Inchieste, Società
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Se mi ami smetti

Uno dei due ama le sigarette, l’altro non le sopporta: che fare? È lecito chiedere di smettere di fumare? E soprattutto, funziona? Il rapporto ne esce rinforzato o indebolito? Qui, le avvertenze

C’è chi giura che smettere di fumare per amore è possibile. Come la cantante Adele, che ha abbandonato le sue 25 sigarette al giorno per paura di non veder crescere il figlio Angelo. Oppure Barack Obama: aveva promesso a Michelle che se fosse arrivato alla Casa Bianca nel 2008 avrebbe detto basta. Eppure, secondo gli esperti, si tratta di scuse.

«Smettere di fumare perché lo ha chiesto qualcuno vuol dire ricominciare alla prima opportunità. O fumare di nascosto», spiega il professor Davide Algeri, specialista in psicoterapia breve strategica, terapia di coppia e sessuologia. Oppure si abbandona il partner intollerante, come fa Carrie in Sex and the City: tradisce il “perfetto” Aidan, che l’ha più o meno costretta a smettere di fumare, con Mr. Big, grande estimatore di sigari cubani. «Il mio consiglio, quando si parla del vizio con il partner, è di fare attenzione: è terreno minato. La sua messa in discussione può far emergere rapporti di forza esistenti che spesso si ignorano. E che possono ferire».

In questo metaforico braccio di ferro, secondo le statistiche, è la donna ad avere solitamente la peggio. Uno studio Usa, su 4.500 coppie tra i 45 e i 64 anni seguite per nove anni, ha dimostrato che, mentre se lui fuma è molto difficile che lei riesca a smettere, il contrario funziona: appena lui abbandona la sigarette, le probabilità che anche lei lo faccia aumentano in modo esponenziale.

Chiedere con insistenza all’altro di smettere di fumare può danneggiare gravemente proprio quei rapporti che dall’esterno appaiono idilliaci.

Secondo Algeri, però, tutto dipende dal tipo di relazione. «Le coppie più problematiche sono quelle simbiotiche, in cui si vive come rotaie dello stesso binario, condividendo tutto e vivendo in un’apparentemente totale armonia di intenti, desideri e interessi». Sembra assurdo. Eppure chiedere con insistenza all’altro di smettere di fumare può danneggiare gravemente proprio quei rapporti che dall’esterno appaiono idilliaci. «Il motivo è semplice: in queste coppie il livello di tolleranza è spesso pari a quasi zero e ogni viaggio parallelo nella propria sfera personale è considerato un tradimento dei valori fondanti della partnership. La dipendenza sentimentale rende il fumo un’arma per testare la propria forza sull’altro, facendo leva sul ricatto morale: se mi ami, smetti. È un percorso pericoloso, e chi lo sceglie deve essere cosciente che ogni risultato segnerà un punto di non ritorno nella relazione. Se il fumatore cede, infatti, si posizionerà come il più debole (in un rapporto apparentemente improntato sulla totale parità). E, il più delle volte, fumerà di nascosto, violando anche l’altro tabù, quello della fiducia reciproca. Se invece deciderà di non abbandonare il vizio, diventerà automaticamente l’elemento dominante (mentre l’altro sarà penosamente cosciente di avere perso la scommessa dell’aut aut)».

Il modo migliore per affrontare il problema è porsi in posizione di ascolto, continua Algeri. Un’operazione che riesce meglio alle coppie non simbiotiche in cui gli individui, pur amandosi, mantengono la propria indipendenza intellettuale ed emotiva. «È chiaro a tutti che fumare fa male, ma lo si fa ugualmente, in nome di un piacere immediato. Dunque, è bene innanzitutto chiarire qual è il tipo di appagamento che porta e perché la persona ne sente il bisogno. E, in seconda battuta, riflettere su possibili alternative». Prendere sul serio il partner ed evitare le critiche, i moniti e soprattutto le imposizioni, serve a rinforzare il rapporto di fiducia. «È molto più probabile che il fumatore decida di smettere davanti a una dimostrazione di rispetto e interesse sinceri, ma sempre in un’ottica di libertà, piuttosto che di fronte a un’imposizione. Utile, per esempio, cercare insieme piaceri alternativi e favorirne lo sviluppo. Oppure capire se la sigaretta è uno sfogo per un’ansia sottile ma pervasiva nel quotidiano dell’altro. Oltre che, ovviamente, l’aiuto da parte di uno specialista. Ma se la risposta è quella più classica («fumo perché mi piace») è bene mettersi in testa che l’altro sta difendendo il proprio libero arbitrio, e che insistere non servirà».

Cosa fare quindi, se si condivide la vita con un partner affetto da un vizio a noi odioso? «Bisogna considerare le proprie motivazioni nel chiedere all’altro di smettere. Il più delle volte siamo mossi dall’egoismo, cioè dal pretendere che gli altri facciano quello che piace a noi più che a loro. E in questo caso, l’atto di prevaricazione non sarà funzionale all’obiettivo e farà anche male all’amore. Se la richiesta è invece aperta, accompagnata da un rinnovo del rapporto di fiducia attraverso l’atto di ascolto, e soprattutto senza pretese di un risultato, allora potrà non solo aiutare il partner a liberarsi di un vizio ma anche migliorare la relazione affettiva».

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