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Segno Italiano: perché raccontarsi serve al Made in Italy

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Chi segue questo blog avrà ormai capito che ho un debole per il saper fare manuale. Sono fermamente convinta, infatti, che sia solo promuovendo e rivalutando la professionalità dei tanti piccoli maestri che costeggiano il nostro paesaggio industriale che si costruirà un futuro per il Made in Italy. Ecco perché mi piace segnalare al grande pubblico – quello degli addetti ai lavori probabilmente già li conosce per la loro presenza allo scorso Fuori Salone – Segno Italiano, un gruppo di giovani creativi che, attraverso la realizzazione di bei film-documentari, sta supportando il proprio lavoro di riedizione di pezzi tradizionali dell’artigianato italiano. Spiegando cosa c’è dietro l’oggetto e cosa ne giustifica il valore. Un modo di comunicare che trovo squisito. Guardate questi video sulla tradizionale sedia di Chiavari (vimeo.com/22236782) e sulle ceramiche atestine (http://vimeo.com/framedealer/ceramicaatestina). Dei piccoli gioielli che fanno sentire noi italiani – una volta tanto – orgogliosi di quello che siamo. Ho chiesto a Segno Italiano perché si dedicano anima e corpo al sostegno dell’artigianato. Ecco la nostra chiacchierata. www.segnoitaliano.it

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Perché proprio adesso è così importante portare alla luce il valore dell’artigianato italiano? Due sono le ragioni fondamentali: una culturale e una contingente. Da un lato vogliamo salvaguardare un preziosissimo know how destinato altrimenti a cadere nel dimenticatoio. Il che equivarrebbe a una perdita culturale gravissima, visto il ruolo fondamentale che l’alto artigianato ha avuto in Italia nel suo sviluppo storico e contemporaneo. Dall’altro, nel clima attuale di instabilità economica su scala mondiale, dove anche i grandi gruppi e le multinazionali si vedono costrette a politiche di revisione delle proprie strutture interne, dunque in un momento in cui il modo di fare impresa viene posto in questione e necessita di revisione, Segno Italiano vuole dare una risposta concreta alla possibilità di rendere di nuovo competitivi i piccoli laboratori artigianali disseminati sul territorio che altrimenti, potendo contare solo sulle proprie forze, sarebbero destinati a un ruolo sempre più marginale e provinciale. Ecco che la crisi diventa quindi una possibilità di innovare il modo di fare cultura e impresa: un compito di cui si fa portavoce il nostro giovane marchio.

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Segno Italiano è la vs attività professionale principale? Segno Italiano nasce dall’idea di quattro architetti e designer, questo è un tratto fondamentale della nostra impresa. La nostra formazione ci aiuta ad avere un occhio allenato per scorgere la bellezza e la straordinaria qualità degli oggetti che compongo le nostre collezioni e solo essendo dei professionisti nel campo degli interni e dell’architettura si possono intravedere gli enormi potenziali riposti nell’impiego di questi complementi d’arredo in progetti e allestimenti contemporanei.

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Come selezionate gli artigiani di cui vi occupate? L’unico criterio per la selezione è il merito degli artigiani stessi. I canali su cui agiamo sono diversi: da un lato il censimento del territorio, dall’altro il lavoro di ricerca su pubblicazioni e attraverso biblioteche. Un altro canale su cui contiamo molto è il network di Segno Italiano (in primis il nostro blog www.segnoitaliano.it/news/ e la nostra pagina facebook: www.facebook.com/segnoitaliano), dove chiunque può accedere e contribuire alla causa attraverso consigli ed indicazioni, portandoci a conoscenza di interessanti realtà artigianali o a prodotti in via di estinzione (o già estinti) su cui varrebbe la pena dedicarsi.

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Esiste un business model dietro la vs attività di documentaristi? Oppure si tratta di un interesse puramente culturale? Segno Italiano nasce come volontà di tutela delle eccellenze artigianali italiane. Ancora troppo poco si è fatto nel nostro paese. Nel bellissimo libro “Futuro Artigiano” (ed. Marsilio, 2011), Stefano Micelli riporta in questo senso l’esempio del Giappone, dove lo stato tutela i mastri dell’artigianato come patrimonio culturale vivente. L’operazione di ricerca, di catalogazione e documentazione sono a tutti gli effetti operazioni culturali. L’accurata scelta e la messa a sistema di queste eccellenze, la creazione di eventi ad hoc atti a sensibilizzare il consumatore e mirate attività di internazionalizzazione e di vendita, compongono il metodo di fare impresa di Segno Italiano, dove cultura e business muovono pari passo. Ispiratori sono stati per noi sicuramente il pensiero di Carlo Petrini e Slow Food, come anche la sua traduzione imprenditoriale di Oscar Farinetti con Eataly,

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Cosa vedremo di vostro a breve? Milano non è solo il luogo dove abitiamo e lavoriamo, ma è anche il palcoscenico del design mondiale. Il salone del mobile 2012, evento che celebra anche il primo compleanno di Segno Italiano, sarà la cornice scelta per il lancio del terzo capitolo sulle eccellenze artigianali italiane: vi possiamo anticipare che avrà a che fare con il Trentino. Saremmo inoltre presenti a Brera in vari showroom con allestimenti dedicati a temi specifici. A maggio, 30 anni dopo Colombo Sanguineti, l’ultimo artigiano che riuscì a portare le Sedie di Chiavari negli States, Segno Italiano ripercorrerà le sue orme con un evento a Chelsea, New York, durante l’ICFF (il Salone del Mobile di New York).

In che modo il vostro knowhow viene poi utilizzato in sede progettuale da designer, architetti, aziende? Avete un ruolo anche come craft scouts? Tutta l’operazione di Segno Italiano è atta a fissare il punto sul know how artigianale disseminato sul territorio e produrre una preziosa banca dati. Nel tempo questa banca dati diventerà spunto e generatrice di un tutta una serie di evoluzioni del progetto stesso. Il primo passo in questo senso è già in atto: la serie “Laboratori”. In collaborazione con l’archivio Giovanni Sacchi, Segno Italiano presenterà durante il Salone del Mobile di Milano il primo evento di questa serie, improntato sul tema della ceramica e mirato a portare a diretto contatto la cultura del progetto e la cultura del saper fare.

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