpita al SaloneSatellite era quello di OutForSpace (outforspace.com), un piccolo studio tedesco che ha ideato un metodo per rendere il rattan solido come il legno e per trasformarne la texture. Tutto è iniziato per gioco, quando uno dei due partner dello studio, amante del surf, ha passato qualche mese in Indonesia. Qui ha avuto modo di osservare da vicino il rattan, un materiale usatissimo negli arredi da giardino e non solo e di ipotizzare un nuovo modo di lavorarli: cosa succederebbe se i tanti buchi di questo legno (che lo percorrono come tubi perfettamente diritti in tutta la sua lunghezza) venissero riempiti con una sostanza colorata? Oppure con dell’acqua silicata, una specie di vetro liquido che si solidifica dopo la posa? Il risultato sono i pezzi che abbiamo visto al SaloneSatellite: blocchi colorati, leggerissimi ma resistenti come il massello che nulla hanno a che vedere con il look sbiadito del “solito” rattan. Per evitare il link con il grigiore di questo materiale nella sua versione tradizionale, OutForSpace ha anche coniato un nuovo nome: Karuun.

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