Fuorisalone 2018
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Salone Satellite, visto per voi

12 progetti visti al Salone Satellite 2018 e discussi con i designer che li hanno realizzati. Un best of senza pretese di assolutezza. Giudato solo dalla curiosità

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Il Salone Satellite 2018 è il padiglione del Salone del Mobile che mostra il lavoro di designer selezionati Under 35. Lo abbiamo visitato per voi (che avete tempo fino a domenica sera per fare lo stesso). E abbiamo selezionato i progetti che hanno stimolato in qualche modo la nostra curiosità. Eccoli, con i nomi dei designer e il motivo per il quale ci sono piaciuti.

CUCINA LEGGERA di Stefano Carta Vasconcellos

Una cucina che nasce da una lastra di legno, tagliata con una macchina a controllo numerico da un falegname a cui il designer ha inviato il file. Viene consegnata flatpack e si monta a incastro. Interessante è il modello di business che ruota intorno a una piattaforma. L’idea è creare una rete di fornitori sul territorio nazionale in grado di tagliare il legno per il cliente. In pratica è un sistema a km 0, che utilizza tecnologie digitali per sfruttare però la capacità manifatturiera esistente. Ha vinto il Salone Satellite 2018 Award (il primo italiano nella storia).


CURRENT CURTAIN di Vantot

 

Una collezione di lampade che lascia in evidenza la struttura elettrica dell’oggetto. Per provare con mano che la quantità di elettricità utilizzata per alimentare i led è bassissima. La posizione dei bracci del lampadario è modificabile a piacere.

 

 

 

 


PLAY HOUSE di Olivia Lee

Una collezione di arredi che invita i bambini al gioco analogico. E pensati anche e soprattutto per essere usati insieme ai genitori. Nell’era digitale, infatti, non sono solo i più piccoli a rimanere attaccati agli schermi per la maggior parte del loro tempo. La distrazione degli adulti nei confronti degli oggetti analogici a favore di quelli digitali, viene copiata dai bambini. La collezione di Lee punta a cambiare la prospettiva dei genitori e solo poi di conseguenza dei bambini.


SEEK & PEEK di But Yet

Una collezione di arredi e accessori per la casa pensati per la vera co-abitazione con gli animali domestici. C’è il tavolo per far accomodare il gatto (e dove può anche mangiare insieme a noi, la lampada su cui si può arrampicare o fare le unghie… Farà un successone, visto il sempre crescente interesse per i pet. E mi piace il modo in cui evita accuratamente quel fastidioso senso di glamour che spesso esiste nei prodotti per animali trattati da re…

 

 


A.Z.OU di Chris Basias

Lampade con paralume in marmo trasparente, collegate dal filo elettrico. Girando il paralume si ottengono effetti luminosi diversi (è un dimmer). Possono essere posizionate ovunque sulla parete per creare composizioni diverse.

 


DIFFUSORE DI AROMI di Ryota Yokozeki Studio

Il particolare trattamento della ceramica la rende in grado di assorbire i liquidi, trattenendone le fragranze. Al “fornellino” elettrico, alimentabile con cavetto usb, viene quindi associato un disco decorato con il profumo. Quando si accende, un piccolo ventilatore diffonde l’aroma. I designer sono riusciti a convincere un’antichissima manifattura di ceramiche a produrre il concept.


WASHI LIGHTS di KEIKO HARAGUSHI di SATSUMA WASHI STUDIO

Queste lampade realizzate da questa giovanissima giapponese sono incantevoli. Ma è solo parlando con lei che se ne coglie la complessità. Perché Keiko realizza il washi a mano, lo stende, lo decora con fili di washi fatti da lei e ricopre con un altro foglio. Poi li unisce uno a uno su una struttura che può essere posizionata a piacere e che contiene la fonte luminosa. Un lavoro certosino, di una precisione straordinaria.

 

 

 


THE TROPICALIA COLLECTION di Aufgabe Null

Un progetto pieno di poesia. Il designer tedesco realizza vasi che riducono la distorsione naturale degli oggetti immersi nell’acqua che contengono posizionando i vetri a filo l’uno con l’altro. La griglia, sul retro, permette di osservare la crescita dei bulbi.

 


FORMAT di Antje Pesel

Uno specchio semplicissimo. La presenza di piccoli tagli sui lati, però, permette di appenderli con un filo a vista e di modificarne la posizione sulla parete. Il filo diventa così elemento decorativo alla pari dell’oggetto stesso. Sobrio ma a effetto.

 

 

 

 

 


PILEUP LIFE di SamTsai & Lawrence Yen

L’idea è semplice: dare la possibilità a chiunque di personalizzare il proprio arredo. Il modo in cui lo si propone è smart. Sedute e schienali si staccano e il tessuto può essere cambiato sganciandolo. Gambe e schienali sono anch’essi intercambiabili.

Molto piacevole anche il modo di raccontarlo: con delle mini-sedie in cartoncino da costruire e da decorare al momento.

 

 

 


CLARO BOOKSHELF di Miguel Angel Jimenez

Una libreria che sembra una delle tante. Ma grazie a un sistema di incastri, il designer è riuscito a ridurre al minimo il materiale, quindi il peso, senza perdere nulla in resistenza statica. Il peso totale è di 8,5 chili.

Ha vinto il premio sostenibilità sponsorizzato dalla Banca Intesa al Salone Satellite 2018.


1.625m/s2 di Hiroto Yoshizoe

Un’altro bellissimo progetto di questo “spacial designer”, progettista dello spazio, giapponese. Conosciuto ai più anche perché l’anno scorso ha visto il Lexus Design Award. Per questa lampada, davvero bellissima dal vivo, Yoshizoe ha suddiviso la superficie del paralume di una lampada in una miriade di piccoli paralumi. Appesi intorno a una fonte luminosa, ne riflettono la luce, creando un effetto da cielo stellato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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