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Se un barattolo spiega cos’è il design

Un barattolo per il caffé macinato dei Sovrappensiero per Bialetti mette in mostra il valore aggiunto del design. Che si inserisce, con garbo, nei rituali quotidiani già esistenti e li rinnova senza trasformarli.

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Il contenitore in plastica per il caffé macinato nella Bialetti, disegnato dal duo Sovrappensiero, è un manifesto della difficoltà di parlare di design oggi, nell’era dei consumatori distratti e degli algoritmi che generano viralità per immagini che sfoggiano canoni estetici roboanti.

Arrivano infatti decine di comunicati stampa ogni ora ma delle qualità di questo barattolo ho letto per la prima volta per caso su Facebook, grazie a un post di un amico designer.

Pensandoci bene è ovvio.

Quante chances ha infatti un barattolo come questo – di plastica, simile a quello che abbiamo già tutti in casa, di prezzo basso – di posizionarsi come un prodotto “di design”? E di spopolare sui social o sui media? Pochissime. Ed è una considerazione molto triste visto che malgrado si parli sempre e di continuo di design, il senso vero di questa disciplina spesso sfugge ai più (su questo leggi anche il colloquio con Odoardo Fioravanti e Maddalena Casadei). Lo spazio, per gli oggetti che non vanno solo consumati con gli occhi ma anche raccontati, semplicemente non c’è.

Il senso immediato del design

Il barattolo per il caffé macinato dei Sovrappensiero per Bialetti è invece proprio uno di quegli oggetti che spiegano in modo semplice e immediato il valore aggiunto del design. Innanzitutto perché risolve un piccolo, banale “problema”: il fastidio del caffé macinato che finisce un po’ ovunque sul piano di lavoro quando lo mettiamo con il cucchiaino nella moka.

Infatti basta girare il tappo per trovare un supporto su cui posizionare l’imbuto della caffettiera durante le operazioni di travaso: ogni granello di caffé che cadrà finirà sul disco di plastica e quindi, dopo che questo sarà rimesso al suo posto, dentro nel contenitore.

L’altro “problema” che il barattolo risolve è quello del calcolo delle dosi. Il cucchiaino è infatti un dosatore di metallo, per una moka da 1, 3 e 6 tazze. E si ancora al coperchio grazie al manico a uncino.

Niente nostalgia, ma tanto garbo

È valore aggiunto del design la capacità di rinnovare un contesto conosciuto (il rito della preparazione del caffé) e di farlo in modo sottile, evitando accuratamente di stravolgerlo. È buon design rinunciare a iperboli estetiche in nome di un rispetto per la tradizione che non ha niente di nostalgico ma nasce semplicemente dal garbo. Ed è intelligenza progettuale quella che riesce ad arricchire un’esperienza alla portata di tutti senza incidere in modo sostanziale nei costi di sviluppo aziendali e quindi sul prezzo finale al consumatore.

Progetti come questo dei Sovrappensiero non cambieranno le sorti del mondo. Però sono prodotti come questo che servono a diffondere davvero il senso della parola design. E di cui sarebbe bello e utile parlare, al di là del like sulla foto sui social.

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