Architettura, Opinioni
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Spazi pubblici con un’anima. Perché in Danimarca esistono (e in Italia no)

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È facile dimenticarsi – specialmente se si vive in Italia – che il design è uno strumento per migliorare la qualità della vita di tutti, non di pochi eletti. Che non è un mezzo di esclusione ma di inclusione. Sarebbe fantastico, ad esempio, se i nostri spazi pubblici fossero progettati come questo dello studio danese Effekt che ha appena vinto un concorso per lo sviluppo di un Centro di Supporto per i malati di cancro all’ospedale di Næstved Hospital e che ho trovato su TheFoxIsBlack. Vederlo mi ha fatto immediatamente pensare. Se dovessero costruire un centro del genere in Italia sarebbe o un luogo senz’anima, freddo e impersonale nella sua funzionalità in qualche modo comunque pressapochista (se fosse un ospedale pubblico); oppure uno spazio super glamour, arredato con le icone del design e illuminato da lampade in stile minimal (se fosse una clinica privata). Il Centro nell’ospedale di Næstved Hospital non è invece nulla di tutto ciò. Si riempie di luce solare grazie a un intelligente sistema di aperture, i suoi interior sono rifiniti con materiali naturali, che invecchieranno con grazia. Ci sono spazi intimi, circondati da giardini, e spazi comuni: una biblioteca, una cucina, palestra, zona per la conversazione, zona relax, il tutto coperto da soffitti a capanna. Ogni dettaglio, insomma, è pensato per accogliere, per far sentire le persone a casa e a proprio agio – fondamentale per una struttura come questa.

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Questa attenzione alle persone – tutte, dai più ricchi ai più poveri – e sulle loro necessità umane è il tema di cui il design dovrebbe occuparsi. In Italia, però, questo ruolo sociale del design si è perso per quanto riguarda la definizione di spazi comuni. Progettare per il pubblico non ha molto a che vedere con il riempire gli ambienti di sedie iconiche o complicate soluzioni high tech che – sappiamo – verranno presto vandalizzate e mai sostituite. La sua essenza è l’inclusione, non l’esclusione; la semplicità mescolata a una qualità immediatamente percepibile da tutti, e progettata per tutti.

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Viene da chiedersi: perché i danesi sono così bravi in questo? La risposta è semplice: perché investono nel ruolo sociale del design da decenni e la volontà di offrire qualità come un diritto a tutti i cittadini viene dall’alto. «La politica, in Danimarca, è ben cosciente del valore del design» mi ha detto qualche tempo fa Adam von Haffner Paulsen, capo della comunicazione di Index:, un’istituzione voluta dal governo danese per promuovere la cultura del progetto – in modo molto concreto, attraverso fondi a progetti degni e progetti educativi a partire dalle scuole – come strumento per migliorare la qualità della vita. Di tutti. «Considerano il design qualcosa in cui noi danesi eccelliamo e quindi un patrimonio che può portare grande prosperità al paese». Dalle parole ai fatti. Il governo danese investe, e tanto, nel design. Sostenendo i creatori, le istituzioni, le aziende. Ma soprattutto, come mi ha raccontato il designer Enrico Fratesi di GamFratesi (che lavora a Copenhagen) «imponendo la realizzazione di spazi pubblici di una qualità davvero estrema, pieni di prodotti degni e pensati per accogliere in modo informale ma efficiente e caloroso. Il risultato è che oggi in Danimarca tutti i cittadini sono ben coscienti di cosa significa qualità dell’abitare – domestico e pubblico».  In sostanza, un progetto che non raggiungesse il livello – in termini di usabilità, umanità e calore – di questo Cancer Councelling Center non verrebbe nemmeno considerato: verrebbe rigettato come ‘non degno’. I cittadini (tutti, non solo quelli che possono permettersi i servizi privati) chiedono il meglio e per questo il governo (che, ricordiamolo, è innanzitutto un’espressione del popolo) provvede offrendo risposte adeguate: spazi progettati per il bene di chi ne usufruirà, per rendere la loro esperienza di clienti o pazienti più piacevole possibile. «Siamo aiutati ogni giorno da una serie di servizi concepiti per il bene comune. Vivere in una società che funziona perché è stata pensata e progettata rende tutti noi danesi coscienti del valore che il design thinking ha nel raggiungere un livello di qualità della vita più alto» dice von Haffner Paulsen. «Una società ben progettata perderà meno tempo ad occuparsi di attività poco efficienti, la gente avrà quindi più tempo per lavorare, spendere soldi e realizzare i propri sogni».

Forse qualche riflessione è dovuta…

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