Fuorisalone
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Salone e Fuorisalone: ciò che resta (4)

Una sedia che prende in giro la vintage-mania, una lampada di recupero (che non cade nello shabby) e una carta da parati meravigliosa che fluttua alle pareti. Continua la mia rassegna sulle cose meno viste del FuoriSalone che però mi sono rimaste nel cuore…

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SEDIE R.O. hhIronia vintage

Un modo divertente di cavalcare l’ondata del vintage – che non ci abbandona. Lo studio olandese Mal-Furniture ha creato una serie di arredi (tra cui questo, il mio preferito) ispirati alle grandi icone del design, riproposte però in chiave ironica. La Red & Blue Chair, disegnata da Gerrit Rietveld nel 1917, diventa una sdraio, la Lounge degli Eames una seduta giallo canarino in plastica rigida. Peccato che l’ironia di questa popolarizzazione non sia stata portata fino in fondo, per esempio associando a ogni pezzo un prezzo abbordabile. La MalClapchair (alias la Rietveld), per esempio, costa più di 600 euro (è fatta di legno di rovere con una seduta realizzata in materiale tech per esterni, resistente all’acqua e ai raggi solari ma il prezzo è comunque decisamente off limits per il tipo di pubblico cui, secondo me, questo genere di prodotto potrebbe interessare). Comunque sia, un progetto light ma piacevole. Mal-furniture.com, visto da Rossana Orlandi

ok SATELLITE LUCI BALANCES DI HYESOO HAN, SANGKYUNG PARK, XUAN HUADi recupero: ma non shabby

Bello il progetto degli studenti Hyesoo Han, Sangkyung Park e Huan Hua presentato al SaloneSatellite. Le loro lampade Balance sono infatti state realizzate con i cerchioni di ruote e telai di biciclette abbandonate. Ma al posto del solito look shabby chic ormai decisamente fuori tempo massimo, i tre sono riusciti a dare alle lampade una piacevolissima forma super essenziale e a trasmettere la luce (all’interno delle ruote, usando strisce di led) in modo squisitamente contemporaneo.

 

 

 

 

 

ok WALLPAPER_ELENA CAROZZILa carta da parati appesa

Il progetto presentato di Elena Carozzi, che ho avuto modo di conoscere precedentemente, mi è piaciuto moltissimo. La pittrice e decoratrice ha decorato la casa della gallerista Antonia Jannone con le sue carte da parati dipinte a mano, appendendole a tutta parete e lasciandola di fatto sospese. L’effetto era magico. La pittura formava decori a volte decisi altre soffusi, forme sempre volutamente morbide, imprecise, accennate, realizzate con pennellate chiaramente visibili, come quelle dei quadri. I fogli, di grande formato, attaccati vicino al soffitto, formavano pareti di colore tridimensionali, che veniva voglia di toccare.

 

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